venerdì 23 dicembre 2011

L'OSSERVATORE - FRANCK THILLIEZ


"Ludovic ancora non riesce a credere alla propria fortuna: decine di vecchie pellicole, alcune risalenti all'epoca del muto, comprate per una manciata di euro. Emozionato, si precipita nella sua saletta di proiezione e fa partire una bobina senza etichetta: e se fosse il capolavoro perduto di un grande regista? Invece sullo schermo compaiono una macchia nerastra e, in alto a destra, un cerchio bianco. Poi inizia il film. Dopo alcuni istanti, Ludovic si alza, fa qualche passo, inciampa, cade a terra. Non ci vede più. È diventato cieco. Nel cuore della notte, Lucie Henebelle riceve la telefonata di un uomo che non sente da anni: è il suo ex fidanzato Ludovic che, disperato, ha chiamato un numero a caso della rubrica. Lucie si precipita da lui per accompagnarlo in ospedale poi, assecondando il suo istinto di poliziotta, decide d'indagare sull'accaduto e, per prima cosa, fa analizzare il film «maledetto» a un esperto, scoprendo che è pieno di violentissime immagini subliminali. Dopo pochi giorni, però, l'uomo viene barbaramente ucciso: l'assassino gli ha tagliato le mani, cavato gli occhi e messo in bocca il biglietto da visita di Lucie... Nel frattempo, nel Nord della Francia, il commissario Franck Sharko è alle prese con una serie di orribili delitti:in un cantiere, sono stati ritrovati ben cinque cadaveri, con le mani tagliate e senza occhi. Un modus operandi che, secondo l'Interpol, è identico a quello di alcuni omicidi avvenuti al Cairo sedici anni prima. Ma è anche identico a quello del caso di cui si sta occupando Lucie..."


Se non sapete ancora che libro regalarvi per questo Natale, correte immediatamente in libreria e cercate una copia dell'ultima fatica di Franck Thilliez, scrittore francese, qui al suo terzo romanzo. Perchè, " L'osservatore " è un libro che divorerete senza nemmeno esservi accorti di averlo cominciato e vi prenderà così tanto che cercherete di rallentare la lettura per dilatare il più a lungo possibile il sottile piacere del brivido. Non amo recensire usando termini roboanti, ma è davvero difficile in questo caso non parlare di capolavoro ( con ovvio riferimento al genere ). Thilliez scrive benissimo, non è Tolstoi, certo, ma un grande giallista si; prende sul serio la propria opera, dal momento che si è documentato, ha studiato e ha approfondito le due materie centrali del romanzo, il cinema e la neuropsichiatria; ha una predisposizione naturale al ritmo, che gli consente di evitare di ricorrere ad artifici, accelerazioni improvvise o forzature strumentali e improbabili per giustificare gli snodi della trama; ha fantasia, e tanta pure, dal momento che costruisce un intreccio ricchissimo, nel quale ogni singolo passaggio sembra folle, assurdo, improbabile e poi invece si rivela reale, terribilmente reale; e dimostra anche di essere scrittore a tutto tondo, capace di approfondire la psicologia dei  personaggi e di porsi interrogativi importanti sul dolore della solitudine e sui limiti etici della scienza. Ma soprattutto,Thilliez sa trasformare il nero dell'inchiostro con cui verga le pagine del libro in plaghe di buio che traboccano di un lucido delirio di malvagità. Si scende all’inferno e non si fanno sconti. Mentre il mistero si infittisce e i due protagonisti arrancano nel non sense di un abominio che pare senza fine, cresce a dismisura l'inquietudine del lettore.Un'inquietudine che attrae e repelle, che afferra la gola, e che si trasforma lentamente in paura. Perché la lucida follia raccontata da Thilliez è tutto tranne che improbabile. Poi, quando la partita sembra vinta, un finale inaspettato ci colpisce come una stilettata al petto e apre le porte ad un possibile sequel da brividi. 
Da anni non leggevo un thriller così. E' un delitto perderlo.

Blackswan, venerdì 23/12/2011

4 commenti:

Elle ha detto...

Io me lo segno, perché gli ultimi due thriller che ho letto non mi hanno convinta per niente, stiracchiati e pure scontati. Quando indovino l'assassino alle prime pagine, o mi chiedo se il romanzo non sia un Fabio Volo con copertina da thriller sostituita alla nascita non va affatto bene.
"L'intreccio ricchissimo" e "l'inquietudine del lettore" che cresce di cui parli mi danno fiducia in un mondo in cui, se proprio dobbiamo mettere le etichette, che almeno queste corrispondano al contenuto ;)

Blackswan ha detto...

E ti assicuro,amica mia,su questo vai tranquila.Se poi non dormi alla notte,mandami una mail :)

Offhegoes ha detto...

Lo cerco :)

Affari nostri ha detto...

Letto la recensione, molto interessante:) poi ci sono anche pellicole di mezzo...