domenica 27 maggio 2012

PAUL BUCHANAN – MID AIR



Genere : Pop
 
Quando nel 1983 esce A Walk Across The Rooftops, primo album in studio dei Blue Nile, appare subito chiaro di essere al cospetto di una band in grado di lasciare un segno decisivo nella storia della musica. Eppure Paul Buchanan, leader e cantante del gruppo, è uno che ama lasciar decantare le cose, si defila invece di cavalcare il successo. Poco incline alle luci della ribalta, fa dell’understatement il suo stile di vita artistica : si rifiuta di tenere concerti, non rilascia interviste, non compare sulle riviste specializzate. Centellina i dischi, oltretutto. L’album successivo, dal laconico titolo di Hats, esce sei anni dopo, nel 1989, folgorando nuovamente pubblico e critica con suggestioni sonore grondanti di notturna malinconia. Sarà così anche per i successivi due album, l’ennesimo capolavoro Peace At Last, datato 1996, e High del 2004, ultimo capitolo della più dilatata discografia che la storia ricordi. Paul Buchanan, anche lontano dai Blue Nile, mantiene comunque il medesimo approcio artistico da eremita del pop: sparisce dalle scene e di lui non si sa più nulla. Poi, come un fulmine a ciel sereno, ricompare. Esce infatti in questi giorni Mid Air, primo album solista del cantante scozzese dopo otto anni di silenzio.Otto anni sono un’eternità, sono un lasso di tempo così lungo da rendere fallace o incongrua ogni aspettativa.Saranno ancora i Blue Nile ? O sarà qualcosa di completamente diverso ? Mi sono posto queste domande più volte prima di inserire il cd nel lettore. Probabilmente perché Hats è stato, e resta , uno dei dischi più importanti della mia vita, e perchè quelle canzoni, così struggenti e decisive, hanno lasciato nel mio cuore ferite ancora oggi non rimarginate.





Per Buchanan quindi provo riconoscenza, eppure egoisticamente da lui voglio, pretendo, anche dopo tanto tempo, le medesime suggestioni. Quando parte la title track il mio cuore si ferma. Penso subito a Let’s Go Out Tonight e mi si stringe la gola. Poi, sfilano una a una, ripetutamente, tutte le altre tredici canzoni del disco. Le note si muovono con lentezza, scorrono come frames di una malinconia che non strugge ma consola, come immagini di un risveglio accarezzato dal morbido calore del primo sole mattutino. I languori si avviluppano alla tastiera di un piano suonato con la calma di chi cerca di svelare la melodia senza fretta, come quando si sorseggia un buon vino del quale si vuol cogliere anche il più recondito profumo. La voce arresa di Buchanan accarezza le orecchie con sussurri, bisbigli, esitazioni, culla i fremiti di una feroce nostalgia perché non esplodano, ma restino sottotraccia, sensazioni buone da consumare come pane caldo appena sfornato. Minimali nella forma e intimiste nella sostanza, le canzoni di Mid Air declinano un lirismo che sembrava perduto, sono l’avamposto di resistenza poetica alla inconcludente frenesia del mondo, perle di consapevole e disillusa rassegnazione di un’arte che svela la sua fragile bellezza innanzi allo strapotere protervo della macchina. Ed è bello fermarsi e lasciarsi sommergere dall’acqua purificatrice di una musica che restituisce, integra e cristallina, la gioia dei nostri pensieri più profondi, dei nostri ricordi più dolci, di quel nitore malinconico che le convulsioni della vita rendono grigio e triste. Capita poche volte, ma quando succede è bello poterlo scrivere. Perchè Mid Air è un disco magnifico, che potrebbe anche definirsi epocale se solo parlasse la stessa lingua per tutti. Invece veste abiti diversi per ogni vissuto, parla di noi, di ciascuno di noi, nella segreta penombra del confessionale. Lo teniamo stretto al cuore con protettivo affetto, gelosi di  qualcosa che riguarda solo il nostro passato, come fosse un deliquio privato, un segreto taciuto, una scheggia di eternità spirituale che infrange la finitezza dei corpi, un gioiello tanto prezioso da nascondere agli altrui sguardi, celandolo nello scrigno profondo dell’anima.Per una volta sola, da tanto tempo a questa parte, posso usare una parola senza temere di esagerare : capolavoro. E giuro, è una sensazione bellissima.

VOTO :10



Blackswan, domenica 27/05/2012

9 commenti:

Elle ha detto...

Ho deciso di crederti.
Anche se, proprio oggi, non ho molta voglia di farmi avvolgere e abbracciare, però Let's go out Tonight mi ricorda l'inverno, è di quello avrei voglia, perciò la unisco a Mid Air per il passaggio di testimone.
Ti farò sapere se mi ha rinfrescato le idee :)
ps. sei proprio innamorato di lui, 10 non l'avevo letto per nessuno!

nella ha detto...

Buchanan ha bisogno di molte riflessioni,ma prima di tutto mettere a nudo la nostra anima. Ancor oggi nel suo ultimo lavoro, ti costringe a esaminare i segni del corpo e delle immagini. La copertina sta in piedi senza un corpo, non ne abbiamo bisogno per esprimere le nostre emozioni.Il video è pieno di allegorie, la ballerina che tenta di danzare come un farfalla , ma è femra nella sua postura iniziale.La farfalla che pur essendo di ceramica si libra. E soprattutto il suo mezzo, quel cavallino di plastica che miracolosamente prende il volo come un palloncino e arriva in alto , sempre più su, dove spesso potremmo arrivare e non lo facciamo mai!

Mary ha detto...

Solo un aggettivo superlativo: MERAVIGLIOSO.
Per me sono solo brividi...ho riascoltato per due volte entrambi i brani. Splendida la musica, bellissimi i testi.
Si parte con la mente, e non si vorrebbe più tornare :)
Il 10 ci sta tutto !
P.S. Il tuo post è da 10 e lode :)

giacy.nta ha detto...

come ho fatto a privarmene? Grazie, Nick. NON LO CONOSCEVO !!!!

S. ha detto...

Veramente struggente la prima, dolce ed ipnotica la seconda come un carillon, e non lo conoscevo, grazie Nick

Blackswan ha detto...

@ Elle : il disco è così bello e anomalo rispetto alle consuete produzioni che meritava il massimo dei voti.:)

@ Nella : la tua analisi profonda arricchisce il mio post :) grazie.

@ Mary : grazie mille.In realtà ad essere bella è la musica.Io mi sono limitato a raccontarla :)

@ Giacy.nta :è quello che penso io quando vengo sul tuo blog :)

@ S. : due pezzi a mio avviso complementari : il primo molto notturno, il secondo delicatamente solare.

La firma cangiante ha detto...

Mi tolgo il cappello davanti alla tua capacità di trasmettere emozioni. Grandissimi pezzi, sicuramente approfondirò. Grazie.

giuseppe ha detto...

Let’s Go Out Tonight

una coltellata nel cuore

m4ry ha detto...

Ogni tanto me lo vengo a rileggere questo post...