venerdì 3 febbraio 2012

SALVIAMO COMUNA BAIRES

Le vicende che leggerete qui sotto riguardano una vera e propria istituzione di Milano, la Comuna Baires,  centro di aggregazione culturale che da anni opera con successo nella città meneghina, promuovendo interessanti attività che spaziano dal teatro al cinema, dal ballo ai laboratori di scrittura e di pittura. So che molti di voi lettori vivono in altre zone d'Italia, e non sono pertanto direttamente interessati a questi avvenimenti. Ma ho sempre pensato che la cultura sia patrimonio di tutti a qualsiasi latitudine, e che la vicenda grottesca che sta vivendo Comuna Baires potrebbe capitare nella vostra città, a un luogo che frequentate, che amate, che vi regala momenti di condivisione sociale e artistica. Sono quindi felice di ospitare su questa pagina un appello a cui vi prego di prestare la vostra consueta, gentile attenzione.

Ricevo da un amico e integralmente pubblico:

La Comuna Baires, da 42 anni autentico faro culturale di Milano, fabbrica e crocevia di idee - teatro, musica, scrittura, calcio e comunicazione, incontri, dibattiti, tango e tanto altro -, rischia seriamente di scomparire. 
L’Ambrogino d’Oro del 2008 – assegnato al teatro dal Comune di Milano con la motivazione di essere uno dei luoghi di maggiore vitalità creativa e culturale della città nonché un centro culturale indipendente che si autofinanzia grazie alla propria attività e alla solidarietà di migliaia di cittadini -, la Medaglia d’Argento della Presidenza della Repubblica conferitaci per i progetti realizzati in memoria della Shoah e di Hiroshima e una lunga lista di riconoscimenti e benemerenze non sembrano avere valore di fronte ai regolamenti che, disciplinando il “pubblico spettacolo”, decidono di fatto cosa è lecitamente espressione culturale e cosa non lo è.
Questi i fatti:
in seguito a plurime denunce anonime susseguitesi fra il 2010 e il 2011, il teatro (costituito giuridicamente come Associazione)  era destinatario, il 9 settembre 2011, di un controllo della Polizia Annonaria del Comune di Milano.
 Secondo gli agenti accertatori  l’Associazione, tesserando le persone al momento – prassi diffusa in tanti circoli associativi, prevista dallo statuto e comunque non disciplinata da un preciso regolamento – si configurava di fatto come un locale di pubblico spettacolo in cui si esercitava attività imprenditoriale, senza le prescritte autorizzazioni.
Accuse infamanti ed umilianti per quella che tanta gente a Milano e nel mondo conosce come una lunga e generosa storia, ricca di povertà e dignità.
Venivano comunque impartite diffide, pesanti multe, prescrizioni e due notifiche penali al presidente.
Nel mese di Settembre il teatro si auto riduceva  l’attività e adempiva alle prescrizioni impartite, per la verità molto blande. 
Improvvisamente, un tranquillo pomeriggio di martedì, esattamente il 31 ottobre, il Tribunale di Milano ci notificava un decreto di sequestro preventivo dello spazio, precipitandoci in un baratro assurdo e kafkiano.
A questo atto, che abbiamo giudicato assolutamente  sproporzionato, seguivano 2 mesi di inattività totale, ingenti spese legali e innumerevoli peripezie, fino al 23 dicembre 2011, quando il GIP disponeva finalmente il dissequestro.

Nonostante il positivo epilogo, il prezzo pagato era – è – comunque altissimo:
-    Un passivo accumulato di circa 65.000 euro;
-    L’assoluta incertezza sulle attività per soci che possiamo ora lecitamente svolgere per i nostri soci senza incorrere nella “minaccia” di pubblico spettacolo e di conseguenza la paralisi dell’attività;
-    L’affitto del mese di Dicembre pagato con un prestito e, da qui in poi, l’impossibilità di far fronte alle spese di affitto (5.200 euro) e di gestione (circa 3000 euro mensili).

Per far fronte a questa emergenza, abbiamo lanciato la campagna di sottoscrizione “LA FORZA CHE CI AC – COMUNA”, rivolta a tutti coloro che, come noi, non possono e non vogliono rinunciare alla ricchezza dell’arte.

Chiunque voglia aderire può inviare un contributo sul seguente conto corrente bancario:

IT27Q0351201614000000002665 intestato a: ASSOCIAZIONE AGORÀ XXI specificando: 

"Contributo di solidarietà straordinaria al Teatro Comuna Baires".

Per informazioni: cliccate qui – Oppure scrivete a : info@comunabaires.it

Grazie.

8 commenti:

nella ha detto...

Purtroppo queste "atrocità" accomunano tutti i comuni d'Italia , grandi o piccoli essi siano. Questi episodi sono come tarpare le ali ad un albatros per far divertire l'equipaggio... Il brutto è che in questo caso non si diverte nessuno!!! Buona serata amico mio!

Granduca di Moletania ha detto...

Caro Black,
come sai non sono di Milano ma lunedì mattina farò sicuramente qualcosa di tangibile perchè la cultura non ha prezzo e spero che Comuna Baires possa dare ancora grandi soddisfazioni.

Un abbraccio.

Mary ha detto...

Ho vissuto per 15 anni a Milano...fino al 1988...ci ho lasciato una parte di me. Sentire queste storie mi intristisce sempre molto...certo che prendersela con i più deboli e con quelli che non fanno male a nessuno e' sempre più facile. Non ho parole...che schifo....questo mondo gira al contrario...Più fai male e più vai avanti...

Alligatore ha detto...

Conosco un sacco di storie così, e sono entrato in molti locali che fanno cultura altra, facendo una semplice tessera, e poi sono andato altre volte ... fino alla chiusura (nella mia città non sai quante storie così). Per questo sono vicino a questo luogo, anche se non vicinissimo geograficamente.

metiu (casalingo disperato) ha detto...

conosco la comuna per la buona fama culturale e per esserci stato una sera tempo fa. non sapevo fosse in queste, assurde, condizioni. faccio circolare anch'io tra i miei contatti e amici l'appello, grazie,
prima che ci facciano sopra il solito multisala della medusa o qualche venditore di mohiti a 15 euro senza scontrino
ciao killer

Blackswan ha detto...

@ Nella : quanto hai ragione,amica mia!Questi scempi possono avverarsi ovunque e tutti danneggiano.

@ Granduca : mio nobile amico, ti ringrazio dal profondo del cuore.

@ Mary : e otretutto si accaniscono sempre contro la cultura, che ovviamente non da da mangiare, come ci raccontava un coglie qualche tempo fa.

@ Alligatore : Di storie così a dozzine,caro Alli, a dozzine...

@ Metiu : grazie mille, lo apprezzo davvero.Perchè di quelle merde che impestano Milano e l'Hinterland ce ne sono già a bizzeffe e il ritorno culturale è pari a zero.

Ezzelino da Romano ha detto...

Amici, è tutto giusto e tutto vero ma io per la Comuna non darò un centesimo.
Ero lì il 5 maggio 2002 per vedere sul maxischermo Lazio - Inter, così come ci avevo visto già molte altre partite.
Eravamo primi all'ultima giornata, e la Lazio da sempre ci è amica.
Scudetto in tasca, pensavamo tutti noi, e ne sono uscito terzo.
Nemmeno secondo, porca troia, terzo, ci ha superati anche la Roma.
Da allora per me la Comuna è indissolubilmente associata al concetto di sfiga, e da allora ho sempre voluto vederla sprofondare in una voragine, non di debiti ma vera e propria, per poi danzare sulle sue macerie.
Quindi io mi chiamo fuori.
So che non sono argomentazioni razionali ma ognuno ha diritto ai propri dolori e questo è uno dei miei.
Perdonatemi.

Blackswan ha detto...

@ Ezzelino : Non trovo molta correlazione tra un appello del quale mi sono fatto tramite, per fini che mi paiono nobili,e una partita di calcio per motivi diversi dalla location, ma tant'è.. quella partita la vidi a casa mia. Procedo a minarne le fondamenta.