venerdì 16 marzo 2012

OFFLAGA DISCO PAX - GIOCO DI SOCIETA'

Amo gli Offlaga Disco Pax senza riserve. Li amo perchè sono di sinistra, in modo chiaro, definitivo, senza compromessi. Li amo perchè le loro canzoni narrano di un' Italia, quella degli anni ' 70 e ' 80, che non esiste più, e lo fanno con nostalgia artigianale, col piacere seduttivo del minimalismo sociale ( e sociologico ) delle piccole storie di cui è intessuto l'arazzo della Storia, quella con la esse maiuscola. Li amo soprattutto per il coraggio con cui varcano i confini convenzionali della canzone, per fondere, in un processo osmotico, musica e letteratura, la prima ad accompagnare, evidenziare, enfatizzare le parole. Max Collini non canta, racconta. Racconta della sua Reggio Emilia soprattutto, dell'essere ragazzo e militante comunista allora, in quei confusi, ma in qualche modo ancora elettrizzanti, anni ' 80 ( Palazzo Masdoni ); dell'amore per il calcio e per la Reggiana, e di un coro ultras, abbrivio per una riflessione politica che ripercorre i fatti di sangue della Strage di Reggio del 7 luglio 1960 e le connivenze fra l'apparato politico-finanziario italiano e Gheddafi, il dittatore libico, recentemente scomparso ( Piccola Storia Ultras ); della passione per la musica e del mitico concerto dei Police del 3 aprile 1980, a seguito del quale la cittadina emiliana visse una notte di passione, fra molotov, disordini e vandalismi ( Respinti All' Uscio ).Ma in Gioco Di Società si racconta anche altro : il disagio ai limiti della paranoia per una storia d'amore finita ( l'hip hop destrutturato di Parlo Da Solo, sicuramente il brano più "normale" dell'album ), l'arrabattarsi in una vita lavorativa senza prospettive ( A Pagare E Morire ), l'annoso conflitto sociale fra borghesia e proletariato che non risparmia nemmeno l'infanzia ( Sequoia ). Il capolavoro, in questa scaletta di canzoni affabulanti, resta però Tulipani, racconto delle gesta di Johan Van der Velde, ciclista olandese che a mezze maniche nella tormenta, scalò il Gavia, in Valcamonica, durante il Giro d'Italia dell''88. Staccò tutti, ma poi non vinse la tappa, per un principio di assideramento che lo costrinse a fermarsi. Un tributo, come fu Ventrale in Bachelite, a una leggendaria impresa sportiva che diventa narrazione epica del coraggio e della sconfitta, nostalgica fotografia di un ciclismo che negli ultimi ventanni ha perso quasi tutto il suo fascino. Gioco Di Società non sposta di molto la formula musicale adottata dagli Offlaga fin dagli esordi :synth wave minimale e al contempo calda, beat digitali, ceselli chitarristici in odore post rock, armonie al Wurlizer e trame di basso pulsante. Fedeli alla linea, i tre ragazzi emiliani ci conducono per la terza volta in un mondo di sapori antichi che durante l'ascolto riaffiorano dall'oblio carichi di suggestioni malinconiche. Un pò come ritornare a casa dopo un lungo viaggio, nei luoghi dell'infanzia, a una familiarità radicata nelle nostre tradizioni culturali che è importante non perdere di vista.

VOTO : 7  



Blackswan, venerdì 16/03/2012

23 commenti:

Cirano ha detto...

non è il mio genere però ne apprezzo poesia e contenuti.

Lucien ha detto...

La mie preferite restano Robespierre (video strepitoso) e Ventrale.
Sempre bravi, però a questo album do la sufficienza perché la formula comincia ad essere ripetitiva. Una volta sentite le storie (sempre interessanti) non viene voglia di riascoltarlo: per me è come dover rileggere un libro appena l'hai finito.

S. ha detto...

questa volta sono preparata :)
pero' apprezzo sempre la tua bravura descrittiva

Zio Scriba ha detto...

Che tuffo al cuore, con Johan Van der Velde! Era il mio Eroe, maledetta tormenta, e avrebbe strameritato di vincere quel Giro!
Bei tempi epici di quando quello sport strameritava di essere seguito: non mi perdevo una tappa.
Bellissimo che qualcuno gli abbia dedicato una canzone, di cui non sapevo nulla.
Grazie per avermela fatta conoscere, fratello!

Fullina ha detto...

Ciao Nick al di là di ciò che descrivi mi colpisce molto il pezzo e il video.
Mai visto e sentito niente di più originale.
A presto

giacy.nta ha detto...

Bello! Grazie:)

Alligatore ha detto...

Seguiti fin dagli inizi, visti live,intervistati per email, sarebbe un onore averli sul blog, difficile, ma non impossibile ...aspettavo il disco da tempo.

marco ha detto...

Lucien ha ragione, quel video è bellissimo.
Visti la prima volta dal vivo allo Sherwood prima delle Luci della centrale elttrica...mi sconvolsero quella sera (in positivo) non conoscendoli...quella sera la ricordo più per loro che per il seppur ottimo Brondi

Holyriver ha detto...

Non li conoscevo e appena ho letto la tua bellissima recensione sono corso a cercarli. Adesso li sto ascoltando. Grazie per la segnalazione

Galadriel ha detto...

Grazie Nick ! Non conoscevo nè musica nè esecutori. Li ho apprezzati, specialmente per il testo del pezzo e la dedica a quel campione Van der Velde, che mio padre ammirava tanto. Un abbraccio forte caro amico, sei sempre attento alle nostre tradizioni culturali, bravo.

La firma cangiante ha detto...

Un'altra scoperta, storia raccontata di sicuro interesse, anche se ammetto di non provare grande empatia musicale con pezzi del genere.

Ezzelino da Romano ha detto...

Questo lo ascolto di sicuro perchè Bachelite mi era piaciuto parecchio.
E' bella la loro scelta di una voce narrante anzichè di un cantato.
Hasta la victoria!

Elle ha detto...

Mai sentito parlare della strage di Reggio, né di Van der Velde né degli Offlaga, evviva l'ignoranza...
Adesso ci devo abituare l'orecchio, perché la musica c'è e non c'è.

Andrea ha detto...

Non l'ho ancora ascoltato con l'attenzione giusta...ma per vari motivi io mi tengo stretta al petto "piccola storia ultras"

Euterpe ha detto...

Sono stato un fan della prima ora e concordo con Lucien nel rilevare che ormai la formula risulta obsoleta.
Già bachelite non aggiungeva nulla rispetto a Socilaismo tascabile qui addirittura siamo alla ripetizione degli argomenti ( vedi scritta ultrà reggiana )Vorrei aggiungere un commento che con la musica non c'entra nulla : Van der Velde non è un eroe sfortunato ma è solo stato in quell'occasione un benemerito pirla perchè un professionista che si comporta come lui è un idiota, anche perchè nell'88 i tempi del ciclismo eroico alla garibaldina erano finiti da un pezzo.

Zio Scriba ha detto...

Per una volta NON concordo col caro amico Euterpe. Pirloni furono gli organizzatori italioti che non tennero conto della prevista tormenta e non cambiarono il percorso. Van del Velde non fu l'unico a doversi rifugiare in una casa per non morire congelato.
Poi sui tempi eroici si può discutere: c'è chi vi fa rientrare, per motivi patriottico-affettivi, i primi anni di Pantani, e Van der Velde (che non era un capitano strapagato ma un fantastico outsider) è decisamente pre-Pantani... (mentre se ci riferiamo al doping tout-court, probabilmente il ciclismo non è MAI stato eroico, anche se le "bumbe" di un tempo erano più sconosciute e artigianali...

Mary ha detto...

Non li conosco...però..il pezzo mi piace e il video anche..devo approfondire, perchè la descrizione che ne hai fatto mi ha presa parecchio..buon sabato

Euterpe ha detto...

@ zio scriba
prometto un post a brave da me sull'argomento Van der velde et similia per non rompere la scatole in casa d'altri, così ci potremo divertire nel cazzeggio!

Blackswan ha detto...

@ Cirano : non avevo dubbi sui contenuti :)

@ Lucien : bello rileggerti, Lucien. Non hai tutti i torti.A me il cd è piaciuto ancora molto, però un'ennesima puntata potrebbe essere letale.

@ S. : sei troppo gentile :)

@ Zio : Non posso che essere d'accordo con te. Quella mitica gara l'ho nel cuore.

@ Fullina : in Italia effettivamente non c'è nulla che suoni uguale agli Offlaga.

@ Giacy.nta : Grazie a te :)

@ Ally : non vedo l'ora di leggere l'intervista, allora :)

@ Marco : un'abbinata fantastica,direi :)

@ Holy : ti ringrazio.Mi fa piacere che ti siano piaciuti :)

@ Galadriel : un abbraccio anche a te.Felice di averti richiamato alla mente dei bei ricordi.

@ Firma : da rocker anche io frequento solitamente altri lidi.Ma gli Offlaga mi hanno sempre emozionato.

@ Ezzelino : Hasta siempre ! Prova anche il loro esordio, Socialismo Tascabile.Non te ne pentirai.

@ Elle :Sai quante cose non so io.:) Un consiglio :ascoltalo pensando a un reading piuttosto che a canzoni.

@ Andrea :è una canzone che piace molto anche a me.

@ Euterpe : Io continuo a trovarli convincenti.Poi, alla prossima così,probabilmente annoieranno.Bachelite, a mio avviso, è il più bello dei tre. Su Van der Velde non riesco a seguirti: io adoro quel genere di pirla, rappresenta lo sport che mi emoziona.

@ Zio : sottoscrivo ancora tutto.Una mia breve impressione la leggi nella risposta a Euterpe.

@ Mary : mi fa piacere.Passa un buon sabato anche tu :)

Blackswan ha detto...

@ Euterpe : potete cazzeggiare anche qui.La mia casa è aperta a tutti e si può parlare di ciclismo anche in un post di musica.Il bello è proprio questo,no ? :)

Zio Scriba ha detto...

... anche perché la storia di Johan mi pareva piuttosto centrale e pertinente... mi hanno semmai stupito coloro che l'hanno ignorata parlando SOLTANTO di musica, fermo restando che ovviamente ognuno fa i commenti che vuole... :-))))

Massi ha detto...

Sei in grsdo di farmi incuriosire anche se parli di roba che a me non piace, come in questo caso. Complimenti

Ezzelino da Romano ha detto...

Ecco, ma su Van der Velde io la vedo così: gli organizzatori non hanno previsto la tormenta, oppure sì ma hanno deciso di non curarsene, e comunque non hanno modificato il percorso.
Questi sono i fatti, e quindi a me pare che l'errore si collochi da sè.
Mi pare bizzarro sostenere che abbiano sbagliato gli organizzatori, anche perchè Van der Velde e qualcun altro si sono dovuti riparare al chiuso, ma la maggior parte si è coperta ed è arrivata al traguardo.
Quindi, per come la vedo io, epico ma un po' pirla.
E consideriamo anche che di tutti i protagonisti di sconfitte epiche, i cosiddetti beautiful losers, non ce n'è uno che non avrebbe scambiato la sua epica con una vittoria.
Pantani, perdonatemi, è un'altra cosa.