domenica 19 febbraio 2012

IL TEATRO DEGLI ORRORI – IL MONDO NUOVO

E pensare che “ Il Teatro Degli Orrori “ doveva essere solo il progetto parallelo messo in piedi un po’ per caso da membri ed ex-membri dei One Dimentional Man e dei Super Elastic Bubble Plastic. Invece, nel giro di qualche anno e di tre dischi, casa madre è stata accantonata e il Teatro è diventata la miglior rock band alternativa d'Italia. Difficile, ovviamente, che questo rock colto e graffiante possa trovare un adeguato riscontro mediatico in un paese anestetizzato dalla kermesse sanremese, nel quale si vive peraltro con l’intima convinzione che Vasco Rossi e Ligabue siano il meglio della produzione musicale nostrana. D’altra parte, Pierpaolo Capovilla e soci non hanno mai fatto nulla per compiacere l’italico star system e han tirato sempre dritto per la strada, impervia e ostica, imboccata con il fulminate esordio del 2007, intitolato “ Dell’Impero Delle Tenebre “.  Quel disco metteva subito in chiaro le cose e lo faceva con una brutalità disarmante : noise rock dalle malevole esplosioni metal-core, testi accomodanti come un’invettiva di Savonarola ( basterebbe il delirio della disturbante “ E Lei Venne ! “ per una scomunica urbi et orbi ) e un cantato sempre in bilico fra l’urlo belluino e l’enfasi declamatoria da palcoscenico. Nel 2009, un secondo disco,” A sangue Freddo “,  forse ancora più bello dell’esordio, che spostava di poco i termini della questione : l’attenzione al sociale e la militanza si facevano più consapevoli ( la meravigliosa title track dedicata al poeta nigeriano Ken Saro Wiwa ), l’impatto sonoro appena meno vibrante ( ma compensato da una maggiore varietà stilistica e da inserti di elettronica ) e testi come di consueto gridati e recitati con ieratica ferocia ( si pensi alla violenza iconoclasta di “ Padre Nostro “, declamata sul filo della bestemmia e dell’apostasia ). Il terzo album, dal titolo “ Il Nuovo Mondo “ rappresenta un ulteriore passo avanti nella direzione consueta. Presentato come un concept album sull’immigrazione, le sedici canzoni del lotto ( per una durata complessiva di 75 minuti ) sono definite da Capovilla come il frutto di un lavoro più “commerciale”. Nessuno sguardo alle classifiche di vendita, ovviamente, ma una maggiore attenzione ai suoni ( l’esplicito riferimento a sonorità africane della commossa  “Gli Stati Uniti D’ Africa “ ), un tentativo ben riuscito di armonizzare più generi ( l’elettronica e l’hip hop di “ Cuore D’Oceano “, che vede protagonista alla voce Michele Salvemini, al secolo Caparezza ), testi maggiormente curati, ma sempre ispiratissimi, che citano Rimbaud, Pasolini, Majakovskj, Gramsci ( “ Monica “ ricorda addirittura l’Ungaretti di “In Memoria “ : “ mi è morto tra le braccia ieri, non mangiava da due mesi e nessuno, nessuno si è accorto di lui “ ) e un gusto nuovo per la ballata acida di morsura ( la dolente “ Vivere E Morire A Treviso “  in cui chitarra acustica e bit elettronici accompagnano la poesia di Capovilla : “ Svegliati,devi lavorare,spezzare la schiena, dei giorni feriali, i figli, si sa, hanno altro a cui pensare, non sanno quasi niente di te “ ). Un disco difficile, “ Il Mondo Nuovo “, perché non fa sconti, è cupo, metropolitano, inquieto, non regala mai un raggio di sole, una consolazione o una speranza. Queste sedici canzoni lanciano piuttosto uno sguardo impietoso e lucidissimo sulle rovine etiche della nostra società, sull’Italia dello sfruttamento, del lavoro nero, delle vite sacrificate in nome del profitto, di esistenze ai margini di un popolo inebetito da vent’anni di berlusconismo. In questo senso, è “ Ion “ ( canzone dedicata a Ion Cazacu, operaio romeno arso vivo nel 2000 dal proprio datore di lavoro, per aver chiesto di essere regolarizzato ) la chiave di lettura per comprendere il disco: “ Una vita onesta finisce così…vivere è così difficile, ciascuno è solo, ciascuno con un peso nello stomaco,io, con un groppo in gola “. La morte, il dolore, la miseria, la solitudine, il fallimento del sogno intridono ogni singola nota di un cd che, a ben vedere, non ha quasi termini di paragone nella recente storia del rock nostrano. E che, probabilmente, fra dieci anni, sarà considerato non solo un grande classico ma il racconto più feroce e sincero di questa Italia che divora le speranze degli indifesi e degli oppressi. “ Il Nuovo Mondo” è il reportage in note di una tragedia collettiva, un libro di Storia aperto su una delle pagine più dolorose del nostro presente. Ascoltare questo disco significa soprattutto capire, aprire gli occhi su un disagio che non possiamo continuamente far finta di non vedere.Con quest’opera, Il Teatro Degli Orrori diventano, parafrasando Lester Bangs a proposito dei Clash, l’unico gruppo italiano che conti davvero qualcosa. 




VOTO : 8,5

23 commenti:

mr.Hyde ha detto...

Concordo con quello che dici all'inizio: c'è tanta bella musica in Italia come questa ma non viene fatta ascoltare e non viene ascoltata come dovrebbe.E' questo disagio, questo urlare in faccia, questa ironia aggressiva che non piace..Il non volersi adattare, il non volersi piegare..non volere spiegare..

Mary ha detto...

Ciao Nick, davanti a questi post mi sento "ignorante", sì, perchè questo gruppo non lo conosco e non l'ho mai sentito.
Il post è come sempre spettacolare, mi hai aperto un mondo. Ho acoltato il pezzo, ma per i miei gusti è un sound troppo strong..non ho l'orecchio allenato...c'è una cura ?? ;-)
Baci

Blackswan ha detto...

@ Mr Hyde : santa verità.Se fai le cose che senti, senza guardare in faccia a nessuno, sei apprezzato da pochi.E' destino.

@ Mary: in realtà il gruppo,per questo disco, ha molto ammorbidito il sound.Il loro esordio è di una violenza inaudita.Non sentirti ignorante,amica mia, perchè non lo sei:la cultura vive nella curiosità.E anche se non tutto ci può piacere,la differenza la fanno la ricerca,la scoperta, l'approfondimento.Non esiste cura, se non continuare ad ascoltare, plasmando la propria sensibilità a ciò che ci pare ostico. Se no, col cavolo che oggi provavo a cimentarmi col pollo ( e io da te,imparo un sacco di cose ) :)

Alligatore ha detto...

Sono grandi, visti live un paio di volte con P.P. Capovilla che vola letteralmente vola sul pubblico (e poi, alla fine finisce spesso in infermeria, tanto che ha promesso a se stesso, di calmarsi un attimo). Ovviamente seguo questo gruppo, che non sono mai riuscito a portare sul blog, accidenti, fin dagli inizi. Non sarei così ultimativo "sull'unico gruppo che conti qualcosa", ma di certo della scena underground sono il gruppo più tosto e combattivo.

Blackswan ha detto...

@ Alli : sarebbe bellissimo se riuscissi a portarli nella palude.Mi prenderei un giorno di ferie per seguire l'intervista in diretta.
La mia è solo un'opinione.C'è tanta buona musica sotterranea in Italia, ma il Teatro mi sembra davvero il gruppo che faccia,almeno in questo momento,le cose migliori.

Massi ha detto...

Sto seriamente di parlarci pure io sul mio blog; li ho scoperti proprio con E Lei Venne(Finalmente è morta, folle creatura....)e da allora chi li molla più. Complimenti per la recensione

Blackswan ha detto...

@ Massi :E Lei venne ! è una canzone stratosferica.Quando cerco di convogliare tutta la rabbia che ho dentro in note,quella è l'unica canzone che mi segue fino alla fine.Grazie, Massi:)

Alligatore ha detto...

Sì, concordo pienamente, in questo momento stanno facendo le cose migliori, e con molta intensità e senza stacchi, come purtroppo succede ad altri. In questo conta anche la scelta di vivere di musica, salto che non tutti riescono a fare (nell'underground fanno tutti o quasi, un altro lavoro, Pier Paolo faceva il cameriere fino a poco fa). Pensa all'assurdità della cosa (io manderei a lavorare/zappare molti di Sanremo).

Blackswan ha detto...

@Alli : se mi dai 50 euro, ma anche gratis, ce li porto tutti io a zappare i campi.:) Io ho adorato, e adoro ( in questi giorni l'ho rispolverato ) il loro primo disco.Ho seguito il percorso del gruppo,e nonostante abbiano mitigato la brutale aggresività dell'esordio,questo è uno dei dischi più belli, e difficili, ascoltati quest'anno.C'è una sincerità,nonostante l'enfasi teatrale,che ho trovato in pochi.Qui è tutto sangue e dolore.Bisogna avere il coraggio di farli,dischi così.

valeria ha detto...

"Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioé che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. .......... Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza"N. Moretti

Potrebbe il Teatro essere condiviso dalla maggioranza e imbrattato sul palcoscenico sanremese?
Meglio che restino una minoranza.
Grazie per la rivelazione, sono veramente forti.Mi piacciono,mi piacciono, mi piacciono.

Mary ha detto...

Sì, è come dici tu...hai fatto un'analisi perfetta..:-*

A.s.s.i.A ha detto...

Grazie per esserti aggiunto da me.

Adriano Maini ha detto...

Lo spessore culturale c'é tutto, direi!

pOpale ha detto...

Sono ancora una certezza!

Maraptica ha detto...

Ovviamente non li conoscevo, la mia ignoranza in fatto musicale regna sovrana. Oh il testo mi piace assai!

Euterpe ha detto...

Li ho conosciuti con "la canzone di Tom".Un paio di anni fa sono riuscita a sentirli dal vivo e, naturalmente,da giorni in auto mentre vado al lavoro ascolto a ripetizione il Mondo Nuovo che mi sono procurata SUBITO!Spero di riuscire a rivederli live al più presto!
Laura

marco ha detto...

Non so.
Se mi chiedessero di descrivere Il Teatro direi che è una porta sfondata violentemente e i loro album mi hanno fatto sempre questo effetto fin dal primo ascolto.
Stavolta non è successo; forse sono io che mi aspettavo altro da loro e al momento non riesco a farlo mio.
Ma come è successo a Lester, di comprare album che dopo il primo ascolto ha accantonato per poi metterli nell' olimpo della musica, può capitare la stessa cosa a me con questo nuovo lavoro del Teatro, che sia chiaro sono 5 passi avanti a quasi tutti in italia.

Massi ha detto...

@Blackswan:Di nulla,a proposito: grazie per Muntari

Blackswan ha detto...

@ Valeria : benvenuta! Hai citato uno dei miei film preferiti e una sacrosanta verità.I ragazzi sono un pò ostici, mma meritano grande attenzione.

@ Mary : :)

@ Assia : è un piacere.Grazie a te :)

@ Adriano : di sicuro, certi testi, non lasciano indifferenti.

@ Popale : una delle poche certezze italiane che ho :)

@ Maraptica: Ma quale ignoranza ? Mi fa piacere che ti siano piaciuti :)

@ Laura : suonano all'Alcatraz a fine marzo.Direi che è un'ottima occasione per non farseli sfuggire.Salutami l'interista : sta ancora piangendo per venerdì sera ? Io,sì :(

@ Marco : mi aspettavo anche io un disco più in linea coi precedenti.Ma questo Nuovo Mondo mi ha emozionato : l arabbia non manca, è forse solo più adulta,indirizzata.

@ Massi : siete riuscit a resuscitare un morto vivente.:) Comunque, ne riparleremo a fine stagione :)

Melinda ha detto...

Li conoscevo di nome, ma non di fatto...niente male davvero :)

Ernest ha detto...

caspita non li conoscevo!
grazie

Elle ha detto...

Ascolto terminato, sì: niente a che vedere con E lei venne!, queste canzoni sono più "digeribili" cioè meno metalliche (oddio adesso mi incasino con gli aggettivi). La musica è bellissima e anche le parole, di solito non riesco a seguire le parole, devo leggermele in silenzio, perché la musica mi distrae troppo e mi perdo, invece queste parole si seguono benissimo, raccontano storie. E in certi punti la scelta di termini, la costruzione delle frasi e il cantato-parlato mi ricordano Battiato, anche se rispetto a Battiato mi sembra (pronto per l'aggettivo?) più partecipe di ciò che canta; nonostante anche la sua voce sia apparentemente monotona.
E la musica è bellissima, mi piacciono molto, grazie :)

Massi ha detto...

@Blackswan:Speriamo che contro i gobbi dia seguito alla partita di cesena