lunedì 12 marzo 2012

MUSICA IN VIAGGIO


MUSICA IN VIAGGIO :TORINO - MILANO

Qualche giorno fa il buon Blackswan mi ha proposto di scrivere insieme un pezzo (grazie ancora Black) su un tema universale che in qualche modo accomuna un po' tutti quanti: la musica e il viaggio.
Un connubio che fa scaturire emozioni e sensazioni dalle quali nessuno è esente, compreso chi non viaggia. Il viaggio nella fattispecie è inteso infatti, almeno da me, in maniera molto ampia, come movimento se vogliamo non solo nello spazio ma anche nel tempo e coinvolge concetti come crescita ed esperienza. E la musica è sempre lì. La musica può accompagnarci all'altro capo del mondo o nel semplice tragitto casa/lavoro, può essere la colonna sonora di magnifiche vacanze come di passeggiate solitarie, di bellissimi momenti e di intime sofferenze.
Rimanendo nell'ambito più letterale del viaggio inteso come spostamento nello spazio (tranquilli non vi parlerò di LSD e cose del genere), trovo che il piacere dell'accompagnamento musicale sia un piacere molto solitario. L'entrare in sintonia con le note e allo stesso tempo con l'ambiente che ti circonda, che sia una strada di città o un paesaggio irlandese poco importa, e provare quella sensazione per la quale la musica che ti entra nelle orecchie si diffonde fin nelle gambe facendoti camminare più velocemente o facendoti premere un pochino sul pedale dell'acceleratore non ammette distrazioni.
Ci sono momenti in cui la musica diventa un piacere collettivo e non parlo solo di concerti o eventi simili. E' ben radicato dentro di me l'indelebile ricordo di lontani pomeriggi passati nel salotto di casa in compagnia di un paio di amici ad ascoltare dischi mentre gli altri erano fuori a giocare a calcio o in discoteca subissati da ben altri suoni. Tempi e ricordi magnifici, così come lo sono le ideali colonne sonore dei viaggi in compagnia degli amici o della donna che ti ha preso il cuore. Tutto magnifico. Ma la stretta al cuore, la repentina chiusura alla bocca dello stomaco che anche solo due accordi sono capaci di provocare all'improvviso, sono sensazioni ampliate all'ennesima potenza quando si è soli con la musica, quando cammini e l'aria fresca ti tocca il viso con delicatezza, quando quell'azzurro particolare incontra quel determinato tepore, quando quella voce o quelle mani su una chitarra fanno sembrare che in quel luogo e in quel momento tutto sia perfetto e tutto stia andando bene. E magari non è vero niente. Ma questa è la potenza dell'essere soli con la musica.
Una potenza che dà forza, per ripartire, per rimettersi in viaggio, in movimento anche solo per affrontare la prossima giornata.
Well, I'm so tired of crying, but i'm out/on the road again/I'm on the road again.
Canned Heat, On the road again. Di nuovo per strada, di nuovo in gioco. Cuffie nelle orecchie e si riparte, anche quando è dura, anche quando non ne hai voglia puoi sempre trovare la forza nella musica. In viaggio, non necessariamente verso lidi esotici, semplicemente verso il nostro domani, verso la prossima ora. Non importa chi ci accompagna, quale cantante o quale pezzo o quale genere musicale. Ognuno ha i suoi punti fermi, le sue preferenze e uno stato d'animo può scaturire dalle note di (quasi) chiunque. Solitamente per gli spostamenti casa/lavoro io uso il bel tasto Random (in italiano a cazzo), brani casuali pescati da un piccolo lettore da 8G. Ne esce un po' di tutto ma la sensazione è raramente deludente. Non te ne accorgi neanche e il passo accelera, a volte ti si stampa un sorriso ebete sulla faccia e l'unica cosa che ti evita di sentire i commenti della gente intorno a te che dice: "cazzo si ride quell'imbecille" è la musica che hai nelle orecchie (altro grande vantaggio, ti preserva dalle altrui stronzate). Una sensazione impagabile.



La musica ci accompagna e il viaggio accompagna la musica. Molti artisti sono stati ispirati e influenzati dalla strada, dal viaggio e le emozioni che la strada ha dato loro vengono riversate nella musica che a sua voltà emozionerà noi, forse proprio sulla strada o durante un viaggio. Magari anche la musica di qualche artista per noi insospettabile. Nei miei ascolti per esempio la musica italiana è stata sempre parecchio marginale eppure quando sento che dal Donegal alle isole Aran/e da Dublino fino al Connemara/dovunque tu stia viaggiando con zingari o re/il cielo d'Irlanda si muove con te/il cielo d'Irlanda è dentro di te, la mente e il cuore non possono che proiettarsi lassù, tra quel verde e sotto quel blu, lassù circa 15 anni fa. E non importa che quel pezzo nello specifico non l'abbia mai ascoltato in Irlanda, è la forza della musica. In quegli anni andavano gli Oasis, tantissimo. In Irlanda e in Scozia, nel '96/'97. Una vera Oasismania. I loro pezzi sono ricordi bellissimi, indimenticabili emozioni vissute, forse proprio per questo ho continuato ad apprezzare la band, probabilmente ben oltre il loro vero valore artistico, una questione di cuore, perché laggiù con noi c'era la loro musica, i loro concerti, i ragazzi e le ragazze con le loro T-shirt, i musicisti da strada in Grafton Street che suonavano le loro canzoni che immancabilmente riempivano anche i vari pub in cui ci si infilava. Semplicemente la colonna sonora di quei viaggi, cosa che ha riservato loro un pezzo in fondo al cuore, forse per sempre.
E poi ci sono la strada e la classica road song, quella che ti trasporta in luoghi dove non sei mai stato, quella che acquista valore all'interno di una abitacolo, mani sul volante, sole negli occhi e montagne all'orizzonte. E di montagne all'orizzonte da queste parti ce ne intendiamo.
I pulled into Nazareth, I was feelin' about half past dead/I just need some place where I can lay my head./"Hey, mister, can you tell me where a man might find a bed?"/He just grinned and shook my hand, and "No!", was all he said. The Band - The weight.
Spazi aperti, libertà e una metà da raggiungere, gli Smiths donano al pezzo un'ottima interpretazione che va a impreziosire le magnifiche sequenze del film Easy Rider. Qui c'è tutta l'emozione che un pezzo può dare, legato a splendide immagini che rimarranno per sempre come un ideale purtroppo spesso irragiungibile. E' quella la sensazione, è la musica, è la libertà. Guardate le immagini, ascoltate il brano, chiudete gli occhi. Tutte le volte che ascolterete quel brano la sensazione tornerà, magia. Pura e semplice magia.
If I leave here tomorrow/Would you still remember me?/For I must be traveling on, now/'Cause there's too many places I've got to see. Lynyrd Synyrd - Freebird.
Perché ci sono tanti posti che devo vedere. Magnifico, e che assolo finale ragazzi.
La partenza, l'emozione che ti prende quando si lascia qualcosa per andare verso un posto nuovo, ve la ricordate la sensazione che si provava quando dovevate partire per una gita con i compagni di scuola. Chi è che non si portava il Walkman per ascoltare un po' di musica in viaggio?
La lista e la proposta di brani a tema potrebbe essere infinita, il nostro connubio potrebbe essere estrapolato da film (Turné, Marrakech Express ad es.), serie tv (Supernatural, la prima che mi viene in mente) e tanto altro ancora. Ognuno di noi potrebbe aggiungere molti tasselli a questo mosaico.
Infine, riallaciandomi al titolo del post, c'è il viaggio Torino-Milano che per me, forse più del caro Blackswan, significa in maniera inequivocabile musica.
Ho affrontato parecchie volte questo tragitto, in auto e forse ancor più volte in treno. Perché musicalmente qui a Torino siamo sempre stati all'ombra della più grande Milano. La maggior parte degli artisti si esibiva lì, i promotori degli eventi si concentravano principalmente sul capoluogo lombardo. E noi ci si metteva in viaggio. Sulla Torino-Milano ho vissuto l'attesa per il mio primo concerto fuoriporta (Extreme - Three sides of every story al Palasesto) e per il mio ultimo in compagnia dell'amico Viktor di Radio Nowhere (The Wall Tour di Roger Waters proprio a bordo di Radio Nowhere, altro grande incontro tra musica e viaggio).
Musica e viaggi sono due tra gli aspetti della nostra vita in grado di regalarci grandi emozioni. Quando si incontrano è tutta un'altra musica.
Lord, I was born a ramblin' man/trying to make a livin and doing the best I can/And when is time for leavin'/I hope you'll understand/that I was born a ramblin' man. Ramblin' man - Allman Brothers Band.

Firma Cangiante, Lunedì 12/03/2012


 
MUSICA IN VIAGGIO : MILANO – TORINO

Ci sono viaggi per i quali non c’ è bisogno di spostarsi da casa. Si legge il blog di qualcuno ( nello specifico quello di Firma Cangiante ), se ne condividono i pensieri, gli interessi, i gusti. Soprattutto, si comprende che di fronte a certe tematiche la condivisione travalica le conoscenze, vive semmai di suggestioni, di languori, di palpiti vissuti con il medesimo trasporto. Io e Firma non ci conosciamo, viviamo a duecento chilometri l’uno dall’altro, abbiamo vite diverse. Ci siamo letti reciprocamente, ci siamo stimati, soprattutto abbiamo pensato che sarebbe stato bello azzerare la distanza che ci separa attraverso il potere evocativo della musica. Un viaggio virtuale, dunque, quello fra Torino e Milano, nel quale l’amato rock è spunto assoluto, prius logico, il carburante nobile che ci ha convinti a raccontare l’esperienza di un on the road che, prima di essere fatto di strade, di macchine e di chilometri, è soprattutto un viaggio dell’anima.
Il tema del viaggio, che sia esso fuga, errante movimento o raggiungimento di una meta, ha creato da sempre molte suggestioni sia in ambito letterario ( cito per tutti Sulla Strada di Kerouac ) che cinematografico ( un numero di pellicole esagerato, da Gioventù Bruciata a Into The Wild ). Ciò si comprende facilmente per il fatto che a differenza di altre grandi tematiche, Il viaggio è la metafora per eccellenza della vita umana: tra l'inizio e la fine serie impreviste e sorprendenti di eventi formano la vita di un uomo e danno senso alla sua esistenza.
C’è una musica che da sempre accompagna il viaggio. Le chiamano road songs, sono canzoni che evocano il movimento, richiamano alla mente grandi spazi, raccontano di avventure, incontri, addi, amori di lontananza. Tutte circostanze di cui il viaggio si arricchisce, perché lo motivano, lo rendono indispensabile, lo giustificano. Citarle tutte sarebbe un’impresa ardua, ma a voler assecondare almeno per un poco il sottile piacere del citazionismo, mi  vengono in mente classiconi senza tempo, come Born To Run di Springsteen, Born To Be Wild degli Steppenwolf, Running On Empty di Jackson Browne, On The Road Again dei Canned Heat, Highway To Hell degli Ac/Dc.  Altre canzoni, invece, pur non trattando il tema del viaggio, sembrano scritte apposta per essere ascoltate, filando a cento all’ora in autostrada, il finestrino abbassato e un sogno di capelli al vento che fa battere il cuore. Pensate a  Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd, e non ci sarà bisogno di altri esempi: l’ascolti e sai che nel preciso istante in cui parte il riff di chitarra il tuo destino è premere il piede sull’acceleratore, cercare l’orizzonte, puntare lontano.



E a voler continuare a cercare nelle pagine di storia, si scoprirà addirittura l’esistenza di interi dischi composti essenzialmente per accompagnare un viaggio. Mi viene da pensare soprattutto a Autobahn dei Kraftwerk, seminale disco di elettronica, che suona esattamente come lo sfrecciare convulso di automobili in un’autostrada del futuro.
Ma il mistero che lega la musica al viaggio, se mi si consente la metafora cinematografica, è soprattutto un’inquadratura in soggettiva. Che, al di là di ogni suggestione squisitamente romantica, ha trovato la sua perfetta realizzazione, attraverso la tecnologia. La considerazione è banale ma ineccepibile: nel corso degli ultimi trentanni è cambiato il nostro modo di ascoltare musica. Al tempo dei vinili ci si accingeva all’ascolto di un disco come alla lettura. Era un’ attività culturale che richiedeva totale dedizione. Ascoltavi musica e te ne stavi lì, immobile in poltrona, ad attendere note come in chiesa l’omelia del parroco.  In seguito, con l’avvento prima del walkman, poi dei lettori mp3, e quindi dell’iPod e dello Smartphone, la musica ha cambiato natura. Da stasi si è trasformata in movimento, ci accompagna ovunque, in qualunque ora del giorno, in qual si voglia circostanza. Non più, dunque, ascolto solo come momento di approfondimento culturale, ma musica come colonna sonora della vita.
La musica è con me, ogni ora del giorno. Kerouac esaltava l’epopea del viaggio dicendoci che “ L’importante è andare, non importa dove “. I miei viaggi però non hanno nulla di romantico, sono banali, dal momento che sono strettamente legati all’incedere monocorde della mia esistenza. Ma grazie alla musica, riesco a trasformare ogni mio passo, ogni mia scorribanda in macchina od ogni  solitaria passeggiata in mountain bike, in un momento che vale la pena ricordare. Le luci della città di notte, le periferie squallide e disagiate della mia Milano, l’imperfetta bellezza della natura padana, che ti aspetta all’alba, dimessa e arruffata come una signora di mezz’età appena sveglia, hanno un fascino particolare anche nel silenzio cadenzato dal mio respiro. Ma una canzone, rinvenuta fra tante, grazie a un battito più forte del cuore, ha il potere di rubare quelle immagini all’oblio. Non è la musica che accompagna il viaggio, ma il viaggio che rende più forte il potere evocativo delle note. Perché l’importante è ascoltare, non importa dove.

Blackswan, lunedì 12/03/2012

25 commenti:

Elle ha detto...

Caro Black e caro Firma, quando pubblicherò le mie memorie di viaggio, viaggio nella vita che, come quello di tutti, sarà banalissimo, ma io farò in modo di raccontarlo in modo che sembri diverso, speciale, unico, inimitabile, invidiabile, ecco a quel punto mi servirà qualcosa di autorevole che introduca il lettore, ed io vorrei poter usare questo vostro scritto di oggi.
Perché anche se io per anni non l'ho saputo, la musica mi ha sempre seguita ovunque, se non addirittura preceduta, ritrovo pagine di diario di viaggio dimenticate, in cui avrei potuto scrivere qualunque cosa, invece avevo scritto "oggi ho potuto ascoltare di nuovo musica, era da due settimane che non l'ascoltavo". La vita è un viaggio e la musica è cibo per il viandante, anche quando pensa di non avere fame, quando si ostina a non mangiare, quando è convinto di riuscire a fare senza, la musica è sempre lì. Io ad esempio me la canticchio o fischietto senza remore :)
Ma non oggi, oggi non ne ho bisogno perché posso riascoltare On the road again e Sweet home Alabama all'infinito.. almeno finché YouTube non se esce di nuovo con quella storia che c'è un limite di visualizzazioni per questo video...
Grazie ragazzi, buon viaggio :)
(ecco, a questo punto avrei dovuto scrivere una di quelle frasi famose, inglesi, che fanno tanto rock e uomo di mondo assieme, ma non ne conosco nemmeno una.. fate voi, eh)

face ha detto...

bel post...è vero la musica ha questo potere ..almeno su di noi!!!speriamo di viaggiare ancora per molto allora:)

nella ha detto...

Mi capita raramente di essere affascinata da un pezzo dove si tratti anche marginalmente di musica. Ne ho sentita troppa o forse troppo poca? Chissà , dipende da pareri contrastanti. In questo caso ho letto e riletto questo post, difficilissimo quanto semplice , perchè tutto ciò che si accosta alla realtà quotidiana è più difficile a mettere sulla carta.La domanda che mi sono fatta alla fine del pezzo( indipendentemente dalle canzoni scelte che possono essere del tutto personali...) è questa. Ma è la musica che fa il viaggio() trascuriamo la durata...) o il viaggio che fa la musica? Opto prepotentemente per la prima opportunità, libera anche da ricordi , o stati di grazia o di allucinazione personale. La musica è proprio il motore portante di un breve o lungo tratto della tua giornata o della tua vita. Ho sempre pensato che, contrarialmente al solito,è più l a musica che mi dona il ricordo che viceversa. E' tempo di finirla lì, ma la verità di questo post mi porta avanti in altre mille elucubrazioni...E terminiamo si...con un grazie veramente di cuore per questa meraviglia!

Baol ha detto...

Non posso che concordare con Firma Cangiante, la musica in viaggio è un godimento solitario, magari a volte si condivide l'attimo con qualcuno ma, in genere è così. Ha citato una canzone, quella della Mannoia, che io adoro (mi sembra che sia di Bubola, credo) e che, come dice lui, ti proietta sotto quel cielo. Anche io poi vado a cazzo con il mio lettore mp3 anche se, spesso, a rischio di guidare in maniera disattenta, vado a cercarmi un pezzo specifico e me lo risento anche più di una volta.

S. ha detto...

bellissimo bi-post :)
personalmente ho una colonna sonora per ogni giorno del mio quotidiano e spesso per ogni ora dello stesso giorno e non ho bisogno neanche di ascoltarla, mi gira dentro, mi sale sulle labbra e posso canticchiarla e sono grata alla musica che mi riempie tanti spazi vuoti...

Massi ha detto...

Condivido ogni singola parola di questo doppio post e nel mio caso la musica è anche la migliore occasione per mettersi sulla strada e muoversi per concerti propri(Loz, Fed e Black: sarete avvisati se faremo qualcosa promessa solenne) e altrui(sono reduce dal concerto dei Litfiba e dovrei andare a quello di Daltrey se tutto va per il verso giusto)e ovviamente la musica non deve mancare mai

Melinda ha detto...

Questo post è un fantastico inno alla musica.
Ho ritrovato le stesse emozioni che provo quando cammino con la musica nelle orecchio, o quando viaggio in macchina con il volume alto: io, i miei pensieri e la canzone di quel momento, perché ogni singolo momento della mia vita è accompagnato da una canzone.
Grazie ad entrambi, è stato un piacere leggervi emozionandomi.

P.s. Nuovo look? Bello! :)

Mary ha detto...

Mi avete lasciata senza fiato. Mi sono rivista nelle vostre parole e nelle vostre sensazioni. Tutti i momenti della mia vita, passati e presenti, sono segnati dalla musica. Ci sono anzoni che ti restano dentro, e che ti accompagnano per tutta la vita.
Grazie per questo viaggio..grazie per questo momento di riflessione e condivisione.

Slowhand78 ha detto...

Condivido e sottoscrivo ogni parola! Mi avete risvegliato le emozioni di quegli interminabili viaggi solitari sull'interregionale Ancona-Milano (la domenica, per andare a vedere la Beneamata) che si trasformavano in una full immersion musicale di 11 ore!

pOpale ha detto...

Con questo post è come se avessimo fatto un viaggio insieme

Ernest ha detto...

non ci sarebbero viaggi senza la musica

lozirion ha detto...

Un post strepitoso ragazzi! Complimenti davvero!

Non so nemmeno cos'altro aggiungere, avete detto già tutto voi.... Grazie di questo viaggio virtuale milano-torino andata e ritorno, gran bel viaggio e gran bella musica, come sempre.... ^_^

George ha detto...

Argomento muy affascinante trattato in modo divine.

Fullina ha detto...

STRAORDINARIO!!!!!!!!
...ci si immedesima e ci si rispecchia in un post del genere...grandioso. La musica è forza, è vitalità, è il sentire battito..respiro e sangue pulsare nelle vene contemporaneamente!!!
..è ricordi, è sentimento, è novità, è cambiamento, è nostalgia, è malinconia, è fermarsi, è tutto..ma soprattutto è ISPIRAZIONE!!!
Una lunga autostrada, la notte, la musica, un cammino, movimento...l'attimo, staticità e dinamica allo stesso tempo.
Complimenti!!!!

Adriano Maini ha detto...

Avete scritto in maniera magistrale: si rimane coinvolti e emozionati. A me tornano, invero, in mente musiche on the road ancora più datate (un solo nome: Woody Guthrie), ma é tutta colpa di una certa mia passione per la storia.

La firma cangiante ha detto...

Ragazzi non so cosa dire. Grazie a tutti per i complimenti, l'argomento era talmente coinvolgente e emozionante che i pezzi sono usciti praticamente da soli (penso valga anche per il padrone di casa).

Grazie a tutti, soprattutto a Nick per l'invito.

Viktor ha detto...

Leggo il vostro post con sentimenti contrastanti. Se da un lato annuisco complice ad ogni vostra affermazione, dall'altro mi coglie un senso d'invidia per la riuscita collaborazione e il plauso dei lettori che avete ricevuto, senza contare una certa incazzatura per non avermi detto niente della cosa e non essere passato dalle mie parti...io che della comunione tra viaggio e musica ne ho fatto un blog a tema: that's my business, maledetti!...
Mi fate sentire una merda e mai come ora RN mi risulta essere così inutile!...
Bravi, ma la prossima volta, datemi un colpo di clacson...

Blackswan ha detto...

Scrivere insieme è stata una bella esperienza.Tanto bella che vorrei si ripetesse.Come già ho anticipato a Firma,il cui post,ha nobilitato, e lo dico sinceramente, questo blog,a me piacerebbe fosse solo l'inizio.Ringrazio tutti per aver commentato e apprezzato qualcosa che più che dal ragionamento è nato dall'istinto e dalla disponibilità di Firma a dedicarsi anima e corpo, e con poco preavviso, a questo tentativo.Per il futuro,caro Viktor,abbiamo già ventilato altri progetti.Ti assicuro che se avessi immaginato il tuo desiderio di partecipazione,ti avrei coinvolto volentieri.Ne proviamo un altro subito,che dite ? :)

giacy.nta ha detto...

Bellissimo post su un tema, come sottolinea Firma cangiante, universale. Un viaggio anche questo mio muovermi, attraverso le vostre parole, tra Torino, Milano e i vostri ricordi e tutto al tempo, al ritmo di due brani musicali perfetti :)

La firma cangiante ha detto...

@ Nick: per me, Ferrovie dello Stato permettendo (poi ti spiego), si può bissare anche subito. Vik mi sembra di intuire che potrebbe essere della partita :P

Viktor ha detto...

oh, spero non abbiate preso troppo sul serio i miei vaneggiamenti dettati per lo più dalla fame, dal ritardo dei treni e dallo Skazzo Kozmiko. Dopo mangiato ero già più lucido, ma ora il sonno sta nuovamente avendo la meglio...
Evviva le collaborazioni! Tiratemi pure dentro se pensate che la mia forma sgangherata possa esservi utile in un progetto di ampio respiro!
A proposito di musica e viaggi: chissà se i pezzi che ero abituato a sentire in auto suoneranno allo stesso modo ascoltati in cuffia guardando fuori dal finestrino di un treno in ritardo...
Tramps like us.......

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

ottimo pezzo!
vi siete ispirati alle blog war mie e di ford per questo pezzo a 4 mani?
beh, certo una versione più pacifista della nostra :D

Lady Left ha detto...

Quando si dice il caso...sto preparando una serata per la biblio in cui lavoro intitolata più o meno "musica e letteratura, un viaggio da nord a sud alla scoperta dell'Italia dei cantautori/scrittori" e tra le parti di libri che ho scelto come letture c'è ovviamente Kerouac, vero che è americano, ma si sposa da dio con la Pivano che a sua volta si lega a De Andrè...e via di questo passo, partendo da Milano per arrivare alla Sicilia, passando da Finardi e Vecchioni insieme al vecchio Scerbanenco, sostando sui colli emiliani tra Guccini e "vacca d'un cane", scivolando fino a Roma, con De Gregori e il sig. Pasolini, per passare all'Abruzzo e ai suoi pastori, oltre a Ivan Graziani, continuando nella musica popolare napoletana, pugliese, lucana per finire in bellezza con Battiato e un paio di favole popolari sui briganti.
Chissà se i ragazzi del paese accetteranno l'invito per questo folle viaggio che mi sono inventata...che dici, fai il tifo per me?

Blackswan ha detto...

Certo che tifo per te ! Emozionantissimo questo percorso musicale.Se sei di Milano o zone limitrofe,vengo ad assistere anche io :)

Lady Left ha detto...

Sono di Piacenza, e lavoro nella biblio di un paesino della provincia, a 10 minuti dalla città, a dire il vero, ma temo sia troppo lontano per te...peccato, mi piacerebbe averti come ospite! Non aspettarti grandi cose però :) è tutto self made! Organizzato da me e da due pazzi educatori del centro giovanile, per tentare di raccogliere un po'di interesse in questi adolescenti che bellamente ci ignorano, noi e le nostre canzoni impegnate e i nostri libri come bombe!
Ti mando una mail con il contatto della biblio comunque, chissà... ;)