sabato 26 novembre 2011

UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

Ricevo dalla nostra free-lance, Cleopatra, e integralmente pubblico.
Ieri,25 novembre, si è celebrata la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel febbraio del '99. La ricorrenza è stata fortemente sostenuta per sensibilizzare i governi e gli organismi internazionali su un fenomeno in costante crescita nel mondo. Una recente statistica ha evidenziato un preoccupante aumento di casi di femminicidio : nel mese di settembre, si è registrata una progressione del 6% rispetto all'anno precedente. Emerge un ritratto allarmante .Maggiormente a rischio di violenza sono le donne culturalmente più istruite perchè più coscienti dei propri diritti e della propria autodeterminazione. Contrariamente a quanto si possa pensare, gli abusi fisici e psicologici non si annidano solo in un contesto di degrado sociale o di povertà.La causa più ricorrente è la fine di un relazione.L'incapacità di accettare la perdita di controllo e di potere sulla donna scatena, talvolta, un effetto dirompente. Sorprendentemente, gli autori di tali ignominie sono, spesso, uomini di buona famiglia con un pregevole livello di istruzione.Si tratta di individui che, anzichè analizzare le cause del fallimento del rapporto, proiettano la responsabilità sull'altro diventandone il carnefice. Ho letto di recente che quasi il 90% delle donne maltrattate non ha il coraggio di denunciare il proprio persecutore.Però,non sempre la violenza sfocia necessariamente in episodi di cronaca nera.Tutt'altro.Ci sono molti altri casi di "tragedie" che si consumano nel silenzio,fra le mura delle pareti domestiche.E, a volte, nell'indifferenza generale.Statistiche a parte, la scelta di dedicare una giornata alla violenza contro le donne proprio il 25 novembre non è casuale. In questa data, nel 1960,tre donne (Minerva,Maria Teresa e Patria Mirabal) hanno sacrificato la propria vita in nome della libertà politica del loro paese, opponendosi strenuamente ad una delle tirannie più spietate dell'America Latina, quella del  dittatore Rafael Leonidas Trujillo, insediatosi nella Repubblica Dominicana già dal 1930, grazie ad elezioni politiche truccate. Il martirio inflitto alle tre sorelle da parte del regime le ha consacrate quali eroine di emancipazione femminile e di autodeterminazione diventando un simbolo di riscatto sociale.Concludo con questa riflessione : se la violenza contro le donne è universale non per questo è anche inevitabile.Come ogni forma di schiavitù e di sopraffazione può essere sradicata. Non avere paura di parlarne è il primo passo. Il più importante.




Cleopatra.

12 commenti:

Cirano ha detto...

il video è vero e scioccante...quindi efficace.

Zio Scriba ha detto...

La violenza è sempre merda, e quella su esseri più deboli di noi è ancor più disgustosa, orripilante, condannabile.
Certo, se alcune donne fossero un po' più selettive a priori... Avete presente il classico stronzo bulletto prepotente, palestrato, ignorante, attaccabrighe dal collo taurino? Be', io in vita mia non ho MAI visto un tipo del genere senza una femmina al suo fianco...

cristiana2011 ha detto...

Zio Scriba ha fatto il ritratto di Frabrizio Corona.
"Violenza sulle donne" dovrebbe essere una materia dei Licei,sia per maschi che per femmine.
Cristiana

Elle ha detto...

Purtroppo sono violenti anche personaggi meno appariscenti e più subdoli, uomini dei quali non diresti mai che passerebbero alle mani come altri dal sonno alla veglia.
La violenza non è data solo da prepotenza, a volte anche da impotenza, in entrambi i casi il fatto che la donna parli (pensare non è concepibile) e reagisca può essere una delle scintille, ma non solo. Ogni caso è diverso.
Penso che le donne più pericolose per se stesse non siano quelle che scelgono male (a volte non hanno nemmeno scelta, i manipolatori ci sanno fare), né quelle che non hanno il coraggio di parlare, perché c'è la possibilità che prima o poi le une apriranno gli occhi, le altre troveranno il coraggio.
Le più pericolose per se stesse sono quelle che negano, con tutti e con sé, di essere vittime, quelle che giustificano fino alla morte (propria) il loro uomo, quelle che per prime si impegnano a nascondere. Questo è l'ostacolo più difficile da eliminare, per spianare la strada alla richiesta di aiuto.

Blackswan ha detto...

Dirò una cazzata,ma non credo.La violenza nasce dalla frustrazione, da un deficit di personalità.Il mondo non ti caga, e allora incominci coi tatuaggi,passi al rolex,e poi al suv.Credi ti diano visibilità,ma di fronte hai solo lo scenario del tuo fallimento,perchè non sai un cazzo,non hai un interesse,nè una passione.L'amore di qualcuno non ti basta,perchè non ti da potere.Allora,entri in casa e la tua inadeguatezza si trasforma in bestialità,si riversa sui più deboli,su quelli che dovresti amare e proteggere.E' sempre un egocentrismo frustrato che anima la violenza su una donna, su un bambino,su un diverso.

Sandra M. ha detto...

I dati che vengono snocciolati in occasione di queste giornate sono incredibili per quantità e gravità. Chissà se verrà mai il giorno in cui non avremo più bisogno di "giornate dedicate" ?!

Blackswan ha detto...

@ Sandra : parole sacrosante.Vorrei i giorni del ricordo,sempre.Mai più quelli della denuncia.

Anonimo ha detto...

@ Elle:condivido il tuo pensiero.Esistono individui dalla personalità camaleontica talmente abili nel manipolare la realtà dai quali,talvolta,non si è in grado di difendersi.Cleopatra.

Anonimo ha detto...

@Blackswan:non c'è dubbio che la violenza nasca da un senso di inadeguatezza.E aggiungerei anche di frustrazione.Chi ha subìto umiliazioni nella propria vita,spesso,restituisce le offese a chi gli è vicino.
Cleopatra.

mr.Hyde ha detto...

Spesso ho gridato sul Buio e le intenzioni VIOLENCE IS STUPID, contro la violenza quotidiana, quella nascosta, sotterranea, ma continua e irrimediabilmente dannosa. Troncarla sul momento e sopratutto combattere le mentalità che la favorisce..

Ezzelino da Romano ha detto...

Da giurista, e per di più da giurista italiano quindi con l'eredità del Beccaria, la funzione rieducativa della pena eccetera, ho sempre profondamente creduto che le pene afflittive non servano a nulla se non a creare altri criminali o criminali peggiori.
Quindi sono sempre stato a favore di carceri migliori, progressivo reinserimento nel consesso sociale e via discorrendo.
Con un'unica eccezione.
Quelli che fanno i violenti con donne e bambini.
Per loro propongo da sempre la pena del gorilla.
E' di facile applicazione ed è anche abbastanza economica.
Se il bellimbusto di turno ha rotto l'anima a donne e/o bimbi menando, lo si mette nella gabbia con il gorilla così com'è.
Il bsetione non gradisce gli intrusi quindi ci pensa lui.
Se siamo nel campo della molestia o violenza a carattere sessuale, si deve attendere la stagione degli amori (del gorilla).
Il primate non ama i dinieghi e quindi anche in quel caso ci pensa lui.
Stante il vecchio detto secondo cui le mazzate le capiscono anche i somari, il tipo avrebbe la possibilità di constatare sulla sua pelle che cosa vuol dire essere in balìa di uno più grosso che non ti sta a sentire e che ti vuole menare o ti si vuole fare.
Come la vedete?

Sandra M. ha detto...

Totalmente d'accordo con Ezzelino.