mercoledì 28 dicembre 2011

I DON'T LIKE MONDAYS - THE BOOMTOWN RATS




Ci sono gruppi che si ricordano per una sola canzone o poco più. La storia del rock è piena zeppa di band-meteore che hanno vissuto un successo planetario grazie ad una hit che ha sbancato le classifiche e poi sono sparite nel nulla.C'è qualcuno che si ricorda altro dei The Knack che non sia " My Sharona " ? E i Buggles ? Rammentate? "Video Killed the radio Star", e poi arrivederci e grazie. Lo stesso si può dire degli irlandesi Boomtown Rats ( capitanati dall'ottimo Bob Geldof ), i quali hanno all'attivo ben sei album in studio, cinque raccolte e un live, ma se doveste snocciolare al volo il titolo di almeno dieci delle loro canzoni ( a meno che non siate dei fans della prima ora, ovviamente ), ve ne verrebbe in mente solo una, e sempre e solo quella : " I Don't Like Mondays ". Non mi piacciono i lunedì. Bel titolo, diretto e facile da assimilare e condividere, dal momento che tutti noi questa frase la diciamo o la pensiamo almeno una volta alla settimana. Eppure, la storia che racconta questa canzone non ha nulla a che vedere con la noia o il fastidio che proviamo tutte le volte che diciamo addio al riposo del fine settimana. La storia di questa canzone è di quelle che mettono i brividi. Brividi veri. E' un lunedì mattina, un lunedì qualunque. Brenda Ann Spencer vive a San Diego e ha sedici anni. Si sveglia presto, come tutte le mattine, perchè bisogna andare a scuola. Ma oggi, 29 gennaio del 1979, Brenda non ne ha voglia, perchè qualcosa nel suo cervello ha fatto definitivamente tilt. Imbraccia la carabina del padre, si mette alla finestra e inizia a far fuoco. In poco tempo, uccide due persone, ferisce otto bambini e un poliziotto accorso sul luogo della strage. Quando si diffonde la notizia di quello che sta accadendo, un giornalista di un quotidiano locale rintraccia il suo numero e le telefona. Può succedere qualcosa di più folle di quello che già sta accadendo ? Sembra impossibile, ma succede. Brenda appoggia il fucile, si alza e va a rispondere al telefono. Il giornalista sbigottito le chiede come mai stia facendo tutto ciò. Lei ci pensa qualche istante e poi risponde : " I Don't Like Mondays !", non mi piacciono i lunedì. Quindi, come se nulla fosse, torna alla finestra e ricomincia a sparare. Geldof è folgorato dalla notizia e scrive di getto note e testo. La canzone viene pubblicata il 21 luglio del 1979 ed avrà un successo clamoroso, tanto da consentire ai Boomtown Rats, e soprattutto al loro leader, di raggiungere quella notorietà internazionale che fino ad allora era mancanta, nonostante un paio di ottimi album. Manco a dirsi, il brano suscitò feroci polemiche soprattutto negli Stati Uniti, dove i genitori della piccola Brenda fecero di tutto per impedirne la pubblicazione e molte radio si rifiutarono di trasmetterlo.




Blackswan, mercoledì 28/12/2011

16 commenti:

Affari nostri ha detto...

Avevo già sentito parlare di questa canzone e del suo testo molto bello (ma certamente storia orribile nella realtà). Molto bella la versione di Geldolf con Bon Jovi ad un concerto di quest'ultimo.

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

ormai un classico da suonare il lunedì.
curioso che l'hai postata un mercoledì :)

Blackswan ha detto...

@ Affari nostri :Una bella cover,senza dubbio.E me ne ricordo un'altra di Tori Amos, se la memoria non m'inganna.

@ Marco : il fatto è che oggi ho ricominciato a lavorare,e questo mercoledì a me è sembrato un terribile,inutile,mortificante lunedì :)

nella ha detto...

Ricordo sempre con piacere lo sparuto e timido Bob Geldof. E lo ricordo soprattutto un po' più in avanti con le tue memorie caro BLACKSWAN.Ho un cd del '90 che ritengo prezioso," Vegetarian of love" , dove la drammaticità di qualche pezzo un po' Dylaniano, si mischia con ballate irlandesi.Da non dimenticare " A gospel song", "the great song of indifferent" etc etc... Se non l'hai ascoltato fallo, ti piacerà.....Buona serata amico mio...

face ha detto...

bel pezzo ,ma ha me geldof sta sulle palle!meglio la figlia:)

Blackswan ha detto...

@ Nella : l'ho ascoltato quel disco.Ma io non mi riferivo a Geldof da solo,bensì ai suoi Boomtown Rats,già finiti nel lontano 1984.Fra le sue imprese si potrebbero annoverare anche il Live Aid e l'intepretazione in The Wall.Ma quella è un'altra storia :)

@ Face : le figlie sono sempre meglio :) Nemmeno io ne vado matto per Geldof,ma questa storia meritava.E la canzone,bè,è proprio bella.

francesca ha detto...

Caspista,in fatto di musica sei davvero ben fornito e documentato. Io non ho buona memoria,tranne ovviamente per i tormentoni, raramente ricordo i nomi dei gruppi poco famosi,figurati i titoli dei brani...

Visto che fai già un gran lavoro di informazione musicale, sarebbe bello oltre che utile, un link di riferimento al brano che citi... ok sono pigra lo ammetto.

Ho intenzione però di fare una ricerca sui gruppi che proponi e che io non conosco,ho bisogno di musica"nuova"per dei montaggi.
Una buona serata e se ho bisogno di informazioni, magari se me lo permetti,ti faccio un fischio.
Francesca

Elle ha detto...

Aha Ah! Stavolta le conosco tutte e tre!!
My Sharona è una delle canzoni che cantavo ai karaoke per spezzare l'incantesimo delle pausini e risvegliare tutti dal rincoglionimento musicale (mm.. potrei fare una compilation delle mie canzoni da karaoke..) invece con Video Killed the radio star ci ho provato ma per me è difficile.
Comunque il post non era su queste due, lo so lo so, e anche se conosco I don't like mondays, non conoscevo la storia incredibile che c'è dietro!

Granduca di Moletania ha detto...

Mi piacerebbe tanto riuscire a tirarci fuori una bella battura acida e ironica, ma l'unica cosa che mi viene è paragonare l'argomento di I don't like mondays a Jeremy dei PJ. Più o meno, storia simile.

Comunque, the fine art of surfacing (mi sembra fosse questo il titolo dell'album) me lo ricordo come un LP dignitoso, ma è anche vero che non mi ricordo nemmeno il titolo di un'altra canzone.

P.S.: ieri non mi hai spiegato come hai fatto a scambiare una lametta per una cicca !!! Ragazzi, ma tu sei pericoloso.

Un abbraccio.

Overthewall91 ha detto...

Indimenticabile.

mr.Hyde ha detto...

Beirut la musica del domani, Radiohead,Caparezza..Ti saluto amico, passo a farti poi gli auguri.

Offhegoes ha detto...

Grazie a mia sorella Sono fan di Geldof e dei Rats....Se non ricordo male I don't like mondays e' la prima canzone in assoluto di un gruppo irlandese a raggiungere la vetta nella UK chart.....fu numero uno varie settimane nelle classifiche inglesi. Capolavoro storico direi. Mi piaceva da morire anche "she is so modern" e "banana republic" :) che bei ricordi...sono anni che non li ascolto

Massi ha detto...

Un dei brani che odio di più in assoluto,e la storia non è la causa.E'stata antipatia fin dal primo ascolto e il motivo non lo so nemmeno io

Blackswan ha detto...

@ Francesca: fammi un fischio tutte le volte che vuoi.ben felice di essere utile.Per i lik...ehm...di musica qualcosa so, ma sono un pò scarso con il pc...:)

@ Elle : un giorno farò un post su my sharona,una delle mie canzoni preferite.Che canto e suono regolarmente,in modo assolutamente fittizio,ogni volta che la sparo a mille sullo stereo :)

@ Granduca : citazione dotta,caro Granduca.Jeremy,intendo !Un tempo,le lamette venivano vendute sfuse e avevano la forma di gomme da masticare.e io,avevo solo sei anni :)

@ Overthewall :si,decisamente un bel pezzo di storia.

@ Mr Hyde,ottima scelta,amico mio :)

@ Offhegoes :Tu te ne ricordi altre due! Sei un mito,hermano !

@ Massi : capita anche a me,molte volte.La prossima,spero,di azzeccare i tuoi gusti .)

Massi ha detto...

Non ce ne sono parecchie che mi causano questo effetto(se escludiamo i neomelodici,gli emo e i figli di amici e x-factor)

Ezzelino da Romano ha detto...

Me la ricordo bene I don't like mondays, e ricordo bene la storia sottostante.
Sul genere, nel senso di pazzoidi che combinano casini nelle scuole, suggerisco anche "Quando mi vieni a prendere", contenuta nell'ultimo album del Liga.
Il brano è ispirato alla mattanza di Dendermonde,un paesino belga dove il 23 gennaio 2009 un matto vestito con una tutina nera e la faccia dipinta di bianco e nero (a metà tra un Pierrot ed il Joker) è entrato in un asilo chiedendo dove fossero i bambini.
Il custode glielo ha detto, pensando che fosse un attore chiamato lì dalla scuola per divertire i piccoli, questo è andato, ha tirato fuori un coltello da 30 cm di lama e ha iniziato a colpire a destra e a manca.
Tre morti (due bambini ed una maestra) e diciassette feriti.
Poi ha ripreso la bici con cui era arrivato e se n'è andato via tranquillo.
Preso di lì a poco è risultato perfettamente sobrio, nè droghe nè alcol, e non ha mai fornito alcuna spiegazione del suo gesto.
Il testo merita, un po' lungo (7 minuti) ma secondo me molto bello e per nulla banale.