lunedì 14 maggio 2012

QUANDO I CELLULARI FUNZIONAVANO A GETTONI


Sono consapevole di non avere un grande rapporto con la tecnologia e in genere con tutti i nuovi sistemi di comunicazione, social-network in primis. Non fraintendetemi : sono in grado di usare dignitosamente tutti gli strumenti che il progresso ci ha fornito per migliorare ( ? ) la qualità della nostra vita e non sono così stupido da non rendermi conto di quanto la PlayStation e Youporn abbiano inciso positivamente sullo sviluppo etico e culturale della società. Prevalentemente, però, tendo ancora a vivere in un medioevo tecnologico in cui gestisco i rapporti umani in un modo, per così dire, artigianale. Facebook o Twitter ? No, grazie. So che quasi tutti hanno la loro bella paginetta su cui cliccare mi piace, impilare schiere di amici e cinquettare di facezie. Io, per fortuna o purtroppo, no. Non è una questione di resistenza culturale o di snobismo a oltranza. Sono consapevole, anzi, di essere tagliato fuori dal mondo al pari di alcune popolazioni indigene della Papuasia o del deserto del Mali. Il fatto è che non sento la necessità di utilizzare uno strumento ( per molti versi utilissimo, per carità ) che annovera egregi sconosciuti del web fra la schiera dei miei amici. Mi sta sul cazzo, punto e basta. L'amicizia è una cosa seria e io non voglio rendermi complice di una così grossolana banalizzazione. Non solo. Ho anche dei limiti personali, lo ammetto : non so scrivere per slogan ( e su FB sono praticamente bandite le subordinate ), ho un pessimo rapporto con il mio passato e temo seriamente di poter essere ricontattato da chi ne ha fatto parte. Infine, ho i minuti contati: quando ho mezz'ora per me, preferisco scrivere una decina di righe credibili su questo blog piuttosto che diventare amico della pagina degli adoratori della trippa di Ceriano Laghetto. D'altronde, sono cresciuto in un'epoca ( oddio, sembrano secoli fa, ma non è così ) in cui i rapporti interpersonali in lontananza si sviluppavano prevalentemente attraverso scambi epistolari. Per ogni lettera e cartolina spedita, si innescava una ritualità di gesti che ancora mi pare magica : respirare l'odore della carta per scrivere, incollare i francobolli, passare la lingua sul bordo della busta, chiosare con quei P.S., inseriti in calce alla lettera, spesso più decisivi del testo stesso. Poi, imbucavi e aspettavi. L'attesa, talvolta febbrile, di una risposta era forse il momento più bello del rituale. Perchè , nonostante in questi anni ci abbiano insegnato il contrario, attendere significa essere proprietari del proprio tempo, beneficiari di una ricchezza di ore e di giorni, di cui oggi siamo privati, perchè letteralmente fagocitati dalla velocità con cui sfrecciano le nostre esistenze. Tutta colpa dello stronzo che ha inventato il cellulare, mortacci sua! Difficile, infatti, trovare un altro strumento che espliciti in modo tanto definitivo il deragliamento etico della società che ci circonda. La cafonaggine delle suonerie alzate a manetta dilaga ; intere generazioni sono state schiavizzate da una tastiera su cui la lettera più battuta è la kappa ( consonante peraltro praticamente  sconosciuta dalla lingua italiana) ; stralci di conversazioni di cazzi loro che diventano cazzi tuoi solo per il fatto di avere la sfiga di trovarti nei dintorni; dementi che non hanno da mangiare ma si indebitano per avere l'ultimo fottutissimo modello di Iphone ; prodotti sempre più tecnologici e sofisticati per comunicare il nulla ( Ginetta, cala la pasta che arrivo ! Bella raga, ci si bekka al Tortuga, che stasera c'è un dj che spacca ! ). Con il rischio ( anzi la certezza ), oltretutto, di diventare uno zimbello controllato da tutti : da chi vuole parlarti o scoprire dove sei, dai fottutissimi operatori di call center che cercano di venderti anche il buco del culo di una gallina, promettendoti la connessione wi-fi per ogni uovo cagato, da chi ti considera solo una fonte di consumo e spulcia tra le tue navigazioni internet, e soprattutto dalle forze dell'ordine che, grazie al ripetitore a cui il tuo telefonino si aggancia, ti stanno con il fiato sul collo non appena commetti mezzo reato ( roba che ti tocca chiamare la marjiuana insalata e il fumello carbone, zio cantante ). Sembra incredibile, ma senza cellulare ci abbiamo vissuto per secoli e anche benissimo.C'era un tempo, quando ero ragazzino, che sentire la voce di qualcuno al telefono era una gioia reale, concreta. Non fosse altro per lo sbattimento che ti costava farla, una telefonata. 
 
 
Ve lo ricordate il Duplex ? Il Duplex era uno sistema di condivisione della linea telefonica che ti faceva risparmiare sulla bolletta.Peccato che quando la vicina era al telefono a raccontare le ricette a un'amica, e tu avevi fretta, dovevi andarle a bussare alla porta per chiederle di riattaccare. Scomodo ? Assolutamente si. Ma almeno finivi per far conoscenza con i vicini di casa, che invece al giorno d'oggi non sai nemmanco che faccia abbiano. Per non parlare, poi, di quelle guerre di trincea che combattevi quotidianamente coi tuoi genitori, i quali ti cazziavano a sangue se stavi al telefono di mattina ( costava di più che alla sera ) o se eccedevi la durata massima del minutaggio consentito. Queste guerre erano perse in partenza e si concludevano inevitabilmente, con quell'atto definitivo e tranchant ( spesso effettuato proditoriamente e nottetempo, dopo reiterate minacce ), che sanciva la tua irrimediabile sconfitta : l'apposizione del lucchetto alla rotella dell'apparecchio della Sip. Inutile cercare le chiave : quei bastardi dei tuoi di solito la portavano con loro ovunque, cesso compreso. A quel punto, se volevi chiamare la morosa, avevi un'unica alternativa : riempire il sacchetto di plastica con un chilo di gettoni ( roba che a portarlo in giro ti lesionavi i tendini della mano ) e uscire di casa alla ricerca di una cabina telefonica. Quando finalmente ne trovavi una libera, soddisfatto come un califfo in visita all'harem, poggiavi i gettoni in cima all'apparecchio e inziavi l'agognata conversazione. Tempo un minuto, non di più, ed ecco arrivare lo stronzo: è lì fuori dalla cabina con la tua stessa urgenza negli occhi, lo stesso sacchetto di gettoni e un'impazienza palesata ripetutamente con il gesto dell'indice che mostra il quadrante dell'orologio. Di solito, dopo poco, lo stronzo ti bussava sul vetro e dava vita a una conversazione ai limiti del surreale : << Hai finito ? >> tu lo guardavi come si guarda un mucchio di letame fumante e rispondevi << Ho la cornetta in mano, sto muovendo la bocca ed emetto suoni. Direi che no, non ho ancora finito. >>. << Sei sicuro ? >> << Tendenzialmente, si, ma ci penso ancora un attimo >>. Lui però non demordeva, e fottendosene della tua intimità, questa volta scostando la porta basculante della cabina, replicava << Guarda, ho una fretta del diavolo, è veramente urgente! >>. E tu, che magari in quel momento, stavi per essere mollato dalla fidanzata, ti trovavi costretto a battagliare su un duplice fronte aperto da due  diversi, ma altrettanto agguerriti, mostri di insensibilità : il coglionazzo che voleva telefonare a tutti i costi, e quell'ingrata ( quando ti mollano diventano tutte ingrate ) dall'altro capo del filo, che di sentire la tua voce ormai si era definitivamente stufata.Col risultato che di solito, alla fine della  telefonata, quando, a cagione dell'inculata appena presa, il tuo rancore verso il mondo era levitato ben oltre il livello di guardia, si finiva a sacchettate di gettoni in faccia con l'impaziente cacacazzo. Lo so, letti così, quelli non sembrano essere stati dei gran momenti. Eppure, io ho un ricordo bellissimo di quelle epiche telefonate ( anche di quelle in cui venivo mollato ). Forse, perchè mi ricordano di un'altra epoca, in cui i tempi della vita erano dilatati, ogni cosa materiale che possedevi  era stata frutto di una sudata conquista e i rapporti umani si costruivano attraverso strade più impervie, ma anche più soddisfacienti, rispetto a un click su Facebook.
 
 
 
 
Blackswan, lunedì 14/05/2012

32 commenti:

Harley Quinn ha detto...

Massima stima!!! No, ma sul serio. E bellissimo post... uh, quanto adoravo gli scambi epistolari... la scelta della penna giusta. La carta e la sua consistenza. L'attesa. E quando dovevi uscire passavi sotto casa degli amici a chiamarli, direttamente dal citofono (il massimo della tecnologia con cui riuscivo ad avere rapporti sereni). Che tempi grigi sono questi :\

CoffeeGirl ha detto...

Usare le subordinate, nonchè le correlative relative, è un'usanza di altri tempi che fa un po' a pugni con la rapidità di facebook e con la sintesi di twitter (se non sbaglio, massimo 140 caratteri).
Quello che scrivi a proposito dell'amicizia ai tempi di facebook è sacrosanto, ma definire le altre persone "conoscenti" forse non avrebbe avuto lo stesso appeal sul socialnetwork!
Sbagliare a comporre il numero con il telefono a rotella della Sip quando avevo fretta di chiamare di nascosto mi metteva un'ansia ai limiti del thriller!

S. ha detto...

Eh già....nostalgia allo stato puro...e poi non era visibile il numero, e si facevano scherzi telefonici memorabili :D

La firma cangiante ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
La firma cangiante ha detto...

Guarda caro Black, almeno un compagno l'hai trovato. Niente FB niente Twitter e in tutta la mia vita un solo cellulare che mi regalò un Natale mio padre (e non gliel'ho nemmeno chiesto io, però sai con la nipotina...).

Concordo con il contenuto del bellissimo post, e sull'uso di FB ce ne sarebbero ben altre da dire!

Bartolo Federico ha detto...

bravo black,niente merde varie qui.

mr.Hyde ha detto...

Meraviglioso quel menhir da parete col telefono a gettoni. Ai tempi dell'universita' ne avevamo uno nella pensione in cui abitavo con altri studenti..Notti passate a telefonare, altre passate ad ascoltare le telefonate degli altri(il telefono era in corridoio comune a tutte le stanze con porte a vetri sottilissimi)..Che bel periodo della mia vita..Grazie per averlo rievocato col tuo divertente post!

face ha detto...

bei tempi ...sei come me nemmeno io ho facebook ,e il mio cellulare è sempre spento!!!tanto arrivano solo chiamate da rompiballe:)è bello essere inraggiungibile

Mary ha detto...

Sei un grande..è inutile..sei unico nel tuo genere :)
Ho letto il tuo post con un misto di malinconia per i tempi andati ma anche con una grande allegria, infatti ho avuto per tutto il tempo un sorriso ebete stampato sulla faccia ! Ma cosa mi hai fatto ricordare ! Le lettere..amavo scrivere agli amici lontani ! Pensa che conservo ancora "campioni" misti della carta da lettere che utilizzavo e di tutti gli adesivi carini che mi piaceva attaccarci sopra ! Ancora oggi mi piace scrivere, solo che le lettere sono state sostituite dalle e-mail. Ma l'emozione di trovare una lettera nella casella della posta era unica ! Oggi ci trovo solo le bollette ! E poi ti sei ricordato del duplex..no..la signora del quinto piano stava sempre a telefono ! E il lucchetto che incubo ! E vogliamo parlare di quanto tempo ci voleva per comporre un numero di telefono ?? Le cabine telefoniche oggi non se le caga più nessuno! Il cellulare è una presenza invadente..ma ormai, sembra diventato indispensabile. Negli ultimi 5 anni mi sono disintossicata..ma prima ne ero quasi dipendente, non per esigenze personali, ma strettamente lavorative. La tecnologia mi piace, mi affascina..ma non ne sono schiava...con qualche eccezione..toglietemi tutto tranne il mio I-Phone, la mia macchina fotografica e il mio computer.. Anche io mi rifiuto di iscrivermi a FB, ho una pagina Twitter collegata al mio blog, ma non l'aggiorno mai..ci sarò entrata 10/15 volte ! Non mi piace comunicare per slogan..si era capito ?? Mamma mia quanto ho scritto..sorry ! Grazie per questo post ! Mi hai fatto passare dei minuti davvero piacevoli :)

Legolas ha detto...

Black nonostante il mio blog come non essere d'accordo con te! Anche sè, ogni cosa ed ogni metodologia ha una sua storia ed un destino fine a se stesso! Sempre bello ed interessante passare da qui! Vita lunga e prospera.

CyberLuke ha detto...

Nonostante la tecnologia mi affascini, mi sento affine su praticamente tutto quello che dici.
Soprattutto quando parli dell'accelerazione che hanno subito le nostre vite "grazie" ai nuovi device che ci entrano in tasca e nella vita.
Le lettere non esistono più, così come in vacanza nessuno spedisce più cartoline. Ma quanto era bello riceverne?
E quanto spedirle, scegliendole accuratamente e facendole firmare anche ai nostri compagni di viaggio?
E il telefono, cristo santo, il telefono.
Una volta, uscivi di casa ed eri uccel di bosco.
Nessuno poteva trovarti, chiedere dove eri, che stavi facendo, con chi, quando tornavi, se rientrando passavi in tintoria.
No.
Uscivi, e la vita era solo tua.
Davi un appuntamento a Marco per il martedì successivo a piazza del Popolo e, ma guarda!, Marco ci si faceva trovare.
Non correvi il rischio di vederti arrivare un SMS venti minuti prima con "scusa, non posso più venire, ci sentiamo".
E, già, che ci troviamo: esistono ancora le lettere d'amore?
O solo SMS di al massimo 160 caratteri che custodiamo gelosamente in telefonini che troppo spesso vengono maneggiati da chi non ne ha titolo?
Potrei andare avanti, ma mi sono già immalinconto abbastanza.

Holyriver ha detto...

Mi hai ricordato l'epoca in cui facevo il militare e per telefonare facevo anche chilometri per raggiungere una cabina rotta che faceva telefonare anche per ore con un gettone solo.
Ovviamente era sempre piena di militari squattrinati come me.
Buona settimana.

Minerva ha detto...

Oh, dissento profondamente sulla lettura in positivo di YouPorn, anzi: credo che sia un sistema che ne ha reso i frequentatori ancora più diffusamente dei patetici frustrati guardoni che concepiscono il sesso come una scopata-di-passaggio con l'oggetto-donna nei cui fori infilare a casaccio le proprie estremità. Tu sai bene che non sono la bigotta della situazione, però lo vedo come un ulteriore strumento di ipocrisia diffusa e tragica/patetica perversione dell'eros e del piacere (non dell'amore, non sto parlando di quello).

Invece sul telefono concordo in tutto, m'è capitato tutto ciò che hai descritto ma in ruoli maschile-femminile invertito, e soprattutto trovo molto divertenti i gggiovani d'oggi che non riescono a concepire che io per tutto il tempo dell'università non abbia mai avuto il cellulare ma mi sia sempre trovata con gli amici e sia sempre uscita quasi tutte le sere. In realtà non ci si organizzava neppure: ci si dava i cosiddetti 'ganci volanti' - ovvero "se vengo sarò lì più o meno circa intorno alla tal ora" - che poi si sforzavano sempre di almeno un'ora bevendo una birra per strada nell'attesa di quelli che più o meno uscivano sempre, e ci siamo sempre trovati e divertiti come pazzi :-D

nella ha detto...

Oh, mio Capitano,quanto mi sono trovata dentro questo post sublime!!! Odio la tecnologia, ho giurato a me stessa che non avrei mai toccato un PC,odio i cellulari, le suonerie( preferirei scrivere rigorosamente con la penna d'oca più piccione viaggiatore), non parliamo dei videogiochi o affini, ( grandi ricordi di lotte a Monopoli...) , accetto i-pod solo per comodità! Certo quello che odio, ha notevolemte migliorata la comunicazione a descapito dei rapporti interpersonali,ma preferisco una sana lettera scritta di mio pugno, con le farfalle dell'attesa che mille twitter , facebook o affini... Lo so , sono tagliata fuori, ma sai che ti dico? Dopo tutto mi importa poco.. Chi mi ama mi segua!

Adriano Maini ha detto...

Ricordo tutto, va da sé, vista la mia età. Anzi, no, meglio, molto me lo hai fatto tornare in mente con il tuo icastico narrare.
Gettoni, ecc? Sarà che sono sempre stato un curioso, ma penso che cosa conta sia l'uso che si fa di un mezzo, ancorché veloce e nuovo. Esempio: su Twitter pubblicare solo i link dei tuoi post.
However, libertà di pensiero, ragazzi!

Jay ha detto...

Bel post, condivido praticamente tutto.
Non uso Facebook, non twitto, ho un cellulare, che tra un po' diventerà un pezzo da museo e che spesso stacco, perché non lo sopporto più.

Ezzelino da Romano ha detto...

Che flash, i gettoni!
Bravo Black, bel post, il giusto equilibrio di nostalgia e senso dell'umorismo.
Io come tu sai, con la tecnologia sono più bestia di te, però è innegabile che le possibilità di ciascuno di noi si siano enormemente ampliate.
Poi, come è stato giustamente detto da molti, se uno il telefonino lo tiene spento buona parte dei problemi è già risolta.
Ti cercano intensamente?
E tu lasciali cercare.
Tanto, se una cosa è importante verremo certamente richiamati.
Facebook e Twitter grazie no.
E le mail?
Sono lettere.
Al netto del profumo della carta, che piace tanto anche a me, la mail sta alla posta cartacea come una Porsche sta alla Fiat Topolino.
Si può scrivere di più a più persone, anche contemporaneamente.
Bello, no?
Infine Youporn.
Io non voglio urtare la sensibilità di nessuno, ma sarebbe opportuno fosse chiaro che per noi maschietti la fruizione del porno è qualcosa di assolutamente giocoso e dichiaratamente puerile.
Per quelli sani di mente, of course.
Se uno è un pazzo maniaco e guarda per ore Youporn la cosa preoccupa, ma il problema è che questo sia un pazzo maniaco, non certo che guardi Youporn.
Il 99% dei maschi guarda siti porno.
Chi dice di non farlo, quasi sempre mente.
La più parte di questo 99% è composta da persone normalissime, con una adeguata vita sociale, sovente anche cortesi ed addirittura capaci di un buon rapporto con le donne.
A mio sommesso parere, tanto per dirne una, l'untuosa pseudogalanteria di Berlusconi (purtroppo votato anche da molte, moltissime donne) ha prodotto nel rapporto tra donne e uomini guasti ben più gravi di quelli che potrà mai produrre un sano pornazzo.
L'ineffabile stile di vita del Cavaliere e dei suoi cortigiani ha fatto pensare a tanta gente che le donne, tutte le donne, siano merce acquistabile.
Non ho invece alcuna certezza che gli uomini trattino diversamente le loro compagne per il solo fatto di vedere Youporn o, meglio ancora, Tnaflix, che secondo me è molto meglio di Youporn.
Siti nei quali, per quanto mi ci sforzi, non riesco a vedere ipocrisia nè perversione, ammesso che di quest'ultima esista una definizione condivisa.

Anonimo ha detto...

Io tutte queste cose che dici le faccio ancora oggi, che tte devo di' me ne frego se i tempi che corrono sono altri o se chi riceve le mie lettere e cartoline mi risponde con un sms (se risponde), io comunico a modo mio.
Le cabine telefoniche ci sono ancora, non vanno a gettone, quindi sono meno esotiche, ma con il prefisso giusto si può chiamare anche all'estero: esattamente come una volta. La fila fuori in attesa non c'è più, anche perché le cabine odierne non hanno più le porte, quindi il "fuori" al massimo è un "fuori servizio" (ma questa è tradizione che si conserva), mentre la novità più grande è che con 10 cent si possono mandare sms lunghissimi perché la tastiera è alfanumerica e, sì, comprende anche la tanto odiata kappa, che peraltro è utilissima se si vuole scrivere in Australia che il Koala nella lettera non è arrivato vivo...
Però è anche vero che se i tempi non fossero cambiati, tu non avresti potuto scrivere questo divertentissimo post!
PS. (e se potessi te lo scriverei sul bordo laterale, ma prenditelo in calce): uscire di casa per comprare il francobollo e spedire secondo me è la più bella dichiarazione di amicizia :)

Irriverent Escapade ha detto...

Ho mostrato giusto qualche settimana fa dei gettoni a mia figlia quasi settenne che è rimasta incantata da queste "installazioni" (io le raccontavo delle cabine gialle...) che lei non ha mai visto manco fosse Alice nel paese delle Meraviglie.
Come Anonimo qui sopra anch'io scrivo ( e le ho insegnato a scrivere) le cartoline. E, ti confesso, sono felice quando ho l'occasione di "vergare" (concedimi il termine un po' fané, come noi, del resto) una lettera a mano, usando la mia vecchissima e instancabile stilografica. Potendomi permettere periodi articolati, magari eccessivamente, sintomatici del mio essere una chaccherona seriale.
Coniugando con piacere i verbi in tutti gli ordini di tempi e di modi senza sostituire il ch con la k...
La tecnologia, caro Swan, è un "male irrinunciabile", è il segno del tempo che passa. Nel bene e nel male. Usarla a nostro favore o farci fagocitare da essa, sta solo a noi...
Comunque,grazie per questo ottimo post. Ho sorriso con tenerezza, piacere ed un pizzico di nostalgia.

Granduca di Moletania ha detto...

Grande Black,
mi hai letteralmente letto nel pensiero e giustamente anticipato (vista la frequenza con cui ultimamente scivo ....).
Anche il titolo che avevo pensato è praticamente lo stesso.
Meno male che l'hai scritto tu, cossì mi risparmio la fatica. :)))

A questo punto è inutile dirti che sottoscrivo tutto, ma proprio tutto. A parte il duplex che in famiglia lo utilizziamo ancora oggi.
Grande nostalgia di tutto il resto e ripudio di facebook & c.

Un abbraccio.

newmoon35 ha detto...

Grande, grandissimo.Adoravo le cartoline. Non ho facebook, non cedo, ho twittato per un pò ma francamente mi sto stufando. Quando voglio vedere qualche amica la chiamo oppure scrivo una bella mail (compresa di subordinate e senza k).

newmoon35 ha detto...

Grande, grandissimo.Adoravo le cartoline. Non ho facebook, non cedo, ho twittato per un pò ma francamente mi sto stufando. Quando voglio vedere qualche amica la chiamo oppure scrivo una bella mail (compresa di subordinate e senza k).

lozirion ha detto...

Grande pezzo bro! Come sempre del resto.... ^_^

Io faccio parte della prima generazione in cui i cellulari cominciavano a comparire già in seconda-terza media, però per il rotto della cuffia le telefonate a gettoni me le ricordo anch'io (C'erano già le tessere, ma anche solo 5000 lire erano troppi per la mia paghetta settimanale e quindi via di gettoni! ^_^), e per gli amici di penna devo ringraziare la mia professoressa delle medie che opponeva strenua resistenza alla tecnologia.... ^_^

Il problema poi è il solito, non lo strumento ma l'utilizzo che se ne fa, il cellulare è comodo, ma se posso uscire di casa e parlare di persona lo preferisco sempre, il contatto reale è tutta un'altra roba. Così come i social network possono anche essere utili, ma quel che non sopporto è questo assurdo bisogno di essere sempre connessi col mondo intero in ogni momento, dire tutto a tutti e stare a spiare i cazzi degli altri, c'è gente che scrive su facebook anche quando va al cesso, che bisogno c'è di tutto questo? Oltre al piacere del contatto con gli altri si perde anche il piacere di starsene un po' da soli secondo me....

Come vedi nemmeno io sopporto le frasi spot e i discorsi striminziti.... E soprattutto sono contento che nemmeno tu li sopporti perchè questi post sono sempre troppo belli! ^_^

Blackswan ha detto...

@ harley Queen : Bel ricordo anche quello del citofono.Non ci si annunciava, ci si citofava a e basta. Io ogni tanto,bypassavo lo strumento e chiamavo a squarciagola da sotto la finestra :)

@ Coffe Girl : Concordo con te sull'appeal.Semplici conoscenti non fa lo stesso effetto.:) Però è francamente fastidioso accostare la fatica di far crescere un'amicizia a un click del mouse. Di momenti da brivido la Sip ce ne ha regalati tanti :)

@ S. : sei proprio una birichina,allora. Come me, ovviamente. Ho passato pomeriggi memorabili a fare scherzi al telefono :)

@ Firma : io il cellulare ce l'ho. Comprato a prezzi da supermercato.Prevalentemente spento.Se acceso con la vibrazione.Sono la diperazione dei miei amici, ma io non riesco proprio ad abituarmi al mezzo.E' più forte di me.

@ Bartolo : ma par di capire che siamo in linea su tutto :)

@ Mr Hyde : anche io ho ricordi più o meno simili. Ti ricordi le code quando eri in vacanza per chiamare la fidanzata o i genitori ? Mi piacerebbe tanto trovare un telefono così e tenerlo in casa.Ma chissà quanto costa adesso.

@ Face : concordo. A volte,però, arrivano anche chiamate da amici cari. Ma loro sono abituati: mi bestemmiano un pò dietro e poi ci riprovano.:)

Blackswan ha detto...

@ Mary : Io non disdegno la tecnologia, che è un vantaggio incommensurabile.Con skype arrivi dall'altra parte dell'oceano,con due tocchi il cellulare ti permette di chiamare a una velocità pazzesca.Poi, c'è blogger e tutte le belle persone che ho conosciuto.E questo, proprio in vrtù delle tante cose interessanti che leggo ogni giorno, mi pare il modo migliore di utilizzare la tecnologia.Perchè si inverte il rapporto di subordinazione:l'hi-tec al servizio dell'uomo, non il contrario.

@ Legolas : sono ovviamente d'accordo con te, caro Legolas.La tecnologia, se usata con cognizione di causa e rispetto, è una grandissima conquista.:)

@ Cyberluke : hai scritto un commento bellissimo. E' incredibile come il mondo sia cambiato e tu lo hai spiegato perfettamente. L'appuntamento a Marco, ad esempio.Cazzo, funzionava così. E tutto era più semplice di come è adesso.Un appuntamento lo si dava, non lo sipatteggiava via sms.Al massimo, ci stava un ritardo e un vaffanculo.E le lettere d'amore, magari profumate.Come fai a profumare una mail ?

@ Holyriver : sarà per quello che la nostra generazione è un pò più atletica di quelle odierne ?:)

@ Minerva : la battuta su youporn era così surreale che pensavo non creasse fraintendimenti :) E comunque, se ci pensi, lo sfruttamento della donna sui siti porno è molto meno ignobile di quello che avviene ogni giorno, in modo celato ma invasiso, nella pubblicità e in televisione, tanto per fare un esempio.

Blackswan ha detto...

@ Nella : ecco, vedi, io cado subito in contraddizione. Senza Ipod non potrei vivere. Il fatto è che non riesco a stare senza musica nemmeno un minuto della mia vita.E quindi benedico la tecnologia :)

@ Adriano : sono d'accordissimo con te. Io non volevo attaccare chi usa facebook e twitter, semplicemente raccontare un'epoca in cui non esistevano ed evidenziare che, forse, si viveva anche meglio.

@ Jay : a proposito di pezzi da museo : il mio cellulare storico l'ho cambiato dopo dieci anni di onorata attività.Alla fine era logoro. Però, io sono riconoscente e me lo porto sempre appresso.:)

@ Ezzelino : per affinità elettive non posso che concordare con te su ciò che dici su Youporn ( la mia però era una battuta ) :)).E non dimentichiamo la Play: da interista ho compensato a tante sconfitte con la mia inter a Fifa: blackswan ovviamente centravanti ( almeno nel virtuale ) e sempre cannoniere :))

@ Anonimo : il tuo garbatissimo commento mi ha fatto sorridere :)Non avevo preso in considerazione la possibilità di una spedizione di Koala :)E si, hai ragione, uscire a comprare un francobollo è una splendida dichiarazione d'amicizia :)

@ Irriverent Escapade : hai colto nel segno.La tecnologia è un gran segno di civiltà quando non le si è succubi ma la si utilizza per comunicare pensieri, emozioni, cultura. Il mio post, in realtà, non voleva condannare in toto il progresso, e visto che sto digitando sulla tastiera del mio pc, sarei sommamente ipocrita. L'intento era sorridere un pò e ricordare che probabilmente venti anni fa non si viveva peggio di oggi :)

@ Granduca : eddai, no ! Voglio leggere anche il tuo post ! :) Hai ancora il duplex ??? Io vengo a vivere in Moletania, giuro :)

@ Newmoon : Io adoro le subordinate, non potrei farne a meno.Anche quando scrivo un sms,peraltro :)

@ Lozirion : Bro, hai ragfione da vendere. FB e Twitter sono speso miseri per veicolano solo cazzate e non concetti.E poi, il contatto diretto è anche meglio : tu mi sei diventato ancora più simpatico da quando ti ho conosciuto di persona :))

Massi ha detto...

Le primissime serate col gruppo le contrattavo nelle cabine telefoniche col mio compare,uno metteva le monete mentre l'altro parlava (una rottura di coglioni passabile rispetto a quella della lotta all'ultima lira col proprietario)

Ernest ha detto...

Altri tempi meravigliosi. Quando si tornava a casa si chiedeva "mi ha cercato qualcuno?" e poi non avevi la preoccupazione di essere trovato
poi quel rumore mitico tatatttattatatata
spettacolare

Melinda ha detto...

'nnaggia devo scappare al lavoro, ma torno a leggerti Nick
P R O M E S S O :D

Andrea ha detto...

pensa che io sono del '79 ma il primo telefono è arrivato a casa mia nel 1985-86.

a casa mia lo si usa poco ancora oggi, bollette semiridicole. io mi sa che spendo dieci di euro di cellulare ogni 4 mesi.

:)

Melinda ha detto...

Detto fatto! Eccomi qui!
Che bel post nostalgico Nick.
Anche io ricordo le ore passate in cabina a chiacchierare...ora in città ne stanno rimanendo sempre meno.
L'unico vero aspetto positivo del cellulare che ho sempre appoggiato è il poter chiamare il 118, incidente o altro, credo che in passato molta gente sia morta proprio perché i soccorsi sono arrivati troppo tardi.
E le lettere di carta...wow!
Non ti nego che ultimamente ho ripreso un po' la vecchia abitudine di scrivere lettere, ed è stato meravigliosamente bello.
Sono iscritta a facebook e se prima ci passavo ora e momenti, adesso lo uso molto meno ed è un evento, perché i primi tempi sembravo posseduta...beh, meglio così!
Davvero complimenti per questo magico post ;)

francesca ha detto...

Questo me l'ero persa,mancanza tempo persino per leggere, ma accidenti è un bellissimo post.
Mi hai ricordato il telefono con il lucchetto!! Era un secolo fa,ed io ero bravissima a togliere la vite che teneva la rotellina dei numeri e comporre il numero da chiamare con il dischetto piccolo!!
Dai comunque non sei il solo,io non conosco minimamente facebook e ho tutta l'intenzione di rimanerne estranea.
Ciao