venerdì 10 febbraio 2012

PUDDLE OF MUDD – RE: ( DIS )COVERED

Sei dischi in studio all’attivo, un picco di successo nel 2001 con l’album “ Come Clean “ e il singolo “ Control “, i Puddle Of Mudd trovano domicilio in quella corrente definita ( generosamente ) post grunge ( Staind, Creed ) che accattonava avanzi al grande banchetto di Seattle terminato secoli prima. Un gruppo francamente inutile, che ha sempre compensato le defaillances compositive con quel fastidioso suono finto ruvido, buono per le stazioni FM americane. La settima prova in studio coincide probabilmente anche con il raschio del barile, dal momento che “ Re: ( Disc )Overed “ altro non è che un disco di cover, con una scaletta che, salvo pochi brani, pesca nell’ovvio della storia del rock. Insomma, un filotto di classiconi, che più classici non si può ( ha ancora senso una cover di “ With A Little Help From My Friends “ ? ), con i quali si ha la certezza matematica che, se non si fanno cazzate sesquipedali, il ritorno di vendite è praticamente in re ipsa. A voler essere feroci, si potrebbe scrivere che questo è l’ennesimo disco inutile di una discografia che non lascerebbe segni nemmeno se i Puddle of Mudd fossero l’unico gruppo a suonare sulla faccia della terra. Ma a voler affrontare l’ascolto con la leggerezza scazzata di una birretta con gli amici, che necessita di una colonna sonora senza impegni, questa zombie compilation di hit d’altri tempi non suona poi così male.Certo, quando i Puddle of Mudd abbassano il volume dell’ amplificatore , siamo al minimo sindacale della partecipazione ( “ Rocket  Man “ di Elton John ), ma appena alzano il tiro, qualcosa di buono salta fuori. Facile fare gli sboroni con il riff di “ All Right Now “ dei Free, però in questo caso i ragazzi  almeno stanno sul pezzo con buona intensità. Va decisamente meglio con “ Gimme Shelter “ degli Stones,  che pur perdendo la sensuale negritudine dell’originale,  viene trasformata in un power rock molto cazzuto, che finisce inevitabilmente per divertire. Il meglio del lotto, però, è la reinterpretazione di “ TNT “ degli Ac/ Dc, che suona addirittura più muscolare e cafona dell’originale e induce a un forsennato head-banging. Il resto scivola via senza palpiti ma anche senza noia, indolore come una compilation da supermercato. Ad accontentarsi, va bene così.



VOTO : 5,5


Blackswan, venerdì 10/02/2011

9 commenti:

gianf ha detto...

Mi è piaciuta questa recensione,
a volte certi gruppazzi sono veramente quello che ci vuole,parlarne senza spocchia ti fa onore.

Melinda ha detto...

Sei la mia radio preferita :D

Holyriver ha detto...

Una band senza infamia e senza lode. Mi sembra che verranno in tour anche in Italia in estate.

Mary ha detto...

Bhè...questo pezzo non è malaccio...almeno, al primo ascolto non dispiace...non so se lo riascolterei..io questi non li conoscevo proprio, ma tu, come sempre, ne sai una più del diavolo. Ho una proposta...io ti do lezioni di cucina e tu di musica..però poi ti faccio ascltare anche io qualcosa dei svariati generi che piacciono a me, ok??

Blackswan ha detto...

@ Gianf : grazie, amico mio :)

@ Melinda : :)

@ Holyriver : grazie per essere passato e per l'informazione.Ho visto che suonano anche abbastanza vicino a casa mia.Quasi quasi...

@ Mary :proposta accettata.Anche perchè se il genere è quello che accompagnava il tuo ultimo post, è come aver fatto sei al superenalotto :)

Zio Scriba ha detto...

Forse più interessante la rece che non il disco, però hai ragione: circola di peggio... :)

mr.Hyde ha detto...

Non li conoscevo, comunque Gimme Shelter strumentalmente non è male, manca la voce di Jagger, cioe' la coda del diavolo..
Guardavo invece le foto della tana del Cigno con profonda invidia..Un bunker di musica!!!

nella ha detto...

... Ed accontentiamoci, con questo freddo!!!! Un grande assolo del Cigno Nero...(lo preferisco al disco!!!)...Buon fine settimana caro amico mio!

Adriano Maini ha detto...

Al di là delle notizie per me inedite che qui acquisisco e del fatto che potrei, ancorché profano, discettare un po', in funzione di ricordi giovanili, della canzone lanciata con la voce di Ringo Starr, quello che mi preme sottolineare é lo stile originale di una scrittura brillante, chiara e forbita.