lunedì 25 giugno 2012

PANINARI VS DARK PARTE 2°


Capite dunque che di fronte al dilagare di questo cazzismo ( che infetterà successivamente ogni strato sociale, sia in verticale che in orizzontale, durante gli anni del berlusconismo ), le frange di gioventù non omolagate al panino si trovarono a reagire riunendosi a loro volta in comunità.Si crearono, quindi, in poco tempo, due popolazioni, che avevano come nemico comune il paninaro, ma che erano comunque belligeranti anche fra di loro : i Metallari e i Dark. Considerato che per ideologia politica e cultura non potevo essere paninaro, e che per gusti musicali non potevo nemmeno fare il metallaro ( il metal mi piace molto, ma quello anni ’80 mi fa cagare come una tavoletta di Euchessina ), non mi rimase che schierarmi dalla parte dei Dark. Ovviamente, anche l’abbigliamento gotico aveva un costo, ma potevi aggirare l’ostacolo con relativa facilità. Siccome non avevo i soldi per vestirmi da Inferno, noto negozio milanese di via Torino, specializzato in camice di raso nere e croci rovesciate, saccheggiavo le bancarelle del mercato e il guardaroba dismesso di mio padre e mio nonno. L’anfibio era un must, sia d’inverno e, ahimè, anche d’estate. Il che comportava vesciconi pazzeschi ai piedi, che peraltro profumavano sempre di quella classica flagranza di verbena che si può apprezzare se si tiene un topo morto per un mese nel frigo di casa.Il resto del look prevedeva quello che oggi i modaioli chiamano total black, e cioè calze, pantaloni e camicia nera ( le mie mutande avevano tonalità nere, ma per tutt’altri motivi ). Sopra, si indossavano spolverini, cappotti e palandrane dai colori smorti ( e più eri smorto più eri dark ). 


Il casino era d’estate, stagione in cui l’abbigliamento si faceva più ricercato e usufruire dei capi anni ’60 di mio padre non era più possibile ( il rischio poi era quello di andare in giro vestito  più simile a un giovane balilla di mussoliniana memoria che a un principe della notte ).In faccia e in testa, veniva esibito un tripudio di kitsch : quintalate di gel ( e/o albume d’uovo ) a tener ferma la cresta, mascara a profusione, badilate di biacca per rendersi pallidi, rossetti dai colori improbabili, orecchini a croce, e tanta, tanta fantasia. Dal momento che io non potevo né truccarmi né tenere in testa cespugli di robertsmithiana memoria ( mio padre mi avrebbe preso a randellate, fratturandomi pesantemente un paio di ossa, pur di non farmi uscire di casa ), il mio look era più simile a quello di un pretino di provincia: capelli corti, sobrie camicie abbottonate al collo e pantaloni della cresima. Avevo anche un mitico spolverino marrone scuro, appertenuto a mio nonno, sul quale campeggiava, indelebile, la macchia di una scatarrata prodotta dal vecchio in chissà quale frangente ( e questo era un particolare che, sostenevo con orgoglio, mi dava un tocco molto punk ). A parte il look da necrofori, di buono c’era che almeno il substrato culturale doveva essere di spessore, visto che le letture facevano curriculum. 

Quindi, Sartre, prima di tutto , e il suo esistenzialismo masturbatorio, e poi, Camus e Lo Straniero, a cui si era ispirato Robert Smith per la stesura di Killing An Arab. Il motivo per cui, almeno nell’anima, mi sentivo molto dark, era la musica. Post punk e New Wave, ovviamente. I dischi cult erano parecchi e mi limito a citarne solo alcuni.In primis,  Pornography dei Cure, vera discesa negli inferi della depressione , classicone di ogni festa che avesse un senso (  e vi assicuro che limonare con in sottofondo One Hundred Years era un bel casino davvero, dal momento che prevalentemente ti veniva molto da piangere e pochissimo da toccare le tette) ; In The Flat Field dei Bauhaus, disco che, non ho mai capito bene perché, più degli altri dava lustro infinito alla militanza goth; e per finire, Unknown Pleasures, capolavoro dei Joy Division, opera presbiteriana e post punk, mandata in loop a ogni ora della giornata, anche quando, seduto sulla tazza del cesso, ti cimentavi nella lettura di Topolino ( e la distonia produceva inarrivabili effetti intestinali ).



Blackswan, domenica 24/06/2012

16 commenti:

Irriverent Escapade ha detto...

Leggendoti capisco, finalmente, dopo trent'anni, che essere nata in provincia può avere i suoi lati positivi.
Se a Milano (città che mi accoglie ormai da vent'anni) eri "obbligato" a prendere una posizione (con relativi pro e contro. Meravigliosi, gli anfibi alla verbena) nella mia campagnola provincia piemontese, potevi fare ciò che volevi. Si, in città andavano i Moncler, i Vuarnet e le Timberland ma connotavano idioti figli di papà che di musica e paninari non ne capivano né sapevano un beneamato.
Nel mio paesino ero osservata come una un po' strana ma in fondo non mordevo e la musica me la ascoltavo a casa o, al massimo con il walkman...
Benchè io ami in modo sfrenato i mai troppo rivalutati anni Settanta, non conserverei troppo degli Eighties non fosse che hanno cullato la mia teen age (che comunque ricordo con gran piacere)

Minerva ha detto...

Eheh, qui Torino, dove i dark si trovavano nella Galleria Subalpina. Pur essendo nata nel '70 e avendo sempre avuto un look molto vicino a quello che tu descrivi, io sono stata sempre più retrò e punkeggiante (anche come gusti musicali). Ma proprio dentro. Come dice il mio ex fidanzato storico (dark), "il dark odia il mondo e quindi si suicida, il punk odia il mondo e gli dà fuoco" - credo renda bene l'idea ;-)
Bacio, caro!

S. ha detto...

certo ha ragione il tuo primo commentatore, una vitaccia...
ringrazio il fatto di aver vissuto in un luogo "fuori dal mondo" che mi ha permesso di essere in un certo qualmodo "libera"...alcune volte ho un pò di rimpianti per aver perso delle cose che per altri erano normali, però rileggendo questi due tuoi ultimi post...quasi quasi sto ricredendomi ciao Nick :)

Mary ha detto...

Grande post anche questo :)) Quel negozio in Via Torino lo ricordo benissimo, altroché ! Passeggiare in Via Torino mi piaceva un sacco..
Cliente fissa di quel negozio ! Borchie, anfibi..di tutto di più.. :D ! Orecchie piene di orecchini..anelli, capelli sconvolti..mezzi rasati e mezzi lunghi. Devo dire che mi sono divertita un sacco, anche a decolorarmi le ciocche dei capelli con l'acqua ossigenata..e non era facilissimo, vista la mia chioma corvina.
Amavo e amo gli anfibi, e non ti nascondo che li uso ancora oggi..però non gli stessi che usavo negli anni '80 :)
Quanto ai Cure..quando mi viene il momento "nostalgia" me li sparo ancora oggi con gran piacere :) E sì..limonare con i cure ( di sottofondo ) aveva il suo perché, e probabilmente lo avrebbe anche oggi :)
Però ripeto..gli anni '80 non mi mancano, anche se forse è stato il periodo più cazzaro della mia vita :)

Rouge ha detto...

Ecco, ascoltare Pornography in piena estate sole a palla e noi chiusi in casa è una esperienza per pochi. Io del look me battevo alquanto le balle, i miei amici invece erano in pratica le controfigure di Robertino Smith e Simon Gallup. Una vera liberazione quando pubblicarono Kiss Me Kiss me Kiss me!

Ezzelino da Romano ha detto...

Metal rules!
Esatto, c'eravamo anche noi metallici, eccome.
Il negozio di riferimento era il Transex, dietro Piazza Diaz a Milano, e c'erano molti locali dove suonavano dal vivo.
Su tutti il Rolling Stone di Viale Corsica, dove ho visto Iron Maiden, Saxon, Motorhead, Raven, UFO, Venom, Skorpions e dio sa cos'altro.
Obbligatorio il chiodo,che ho ancora, magliette iperstrizzate o canotte, perchè il metallaro ci aveva il fisico (mica come i punk magrissimi o i dark, soprattutto tendenza Cure, sovente rotondetti), scarpe da basket o stivali e, ovviamente, cintura e bracciali di cuoio nero con borchie.
Il cuoio era in realtà cartone pressato e non durava un cazzo ma fa niente.
Ah, dimenticavo i capelli, naturalmente lunghi, e io chiedevo a mia mamma se dopo lo shampoo me li asciugava in un modo che riusciva solo a lei così in fondo diventavano un po' mossi stile David Coverdale.
E lei me li asciugava, santa donna!
Il più bel complimento lo ricevetti dalla mia prof di scienze che una volta, vedendomi arrivare a scuola di corsa perchè ero come sempre in ritardo, mi ha guardato e mi ha detto "Sembri un re longobardo".
Wow!
Sul metal anni 80, Black, dissento.
E' stata prodotta anche tanta merda, però gli Iron Maiden sono sulla breccia da 32 anni e questo non è un caso.
I Van Halen hanno fatto ottima musica, gli AC DC hanno raggiunto la maturità negl 80 con Back in Black.
E poi, al di là dei singoli artisti e del look, l'heavy metal ha sempre avuto una sua forza intrinseca: è musica vera, che parla alla gente vera, quella che si alza al mattino e rema bestemmiando.
Non a quelli intelligenti, che ascoltano il jazz, nè a quelli colti, che ascoltano la musica classica.
E' semplice, a volte quasi grezza, ma funziona.
Come ho letto una volta non mi ricordo dove, l'heavy metal è il blues dell'uomo bianco.
E in effetti è vero: sostituite ai campi di cotone dell'Alabama le acciaierie di Sesto San Giovanni (o di Manchester, che l'è istess)e il gioco è fatto.
E quindi sì,in definitiva è stato un decennio un po' del cazzo, però avevo tra i 17 e i 27 anni, il mondo era mio e in fondo, tra molte facciate prese contro vari muri, qualche chilo in più, capelli più radi e più bianchi, l'impronta di quella mia fase io ce l'ho ancora addosso bella aderente, e l'heavy metal c'entra parecchio.
Up the Irons!

ciku ha detto...

nel mio paesotto sperduto tra i monti fu un cugino cittadino a portare socialismo e iron maiden (ma siam già all'inizio dei '90). e per un periodo furono solo gins attillati e scarpe da ginna alte

nella ha detto...

Sei di una precisione sconvolgente, dalla colonna sonora, agli effetti speciali, ai costumi , hai vinto tre oscar in un solo colpo.... E bravo come sempre il nostro Nick!

Blackswan ha detto...

@ Irriverent Escapade : Sono d'accordo su tutta la linea.Quegli anni è belli ricordarli perchè hanno accompagnato la nostra giovinezza e alcune cose non erano da buttare.Ma a ripensarci, gli anni '70, che ho vissuto da bambino, erano molto molto meglio :)

@ Minerva : la frase del tuo ex fidanzato è mitica.Me la segno :)

@ S. :L'importante alla fine credo sia portarsi dietro un bagaglio di bei ricordi :)

@ Mary : i Cure me li ascolto sempre volentieri anche io e quel retrogusto amaro della loro musica mi fa provare ancora oggi brividi piacevolissimi :)

@ Rouge : Pornography con il sole non è affatto male,un ascolto che può lasciare suggestioni importanti :)

@ Ezzelino : gran bei ricordi,bro. Io però non ho espresso una verità assoluta sul metal anni '80, è solo che non mi piaceva.Un suono troppo patinato per i miei gusti, non ancora liberatosi di certi stucchevoli arrangiamenti prog.Però,alcune cose erano fenomenali.I Motorhead,soprattutto,per l'indole punk, i primissimi Van Halen e i primi due album degli Iron.Il resto non mi ha lasciato molto.Gli Ac/dc non li definirei come gruppo metal,direi più hard rock,almeno credo.

@ Ciku : immagine molto suggestiva.I jeans attilati facevano anche molto Ramones :)

Blackswan ha detto...

@ Nella : che vuoi farci, certi ricordi li ho stampati in modo indelebile in testa.:))

lozirion ha detto...

Questi tuoi tuffi nel passato sono fantastici bro! Io sono fuori da tutte ste categorie perchè negli anni '80 ci sono nato quindi anche a essere precoce gli anfibi a 4 anni non li avevo.... :P

Dovessi immaginarlo però sarei stato senza dubbio metallaro, non sono mai stato a favore di quella sorta di nichilismo stile Cure (già se si parla di pessimismo rabbioso stile nirvana il discorso poi cambia), anche se la musica, quella sì era ottima, ma così come adesso preferirei l'indole tamarra dei Whitesnake o dei Raven (con quelli si che ti viene da toccare tette.... :P)

Detto questo sottoscrivo il commento di Ezzelino, l'heavy metal e tutti i generi che in un modo o nell'altro gli si accostano, hard rock e glam compresi, hanno dalla loro il fatto di essere più indipendenti dai fattori esterni, voglio dire, i paninari erano paninari perchè in quel periodo andava di moda così e faceva tanto "ricco e figo", arrivata una nuova moda per veri o finti figli di papà migravano tutti lì, e chi è stato dark passata l'adolescenza ha cambiato un po' la propria visione del mondo (dopotutto grandi, grandissime musiche e canzoni, ma il pessimismo cosmico o ti tagli le vene o prima o poi lo abbandoni almeno un po'), mentre chi è stato metallaro, sempre ragionando per massimi sistemi, è più restìo a dismettere i panni del metallaro, sui capelli molla molto più difficilmente che un dark su trucco e rossetto, ma soprattutto è un po' meno campato in aria e un po' più terra terra, forse più semplicistico, però è rabbioso e va per la sua strada, si fa condizionare un po' di meno dall'età che avanza e se ne sbatte un po' di più di ciò che va di moda al momento.

Questo ovviamente nel più generalistico dei discorsi, ma ho sempre avuto l'impressione che tra i metallari ci fossero molti più "duri e puri" e onestamente dopo 4 giorni di gods of metal credo di averne le prove.... ^_^

Blackswan ha detto...

@ Lozirion : Di metal nella mia vita ne ho masticato parecchio ed è un genere che adoro.Da ragazzino,avendo un carattere tendente alla malinconia mi sono identificato per un certo periodo in quella musica dark dai toni depressi ma ricca di suggestioni.Ribadisco che è il metal anni '80 a non piacermi,mentre stravedo per tutti i guppi post metal come Isis e Neurosis o per il nu metal dei Soad e dei RATM o per il metal core dei Converge.Semplicemente, mi sembrano meno banali nella loro proposta.

Bartolo Federico ha detto...

ero un rocker, dal cuore musicale molto americano.le gang dei metallari e dei dark, nella mia città molto fascista andavano in giro per menare le mani. ma per questo allora, non mi sono mai tirato indietro.insieme ai miei quattro amici, vestiti come lo Springsteen di Darkness, (venivamo anche noi dalla periferia)portavamo gli anfibi e la stella rivoluzionaria dei Clash sul petto. incazzati come eravamo, non avevamo paura di nessuno.non come adesso che ho paura di tutto a un punto tale da non riuscire più neanche a scrivere.di quei giorni rimpiango l'innocenza che avevamo è il mio amico Sal.sempre grazie per il tuo supporto killer. stammi bene.io ci provo.

Elle ha detto...

Ecco, passata agli anfibi (sempre negli anni '90) ho aggiunto anche smalto nero e impermeabile nero lunghissimo che ho portato anche per tutti i 2000. Nel '98 mi sono anche rasata i capelli e ho iniziato il viaggio nei colori, perché in fondo a me piacciono loro, mica il nero: dall'arancione, al rosso, poi bionda, poi viola, poi si sono scoloriti fino al rosa, ho tentato di tornare al castano ma sono usciti verdi, son tornata al rosso, poi di nuovo viola, infine un sobrio rosso castagna, ed eccomi di nuovo castana. Erano il mio segno di riconoscimento ;)
Il viso bianco cadaverico ce l'ho di mio, volendo anche con occhiaie profonde, ancora oggi, inoltre aggiungevo la totale assenza di sorriso accompagnato da silenzio snervante.
Nulla di culturale in me, se escludiamo la cultura del whisky ma forse non è dark?
Musicalmente dopo i Ramones e la musica disco anni '70 sono passata a quella anni '80 del precedente post, che mi ha accompagnata per tutto il periodo "dark"...questi Cure sono gli stessi di Lullaby? conosco solo questa canzone..
Comunque io gli Ottanta li ho recuperati a casaccio tra il '97 e il 2001, poi ne sono uscita.

micolforever ha detto...

sarò breve e concisa: nostalgia!
Ho rivissuto un diamante di gioventù attraverso il tuo racconto.
Buona giornata Mic

Lady Left ha detto...

Grazie a dio ho vissuto gli anni '80 in completa incoscienza, e ho vaghi ricordi di quanto racconti. Ero troppo giovane per fare qualsiasi cosa (bei tempi!), ma avrei probabilmente scelto di essere dark o punk, senza alcun dubbio, se fossi stata adolescente in quel periodo. Gran bel pezzo, comunque! Mi sono fatta una bella risata e ho riesumato certi ricordi "visti da bambina" lontani lontani parecchio divertenti :)