lunedì 28 novembre 2011

RADIOHEAD - OK COMPUTER



"Ok Computer" è un'opera epocale, lo spartiacque calibrato fra due ere musicali, crocevia in cui, passato e presente, tecnologia e tradizionetrovano un loro esatto punto di fusione alla luce di un romanticismo minimale e futurista. In queste dodici tracce, il grande rock degli anni '60 e '70 ( "The Dark Side Of The Moon " e " Sgt. Pepper " ) e nuove idee di acustica e di sperimentazione elettronica, convivono in una dimensione sonora quasi cibernetica e aliena, in cui una psichedelia robotizzata si svela nei solchi profondi tracciati da un suono di chitarra tanto lirico da sfiorare il misticismo. Attraverso queste coordinate, Thom Yorke rende universale il proprio tormento interiore, la propria inettitudine " creep", la dolorosa estraneità al mondo del suo animo fragile e malato. La malinconia non è più casualità espressiva, afflato estemporaneo o propensione artistica; la malinconia diventa, per la prima volta e in modo definitivo, progetto, genere, archetipo del rock che sarà.L'impossibile convivenza con la macchina, l'omologazione dei pensieri e dei sentimenti, il futuro incombente e minaccioso, il mondo che genera androidi e subumani, vengono sviscerati in tutta la loro sconfortante vacuità. L'uomo è solo e indifeso, parte del tutto, certo, ma anche elemento estraneo, ingranaggio arrugginito ( dalle emozioni ) nella catena di montaggio dell' occidente capitalista e ipertecnologico. "OK Computer" è la calzante descrizione sonora di una società computerizzata al servizio della produzione e del profitto, nella quale la fragilità e la diversità vengono messe all'indice e perseguitate dalla "karma police". La macchina contro l'uomo, il computer ( dire OK significa accettarne l'esistenza ma non per questo accettarne la logica ) contro le incontrollabili emozioni umane: i Radiohead danno forma a questa dilacerante dicotomia accostando tecnologia, campionamenti e loop alla imperfetta bellezza di una voce arresa, a derive chitarristiche di struggente dolcezza, ad aperture melodiche che sembrano possedere l'imprimatur divino.Canzoni che guardano al passato ( Pink Floyd, Beatles, Miles Davis, Nick Drake, Can ), dipingono i chiaro- scuri di una realtà-paesaggio algida e opprimente, tracciano il percorso musicale del futuro, ma sono anche atemporali nella loro complessa semplicità. Saranno la fuga, la follia, un pensiero bizzarro, un gesto di carità o un' intuizione artisticatenerci a galla.O più probabilmente, come accade dalla notte dei tempi, sarà l'amore, il nostro sentimento più imperfetto e totalizzante, a salvare l'umanitàL' iniziale "Airbagè un fulmine a ciel sereno: ecco la nuova musica, ecco ciò che non c'è mai stato prima. Una ritmica costruita su tre secondi di batteria looppati, una chitarra apocalittica che sembra provenire dall' iperspazio e Thom Yorke che con voce dolente canta la nostra caducità, il nostro essere totalmente in balia delle macchine ( " Sono stupito di essere sopravvissuto.Un airbag mi ha salvato la vita " ). "Paranoid Android ", il primo singolo tratto dall'album, è una canzone "ad incastro", come lo erano "Day IThe Life " o " I'm The Warlus " dei Beatles: tre movimenti diversi, tre frammenti musicali perfettamente incastonati gli uni negli altri. Un primo movimento lento, dall'incedere profondamente malinconico, giocato sull'intreccio di due chitarre che accompagnano il febbrile lamento di Yorke; un secondo movimento violentemente noise, in cui il cantato si fa convulso, le chitarre si distorcono; ed un terzo frammento, solenne, ieratico, di un lirismo quasi gospel, in cui Yorke invoca la pioggia ( " rain down, rain down on me " ) come se chiedesse una nuova innocenza, un'acqua sacra e divina che lavi per sempre i mali del mondo. " Subterranean Homesick Alien " rappresenta l'immaginifico di un viaggio in astronave attraverso le galassie. Le lisergiche volute chitarristiche ci conducono in fuga fra le stelle, tra mondi sconosciuti, negli angoli più remoti del cielo, come se la canzone fosse suonata dai Pink Floyd in jam session con un gruppo di venusiani. " Exit Music ( For A Film )ci riconduce invece sulla terra, cita la grande letteratura, parla d'amore: la storia di Romeo e Giulietta ( il pezzo fa parte della colonna sonora del film di Baz Luhrmann ) è un commovente madrigale per voce e tastiere. Il dialogo fra i due amanti si svela lentamente,in un abbraccio di note, fragili, nel delicato caliginare dell' incipit, in cui Yorke quasi sussurra: " Svegliati dal tuo sonno, asciugati le lacrime, oggi noi fuggiamo, noi fuggiamo ", e poi, solenni, quando avvampa un crescendo d'archi, quando si comprende che l'amore vince su tutto, rende immortali, che la macchina può essere sconfitta dal gesto piccolo e onnipotente del bacio.Tra tante bellissime canzoni ( " Let Down ", "Climbing up the Walls " " Lucky " ), due possono essere annoverate tra le più toccanti composizioni rock degli ultimi vent'anni : " Karma Police " e " No surprises ".La prima , interamente acustica, si sviluppa sull'alchimia perfetta di piano e chitarra in un ricamo melodico destinato a cambiare definitivamente il nostro concetto di bellezza.Yorke invoca la Polizia dell'anima, per far piazza pulita di tutti coloro che hanno pensieri non omologati, non allineati.E' un attacco ironico e frontale alla nostra cultura appiattita sugli stereotipi, alla nostra società in cui il diverso è visto come male da sconfiggere o bruttura da emarginare.Come in " 1984 " di Orwell, colui che ha peccato, la voce fuori dal coro, è inchiodato al proprio reato. Nello struggente finale, Yorke, cerca una giustificazione, chiede perdono per aver deviato dalle convenzioni : " Per un minuto,solo per un minuto ho perso me stesso..". "No Surprises " è invece un carrilion al vetriolo, una ninna nanna tanto feroce nella sua denuncia del conformismo, quanto lirica nelle armonie." No alarm and no surprises, silent, silent " : uomini comuni persi nella ripetitività di una giornata lavorativa, rinchiusi in villette a schiera con bei giardini, vite per sempre compromesse dal giogo della banalità e del denaro, dall'essere politically correct a tutti i costi. Buoni cittadini che non creano disturbo, nè allarmi, nè sorprese, fate silenzio. Il disco si chiude con " The Tourist ", un brano paradigmatico del percorso sonoro che si sta concludendo. Il clima si fa finalmente più rilassato, Yorke ripete in continuazione " Hey man, slow down, slow down...".Uomo rallenta. Rallenta per ritrovare ciò che la frenesia della vita ti ha tolto, rallenta per riappropriarti dei tuoi spazi, dei tuoi sentimenti, rallenta per godere appieno delle vibranti emozioni appena vissute, del dono meraviglioso che ti ha fatto la musica. Un musica capace di fondere il romanticismo e la letteratura ad una avanguardistica perfezione architettonica, di creare un caleidoscopio di suggestioni che plasmano radicalmente la nostra prospettiva musicale, modificando per sempre le coordinate con cui decifravamo il significato di una canzone. E' stato come salire su un'astronave e viaggiare verso i confini dell'universo, alla ricerca di nuovi mondi, di nuove note, di nuovi noi stessi.Gli occhi, però, sempre rivolti all'amata terra, in uno sguardo malinconico, a cui la diversa prospettiva, consente di comprendere finalmente la magia della vita. Ora sei tornato, uomo. Il passato torna presente, nell'attesa di un altro viaggio. Rallenta e ricomincia a vivere.



Blackswan, lunedì 28/11/2011

21 commenti:

Resto In Ascolto ha detto...

in assoluto quello che preferisco e anche l'ultimo che all'intro iniziale di airbag mi ha fatto saltare, letteralmente, giù dalla tazza del cesso.
grande album, grande post, grande BS!

face ha detto...

sicuramente il migliore,non sono mai stato un fan dei radio ...non li ho mai capiti fino in fondo....mai comprato loro album...booo

giacy.nta ha detto...

Nessuno mi aveva mai spiegato così i Radiohead! Grazie per questo appassionato post!

"sarà l'amore, il nostro sentimento più imperfetto e totalizzante, a salvare l'umanità"... forse si.

Zio Scriba ha detto...

Uffa... speravo di riuscire a "farmi piacere" almeno questa, e invece tra me e questo gruppo (amato da tutti i miei migliori e più intelligenti amici!) proprio non funziona... ottima base musicale, ottimo video, ottimi testi, ma quella voce... quella voce, è più forte di me, non riesco a sopportarla! :)

Legolas ha detto...

Grazie anche da parte mia Black! Eccezionale il tuo blog! Complimenti di vero cuore. Vita lunga e prospera.

novalis ha detto...

Oltre ad essere il loro capolavoro è una pietra miliare dell'ultimo ventennio :)

Lucien ha detto...

I Radiohead sono stati anche il mio spartiacque musicale: una folgorazione quando alla radio sentii per la prima volta "Paranoid Android". Amore al primo ascolto. Lacrime agli occhi per l'emozione durante l'encore al concerto di Ferrara quando uscirono per cantare "Karma Police". Pochi gruppi hanno saputo trasmettermi sensazioni del genere.
I miei complimenti: recensione da incorniciare.

Massi ha detto...

L'ultima vera rivoluzione musicale di sempre,dopo il nulla

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

evabbè, così è troppo facile. troppo un capolavoro :)

comunque sei riuscito a parlare di un album di cui già tutto è stato detto in maniera personale. compliments!

Offhegoes ha detto...

Grande hermano :) disco capolavoro sin duda...concordo con Marco, ne hai parlato nel modo piu bello che abbia mai letto :)

Elle ha detto...

Io conoscevo solo Karma Police e No surprises, non immaginavo che ci fosse tutto un album così: bellissimo.
Ma la novità più importante è che ho scoperto come si chiama una cosa che mi piace moltissimo: la canzone "ad incastro".
Paranoid Android pertanto è diventata subito la colonna sonora della mia serata di oggi :)

Massimo ha detto...

Bellissima recensione, scritta molto bene con grande profondità...

lozirion ha detto...

Bè, cosa si può dire di un album come "Ok computer" che non sia già stato detto o scritto?....

Un capolavoro senza se e senza ma.... In più Karma Police è stata la colonna sonora di uno dei momenti più belli della mia vita.... Hai fatto centro bro! ^_^

Tatoski ha detto...

Un disco assoluto. Punto di riferimento per gli anni a venire.
Se uno lo avesse comprato in vinile o cassetta ora avrebbe in casa un disco inascoltabile tante le volte passate sotto puntina o testina.

Lancio solo una provocazione, spero di non essere preso a male parole però. Dopo questo disco i Radiohead non esistono più. Nessuno dei dischi seguiti hanno un respiro dello stesso valore. Dischi di nicchia che non hanno cambiato nulla.

Ezzelino da Romano ha detto...

Grandissimo album.
Quelli dopo non li ho trovati ugualmente buoni.
Li ho sentiti dal vivo a Monza, tanto tempo fa, mi pare fine anni 90, e ricordo che erano proprio psichedelici, nel senso che con la sola musica mi hanno fatto andare un po' fuori.
Una sorta di acidino dolce dolce, a tratti anche un po' malinconico, veicolato dalle note.

Ernest ha detto...

mi sono fatto una cultura!

economistapercaso ha detto...

Marooooo!!! confesso la mia ignoranza!!!

Elle.Palmer ha detto...

Hey! Grazie mille per il commento :) infatti il prossimo post che scrivo sará sui Dead Weather (giusto per rimanere in tema XD)
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Blackswan ha detto...

@ Resto in Ascolto : Grazie, Gianni.Questo è uno dei miei dieci dischi da isola deserta :)

@ Face : e io che pensavo, avendo tu una certa propensione per l'elettronica, che stravedessi per loro...

@ Giacy.nta: io cerco solo di esprimere ciò che provo.Sono felice per la condivisione :)

@ Zio : Mannaggia,Zio ! Se ti fossero piaciuti anche i Radiohead, nessuno più avrebbe potuto dubitare che siamo gemelli :)

@ Legolas : Ricambio tutto,auguri,complimenti,simpatia.A presto :)

@ Novalis : Concordo.Tra i dieci dischi più belli degli ultimi vent'anni.

@ Lucien : Grazie.Ho provato anche io le stesse sensazioni ogni volta che ho assistito ad un loro concerto.L'ultima volta,all'Arena di Milano,mandarono in sottofondo la telecronaca di una partita degli europei per noi fondamentale,mixandola con l'inizio di How to disappear completely...brividi...

@ Massi : quello che dico sempre anche io :)

@ Marco : grazie.Però,come hai giustamente sottolineato,era troppo facile :)

@ Offhegoes : ma tu non sei obiettivo perchè mi vuoi bene:)

@ Elle : e se vuoi continuare l'esplorazione dell'universo Radiohead,altri tre album almeno, amio avviso,sono imperdibili. Incastro o no, Paranoid Android sarebbe una bomba.:)

@ Massimo : grazie di cuore,anche per la mail di stamani :)

@ Lozirion : ha fatto centro Karma Police,direi :)

@ Tatoski : raccolgo la provocazione:) Amio avviso,sei un pò ingeneroso.Credo che Kid A e Amnesiac,seppur molto differenti,siano due dischi imprescindibili.E anche Hail to the thief sta appena un gradino sotto.De gustibus,però,non est sputazzandum :)

@ Ezzelino : eravamo allo stesso concerto.Monza Reale,sdraiati sull'erba.Hanno iniziato a suonare che c'era ancora luce.E anche io ero fuori,ma con un aiutino :)

@ Ernest : Mi fa piacere che ti abbia interessato :)

@ Economista : Macchè ignoranza!Chissà quante volte li avrai sentiti.E se ti piacciono,puoi sempre approfondire :)

Elle.Palmer : attendo di leggerti sui Dead Weather,allora :)

Elle ha detto...

Caro Blackswan, tu da oggi sei il mio pusher. Non voglio nemmeno sapere se hai scritto qualcosa di nuovo, perché quando leggo i tuoi post poi mi lascio trascinare (lo so, è per questo che ti leggo), ma oggi non posso proprio permettermelo, perché voglio crogiolarmi con i Radiohead ancora un po' (finisco almeno le 24 ore).
Grazie :)
Ps. se per caso volessi.. ehm.. così.. se ti capitasse.. di volermi dire.. i titoli di quei tre album che a tuo avviso... no perché tu lo chiami "avviso" ma per me è oro colato, mi fido ciecamente.
Intanto continuo a drogarmi con Ok Computer, oggi non ci sono per nessuno ;)

Afrizon Caniago ha detto...

Grazie per le informazioni in merito a Radio ... saluti | http://udaconglee.blogspot.co.id/