martedì 15 novembre 2011

I NEVER ASKED TO BE YOUR MOUNTAIN - TIM BUCKLEY


 

La storia del rock è costellata da figli d'arte che hanno seguito le orme dei padri.Gli esempi sono molteplici: Loudon e Rufus Wainwright, Bob e Jakob Dylan, JohnJulian Lennon, John e Jason Bonham, per citarne alcuni. Difficile, però, che un figlio abbia raggiunto, o addirittura superato, per caratura artistica, il proprio genitore.Con l'unica eccezione, forse, della coppia Tim e Jeff Buckley, prova provata che il talento talvolta può essere geneticamente trasmissibile. Entrambi belli e tenebrosi, entrambi dotati di una voce dall'estensione infinita e dalle sfumature policromatiche, entrambi musicisti eclettici, sensibili, coraggiosi. Insomma, due personalità geniali, le cui diverse storie, al di là delle affinità artistiche, furono accomunate dal medesimo crudele destino di una morte prematura ( Tim decette nel 1975, a soli 28 anni, per overdose di eroina, mentre Jeff morì nel 1997, a 30 anni, per annegamento ).Ma se padre e figlio furono uniti dalla stessa tragica fine, in vita furono divisi in tutto,a partire dalla carriera e dai successi commerciali.Tim Buckley, nonostante compose un filotto di dischi avanguardistici ( " Starsailor ", "Lorca ", " Blue Afternoon " sono imprescindibili capolavori ), resta un artista di nicchia ( da noi praticamente sconosciuto ), perchè troppo complesso e innovativo per essere amato dal grande pubblico; mentre Jeff ebbe il tempo di rilasciare un unico, meraviglioso disco ( "Grace " ) che, soprattutto dopo la morte, gli valse tributi, riconoscimenti e gloria imperitura.Tuttavia, se paiono enormi le differenze fra i rispettivi percorsi artistici, risulta addirittura abissale la distanza affettiva che separava padre e figlio.Tim,nel 1965, sposò, a soli diciannove anni, la compagna di scuola Mary Guilbert (anch'essa musicista), dalla quale, solo un anno più tardi, ebbe Jeff. Prima ancora della nascita del figlio, Tim abbandonò la famiglia per trasferirsi a New York in cerca di fortuna, troncando definitivamente ogni rapporto con il bambino, che successivamente vide solo un paio di volte prima di morire. Non solo. Con immotivato e malevolo cinismo, decise di sugellare la definitività dell'abbandono dalla moglie, scrivendo quella che la critica considera la sua canzone più bella, " I Never Asked To Be Your Mountain " ( " Non ho mai chiesto di essere la tua montagna " ).Tim, il cui intento era quello di deresponsabilizzarsi agli occhi del mondo, non poteva sapere invece che quella canzone fece, in qualche modo, la fortuna del figlio. Jeff, infatti, debuttò in pubblico durante un concerto-tributo a suo padre denominato Greetings from Tim Buckley. L'evento, organizzato da Hal Willner, prese luogo nella chiesa di St. Ann a Brooklyn il 26 aprile del 1991 e Jeff, accompagnato dal fedele chitarrista Gary Lucas, suonò  proprio "I Never Asked To Be Your Mountain", dichiarando poi alla stampa : "...mi infastidiva non esser stato presente al suo funerale, non sarei mai più stato in grado di dirgli qualcosa. Usai quello show per dargli il mio ultimo saluto." Non fu così. Qualche anno più tardi, non riuscendo ancora a rielaborare il lutto e il male che gli era stato fatto, Jeff scriverà " What Will You Say? " (  che compare sul live postumo " Mystery White Boy " del 2000 ).Una drammatica e piccata risposta a " I Never Asked To Be Your Mountain " , con la quale il figlio immagina una conversazione con il padre incontrato nell'aldilà. Una canzone che, come per molte di quelle contenute in "Grace" ( " Eternal Life ", " The Last Goodbye " ) , aveva inquietanti contenuti premonitori.
 
 
 
" Lei dice: << Quel farabutto di tuo padre è scappato con una ballerina che chiama regina ( la musica,ndr ),e gioca con le sue carte rubate e ride e non vince mai >>. Il bimbo sogna di essere le sue mani che contano la pioggia, ma sente solo il suo arido seno, perchè non berrà mai il suo latte...)
 
da " I Never AskedTo Be Your Mountain"  - Tim Buckley



"Posso sentire il tuo tempo strisciare verso una fine lenta.Sento il mio tempo strisciare verso una fine lenta...Padre, mi senti?Mi riconosci?Hai anche scrupoli?Che cosa dirai quando prenderanno il mio posto?"

Da " What Will You Say? "- Jeff Buckley

Blackswan, martedì 15/11/2011
 
 

16 commenti:

face ha detto...

due grandi BUCKLEY!!

George ha detto...

Oh yeah, bel pezzo, commovente.

Massi ha detto...

2 geni assoluti,anche se Tim s'è comportato da vero stronzo

Dreamy Melrose ha detto...

Jeff *-* lo adoro

Resto In Ascolto ha detto...

bellissimo post!
per ragioni anagrafiche adoro il solo jeff che ho vissuto sotto pelle nei '90. gran canzone anche what will you say, che scoprii nel live (il migliore secondo me) di glastonbury.
complimenti ancora BS.
gianni

giacy.nta ha detto...

Ho iniziato ad acoltare solo da un paio di mesi Tim, a me prima sconosciuto. E'un artista che commuove e tocca le corde più intime con la sua calda ed appassionata voce. Non mi stanco mai di ascoltarlo. Molto bello il tuo post, anche perchè qui da te Tim e Jeff sono insieme.

mr.Hyde ha detto...

L'apoteosi della dodici corde: acustica il padre, elettrica il figlio: grande musica. Confesso che non li conoscevo, ma provvedo a documentarmi....Grazie per queste delizie...

Offhegoes ha detto...

gran bel post hermano, adoro questa rubrica "una canzone una storia" grandissima idea :)

Grandissimi entrambi e sicuramente storia molto triste

vince la musica, ancora una volta

79deadman ha detto...

Ciò che dice Massi può senza dubbio essere vero: Tim, moralmente, non ci ha fatto una bela figura; eppure la sua storia (e quella di Jeff) è di una tristezza così profonda che io non mi riesco a giudicare, sopratutto quando ascolto un pezzo come "Dream Letter", in cui la voce, il testo, trasudano di un rimosrso che io non auguro a nessuno.
Pace ragazzi!




Lady time fly away
I’ve been thinking ’bout my yesterday
Oh, please listen darlin’ to my empty prayers
Sleep inside my dreams tonight
All I need to know tonight are you and my child

Oh, is he a soldier or is he a dreamer?
Is he mama’s little man?
Does he help you when he can?
Or does he ask about me?

Just like a soldier boy
I been out fighting wars
That the world never knows about
But I never win them loud
There’s no crowds around me

But when I get to thinkin’
’bout the old days
When love was here to stay
I wonder if we’d ever tried
Oh, what I’d give to hold him

(Dream Letter)

economistapercaso ha detto...

lo confesso: sono carente su entrambi... ma sono pentita: posso recuperare???

Blackswan ha detto...

@ Face : decisamente.Una famiglia che ha cambiato la storia.

@ George : due canzoni, a mio avviso, che non ammettono repliche.

@ Massi :Non sempre il genio va di pari passo con la sensibilità.

@ Dreamy Melrose : Grace è il disco della mia vita :)

@ Resto In Ascolto : Grazie Gianni.Anche io ho conosciuto prima Jeff e poi Tim.Ma da quel momento ho amato tanto il padre quanto il figlio e non li ho più mollati.

@ Giacy.nta :Credo,e non penso di prendere una toppa, che Tim e Jeff siano le migliori voci maschili della storia.Soprattutto Tim usava il canto quasi fosse uno strumento, sperimentandone tutte le possibilità di tono ed estensione.

@ Mr.Hyde : grazie a te.:) Da ottimo intenditore quale tu sei, credo che ti innamorerai di entrambi.

@ Offhegoes : Grazie fratello :) La musica vince sempre,per fortuna :)

@ 79 Deadman : intanto grazie per la citazione e il testo.Ho cercato di raccontare la storia senza prendere posizioni.Difficilmente potrei, dal momento che entrambi hanno riempito le mie giornate e incrementato la mia passione per la musica.Le loro storie,hai ragione,sono dolorose.E ancora non mi capacito in che modo stupido il mondo abbia perso un musicista come Jeff.

Economista : Devi !!!! Fai così.Vai su youtube e ascolta Halleluja di Jeff ( cover da leonard Cohen ) e Song to the Siren di Tim Buckley.E' probabile che ti innamorerai dell'uno e dell'altro senza possibilità di scampo :)

Massi ha detto...

@Blackswan:Già

Elle ha detto...

Io non li avevo mai sentiti nominare, e questi due pezzi non mi hanno convinta... Per fortuna son tornata oggi! Ho seguito il consiglio che hai dato a Economistapercaso ;)
Ho ascoltato Halleluja, Grace, Forget Her (qui ad un certo punto non so perché mi ha ricordato -ma non prendermi in giro per questo- Nick Cave), So real e Eternal Life.
Grace e Eternal Life li ho riascoltati due volte perché mi sembrava fossero i miei preferiti, e ora confermo ;)
Insomma: è talmente particolare che ci ho impiegato.. 5 brani per capirlo, ma ce l'ho fatta.
Tim alla prossima, ora torno a quei due preferiti di Jeff ;)
Grazie!

Blackswan ha detto...

@ Elle : Non ti prenderei mai in giro.Nella musica uno ci trova i rimandi che crede,ed è giusto così.Se jeff Buckley finirà per piacerti, troverai un tesoro e un amico fedele.Ha scritto cose meravigliose e le ha rese inarrivabili con la sua voce d'angelo.Hai ascoltato Forget her,io me ne ero scordato.Era la canzone che doveva essere il singolo di quello che poi fu il suo unico album ufficiale ( Grace ).Non la pubblicò mai ( è stata recuperata dopo ), perchè parlava di un amore finito e il suo riserbo gli impedì di rendere pubblici quei sentimenti.Forse quella canzone ha in comune con certe cose di Cave una rassegnata malinconia.

Elle ha detto...

Se tu ti riferisci al significato delle parole... io non le capisco:(

Al minuto 3.17, è il modo in cui pronuncia le parole e le frasi una dietro l'altra quasi senza prendere fiato, e con forza. E poi anche la musica, ma visto che non so i nomi degli strumenti che suonano in quel punto (poco prima del 4 minuto) lascio stare i dettagli ;)

Intanto continuo l'ascolto, sempre più affascinata :)

Blackswan ha detto...

@ Elle :Mi riferivo principalmente alla musica :)Felice che l'ascolto ti affascini :)