giovedì 6 ottobre 2011

IL PREZZO DELLA VERITA'


E' il 7 ottobre del 2006.Anna rientra nella sua casa di Mosca,dopo una dura giornata di lavoro.Ha appena finito di lavorare ad un articolo sulle torture commesse ai danni di civili da parte delle forze di sicurezza legate al primo ministro ceceno Kadyrov,sanguinario fantoccio manovrato da Putin.Un articolo che,quando vedrà le stampe,deflagrerà come una bomba.Anna è stanca,affaticata,consumata dal quel logorante sottofondo di paura che accompagna le sue giornate.Ha già ricevuto molte minacce e due anni prima è scampata miracolosamente ad un tentativo di avvelenamento.Anna sa esattamente cosa rischia,e la morte è un'eventualità alla quale deve aver pensato un migliaio di volte almeno.Ma anche se calcoli il rischio e impari a conviverci,alla paura non ci fai mai l'abitudine,è un pungolo costante dell'anima,una scimmia che ti sta aggrappata alle spalle e ti morde la gola.Se fai la giornalista e ti metti contro i poteri forti,è inevitabile che tu venga isolata,ostacolata,minacciata.Hai paura,paura di morire.Il cuore ti batte forte ogni volta che sali in macchina,che passeggi in un parco al calar delle tenebre,che senti uno scricchiolio nella notte,mentre sei a letto.Se vogliono ora mi uccidono,adesso,in questo istante.Sono una foglia al vento,che il vento può spazzare via per sempre:oggi,domani,fra un mese.E' il prezzo che si paga per raccontare la verità,il tormento che accompagna chi con coraggio tiene la testa alta.Chissà a che pensa Anna quando entra nell'ascensore che la conduce al suo appartamento.Probabilmente,alla nipotina che sta per nascere,alla gioia di una nuova vita che illuminerà un poco il buio dell'abisso con il quale è abituata a convivere.Forse è immersa in questi pensieri,fa progetti da nonna,si abbandona a una breve felicità che in qualche modo rinsalda l'animo innanzi all'incerto futuro.Forse,rapita da fragili immagini di serenità, nemmeno si accorge quando il primo proiettile la raggiunge al capo,ghermendole la vita.Probabilmente si è già spenta quando altri tre colpi le martoriano il corpo.
Muore così,sola nell'abitacolo di un ascensore,Anna Politkovskaja,giornalista della Novaja Gazeta,scrittrice,militante per la difesa dei diritti umani,coraggiosa oppositrice a Putin e al sanguinario regime ceceno che il Presidente russo ha instaurato e appoggiato.Muore,per aver cercato di raccontare e denunciare le oscenità della dittatura,per aver mantenuto fede alla sua missione, per non aver indietreggiato innanzi alla paura,alle minacce del potere,alle ciniche lusinghe del denaro.Muore per quello sguardo severo con cui inchiodava i potenti alle responsabilità,con cui denunciava l'orrore ceceno,le stragi,le torture,gli abominii della repressione.Muore,Anna,cinque anni fa,oggi.Donna,mamma,eroina della verità,vittima di quella legge del bavaglio,che in ogni tempo e ad ogni latitudine,stritola quanti scelgono l'impervia strada delle parole per combattere l'ingiustizia e i maneggi del potere.Dal giorno della sua morte,sono passati cinque anni,1825 giorni in cui un silenzio omertoso,depistaggi e incompetenza hanno contribuito ad occultare i nomi dei colpevoli dell'omicidio.Il cui mandante,anche uno stolto lo comprenderebbe, è il degno compagno di merende dell'ometto che ha trasformato il nostro paese in una grottesca replica del regime russo.Così,una maggioranza in agonia,con la stessa logica persecutoria che ispirò l'assassinio di Anna Politkovskaja, ritrova in questi giorni la forza per un'ultima,disperata,zampata:depredarci del diritto di informare e di essere informati.Il sangue e le pallottole vengono sostituite da una legge mordacchia,infame e liberticida, la brutalità di un killer prezzolato dall'arrogante violazione delle norme costituzionali.Il fascismo liftato alla Berlusconi mostra i denti e le manette,promette il carcere per i giornalisti che osano ribellarsi al velo omertoso del silenzio.Durante le dittature,è questo il prezzo che si paga per raccontare la verità.
Blackswan, giovedì 06/10/2011

15 commenti:

robydick ha detto...

d'accordissimo su tutto. ricorrenza già ricordata da pochi, poi oggi non si pensa ad altro che a steve jobs...

Sandra M. ha detto...

A proposito di stampa libera....

Blackswan ha detto...

@Robydick :ho pensato anche io a Jobs e avrei voluto ricordarlo.Ma l'anniversario di questo omicidio mi sembrava più urgente,visto quello che si rischia in questi giorni.Ad ogni modo,entrambi hanno dato qualcosa affinchè questo mondo fosse migliore.

@Sandra: Esatto,Sandra.Lo stesso rischio che corriamo noi.

robydick ha detto...

e proprio per questo ti stimo tantissimo! anche secondo me è "più urgente"

Blackswan ha detto...

@Robydick : Grazie :)

Massi ha detto...

Dalla dittatura di Stalin a quella di Putin,e stesso regime del terrore.Ho ancora negli occhi tutti quei civili sequestrati dai ceceni in quel teatro e fatti fuori senza ma e senza se col gas. Almeno Stalin chi voleva far fuori lo spediva nei gulag,questo uccide alla luce del sole

Massi ha detto...

Dalla dittatura di Stalin a quella di Putin,e stesso regime del terrore.Ho ancora negli occhi tutti quei civili sequestrati dai ceceni in quel teatro e fatti fuori senza ma e senza se col gas. Almeno Stalin chi voleva far fuori lo spediva nei gulag,questo uccide alla luce del sole

Cirano ha detto...

non è un caso che Putin sia stato l'ultimo a rimanere al fianco del nostro presidente del consiglio...oltre che l'ultimo capo del KGB!!

Alligatore ha detto...

Putin e Berlusconi, due liberali veri (volevo scriverlo con due erre, ma poi ho pensato: perchè prendesela sempre con quelle povere creature rosa?).

Ezzelino da Romano ha detto...

Ma siete sicuri?
Putin fa sparare alla gente per non farla parlare.
Berlusconi tenta di varare una legge limitativa della libertà di stampa.
La Politkovskaja è morta e non parlerà mai più.
Il DDL sulle intercettazioni, ammesso che passi, è modificabile e soprattutto è abrogabile.
In Russia chi critica Putin è un cadavere che cammina, in Italia metà del paese (compresi giornali e tv) è libera di gridare ai quattro venti che razza di merda sia Berlusconi.
I due si piacciono e quindi a noi non piacciono, e questo ci sta.
Da qui a dire che siano uguali, o che noi viviamo sotto un dittatore, mi pare che ce ne corra.
Perdonatemi, ma temo che la confusione non aiuti.

Blackswan ha detto...

Solitamente si,sono sicuro di quello che scrivo.E mi permetto di ribasire il contenuto del post,parola per parola,in modo che non si crei confusione e incertezza su quello che ho scritto.:)

Ezzelino da Romano ha detto...

Black, non per giocare a tennis noi due, ma da sempre e dovunque chi ha il potere tenta di limitare chi non ce l'ha.
Le modalità fanno la differenza, a mio parere, e un disegno di legge potrà fare schifo ed essere odioso quanto si vuole ma non è una pallottola.

Ernest ha detto...

Grazie per aver ricordato questa data!
Ricordo quei giorni e i suoi libri.
La verità fa male.

Blackswan ha detto...

@ Massi :La differenza fra Putin e Stalin la fanno i numeri delle persone ammazzate.Per il resto,identiche schifezze.

@ Cirano : non a caso,mentre noi sguazziamo nella merda,lui è a Mosca con l'amico Putin a festeggiare.I due,si sa,condividono la stessa passione i festini a base di minorenni.

@ Alligatore : Il nostro poi è così liberale che ha il monopolio di tutto...

@ Ezzelino : Rispetto la tua opinione,Ezzelino.A mio parere,non è il padrone a qualificare lo schiavo,ma la mancanza di libertà.E mi pare che in Italia ce ne sia ben poca,e quella che c'è vogliono togliercela.Manganello e leggi indegne.

@ Ernest : grazie a te per aver contribuito a ricordarla.

Massi ha detto...

@Blackswan:Se avesse dovuto eliminare gli oppositori politici anche i numeri sarebbero stati quelli