giovedì 5 luglio 2012

MICRODISNEY - THE CLOCK COMES DOWN THE STAIRS ( 1985 )




In un'ipotetica tenzone fra i gruppi più sconosciuti in terra italica, i Microdisney concorrerebbero senz'altro per aggiudicarsi le prime posizioni. Certo, qualche momento fugace di celebrità l'hanno avuta anche loro, a metà degli anni '80 ma comunque mai al di fuori dei confini del Regno Unito. Si trattò di ben poca cosa però, e non proporzionata agli effettivi meriti della band ( con il disco di cui si parla oggi conquistarono comunque il primo posto della classifica indie britannica ), che nonostante una discografia qualitativamente altalenante, quando giunse al top della forma, sfornò un pugno di canzoni pop connotate da una verve compositiva che suona ancora originalissima. Vale la pena, dunque, salvare dall'oblio questo "The Clock Comes Down The Stairs ", che forse non sarà un disco imprescindibile e seminale, ma che di sicuro racconta molto bene un periodo musicale in cui inizia a prendere forma il brit pop che poi, qualche anno più tardi, troverà la sua più alta espressione attraverso band come Blur, Oasis, Pulp, Suede e soprattutto nell'unico, e questo si irrinunciabile, omonimo disco dei La's. La storia dei Microdisney, che nascono come duo e diventano in poco tempo un quartetto,  sviluppa la sua trama su quel canovaccio di casualità e colpi di fortuna che ha accomunato tante giovani band in cerca di notorietà. Il cantante Cathal Coughlan e il chitarrista Sean O'Haglanquest'ultimo, in seguito, formerà gli High Llamas ) giungono a Londra dalla natia Irlanda ( Cork ). I due, che suonano in piccoli locali underground della città, vengono notati dal guru John Peel, che completa il combo con il bassista John Fell e il batterista Dave Galvin, e lo manda in sala di incisione a registrare le prime canzoni. Il suono un pò ruvido e grezzo degli esordi viene progressivamente ammorbidito, si fa più melodico e " charts oriented ", fino a confluire, in forma finalmente organica, in The Clock Comes Down The Stairs, che può definirsi, a buon ragione, il miglior lavoro dei Microdisney oltre che una piccola gemma dell' indie-pop ( il disco è pubblicato dalla mitica Rough Trade, casa discografica resa celebre per aver abbinato il proprio marchio ai lavori degli Smiths ). Le dieci canzoni in scaletta fondono  alla perfezione il suono brit della tradizione ( Beatles, Kinks ), le sensazioni musicali del momento ( Prefab Sprout e Smiths ) e soprattutto infuenze americane, con aperture melodiche che richiamano alla mente qualcosa dei Beach Boysmolto dei coloratissimi giri di chitarra che erano il marchio di fabbrica del suono Byrds. Il tutto incorniciato nelle liriche argute, raffinate e volutamente non sense  di Cathal Coughlan. Piacevolmente frizzanti e talvolta intrise di una malinconia dimessa e colloquiale, le canzoni di The Clock Comes Down The Stairs scivolano sul velluto di emozioni leggere, che non lasciano segni in profondità, ma solo un buon sapore fruttato sulle labbra. Dall'ironia iniziale di Horse Overboard al singolo giocoso Birthday Girl, dall'incedere incalzante di Genius fino all'intermezzo dai chiaro-scuri melodrammatici ma mai invasivi di Are You Happy ? che gioca a rimpiattino con la lingua smithsiana, il pop dei Microdisney segue il filo di un cromatismo assai eterogeneo ( eppure non confuso ), e fotografa una creatività compositiva che in seguito ( Crocked Miles e 39 Minutes ) non sarà mai più così sincera. The Clock Comes Down The Stairs non avrà di certo cambiato il corso della storia, ma di sicuro resta un gran bel disco ( votato nel 1989 dal quotidiano irlandeese The Sunday Tribune miglior album del decennio), grazie alla semplicità degli arrangiamenti e alla fascinosa freschezza delle composizioni. Dispiace, quindi, che di quest'opera non si ricordi quasi più nessuno e che i Microdisney siano solo il ricordo di una meteora nel bagaglio musicale di qualche incallito melomane, qual è il sottoscritto.







Blackswan, giovedì 05/07/2012

7 commenti:

face ha detto...

una piccola grande band ,grandi anche gli high llamas

nella ha detto...

La mia ignoranza a tal proposito è devastante! La cosa da notare è che moltissimi gruppi noti o meno hanno preso un'infinità di sfumature dai Beach Boys , band quasi sempre sottovalutata.... ciao Grande Black!

m4ry ha detto...

Nella vita non si può sapere o conoscere tutto: mai visti, sentiti e neanche sentiti nominare. In compenso, però, ti dirò che non appena ho ascoltato le note della prima canzone, me n'è venuta subito in mente un'altra.. http://www.youtube.com/watch?v=PlWl2XWjVs8&feature=related
Quando hai tempo, voglia e vuoi sorridere un pò, guardati il link :D !
Magari, hanno preso ispirazione proprio dai Microdisney :)
In ogni caso, il mio orecchio “basic” non riesce ad apprezzarli..sorry :(
Notte :)

Adriano Maini ha detto...

Me li ero dimenticati, ma li conoscevo! Bravi, proprio per i motivi che asseriscibtu!

Nora* ha detto...

Ti sto scrivendo dal balcone di casa mia, sono col piccì portatile, e piove a dirotto dalle 5 di stamattina, con tuoni e lampi e ... Mi arrivi tu con i Microdisney e mi rendi la giornata soleggiata!

Blackswan ha detto...

@ Face : anche gli High Llamas infatti mi piacciono un casino :)

@ Nella : nei confronti dei Beach Boys c'è un fraintendimento marchiano : si pensa abbiano fatto solo canzonette, e invece hanno rivoluzionato la storia del rock.

@ Mary : effettivamente c'è qualche assonanza.Peccato non ti piacciano,sono molto basic pop :)

@ Adriano : grande ! sei uno dei pochi privilegiati :)

@ Nora : spero che ora il sole splenda dalle tue parti più che mai :)

Overthewall91 ha detto...

Come si fa a dimenticarli.