domenica 15 maggio 2011

E VENNE IL GIORNO

Basta aver ascoltato il tenore dei due comizi conclusivi delle truppe di Arcore,quello della Moratti a Milano e quello del nano a Napoli,per rendersi conto che la tornata elettorale di oggi non è una partita fra destra e sinistra,come vorrebbero farci intendere.Oggi,gli italiani chiamati alle urne si esprimeranno infatti su qualcosa di più profondo di una scelta di colorazione politica,dovranno cioè operare una scelta di civiltà.Si troveranno pertanto a decidere se dismettere definitivamente il proprio impegno civile,lasciando il paese nell’imbarazzante immobilismo nel quale è precipitato a causa di una classe politica che non ha idee e competenze ma solo interessi,oppure,potranno scegliere il cambiamento,quello cioè di un’alternativa che per quanto spesso appaia incerta e zoppicante è comunque meglio del nulla nel quale stiamo vivendo da anni.Non fatevi ingannare dagli ignavi che cercano di convincervi che qualunque voto darete non cambierà nulla,che chiunque sarà eletto farà solo il proprio tornaconto.Non è così.Ciò che ha dissestato una nazione dalle fondamenta,non è solo lo sgretolamento etico di una maggioranza di governo che ha costruito le proprie fortune sul depauperamento dei valori della società nostrana.Non sono solo il bunga bunga,la volgarità,l’approssimazione culturale o l’esercizio arrogante del potere il fardello che impedisce al paese di emergere dai fanghi della suburra.Il dramma dell’Italia è la totale mancanza di un programma e di un’azione politica di respiro europeo ( ed europeista ).Venerdì sera,la Moratti blandiva il popolo delle camicie verdi  promettendo leggi razziali contro rom e rifugiati;a Napoli,Berlusconi faceva dell’illegalità il proprio cavallo di battaglia:non pago il canone Rai e tollererò gli abusi edilizi.Entrambi,parlando al profondo nord e al profondo sud del paese,cercavano consensi rivolgendosi alla parte peggiore della cittadinanza,quella che persegue i valori della discriminazione e fa del’abusivismo e della sistematica violazione della legge i propri target di riferimento.Sul piatto non è stata messa alcuna progettualità,solo insulti,becero populismo e promesse che ammiccano con sorniona indecenza all’arroganza degli scaltri e dei furbetti.Oggi,abbiamo la possibilità di spazzare via l'Italia piduista e mafiosa,di riacciuffare per i capelli un futuro che pare già segnato,di riconsegnare il paese nelle mani di chi,pur coi propri limiti e le proprie contraddizioni,è in grado di ridare respiro vitale alle nostre speranze di civiltà.Se per questa volta saremo in grado di superare il gretto particolarismo a cui ci vuole condannare la Lega o di ribellarci dalla volgare oppressione di un premier impegnato solo a trafficare,legiferare per sè stesso e censurare il dissenso,avremo fatto un piccolo passo verso una nuova democrazia.Un’Italia migliore è possibile.Ma per tornare a ricostruire le logore fondamenta istituzionali oggi non dovremo guardare né a destra né a sinistra,ma tenere la testa alta e lo sguardo rivolto al futuro.

Blackswan, domenica 15/05/2011

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