venerdì 27 luglio 2012

MY SHARONA – THE KNACK

Quando il 14 febbraio del 2010 , all’età di cinquantotto anni, Doug Fieger muore, di lui ormai non si ricorda quasi più nessuno. Doug da tempo non frequentava i giri che contano e i mass media si erano completamente dimenticati di lui. Non era una star di prima grandezza, né un attore famoso o un romanziere da best sellers, e la notizia della sua morte venne relegata in un trafiletto  della pagina degli spettacoli di Repubblica. Succede quando da troppo tempo non fai cose memorabili. Eppure Doug meritava un ricordo migliore, perché lui, una paginetta di storia, l’aveva comunque scritta. Era un bravo musicista, non eccelso, ma nel 1979 visse una stagione di infuocato rock’n’roll come leader dei The Knack. Li ricordate i The Knack, vero ? Incisero qualche album , ma il loro successo è legato indissolubilmente a una sola hit, My Sharona, che nei mesi estivi alla fine degli anni settanta, arrivò in testa alle classifiche di mezzo mondo, hit parade italiana inclusa. Il riff della canzone, in verità, l’aveva composto  il chitarrista del gruppo, Berton Averre, molti anni prima di iniziare la sua militanza nei The Knack.




Quando Doug gli chiese se avesse qualche canzone nel cassetto da inserire nella scaletta dell’album d’esordio, Get The Knack, Berton si ricordò di quel vecchio bozzetto e lo fece ascoltare al cantante. Fieger si innamorò immediatamente del brano e mentre lo ascoltava, a cagione di quei tortuosi percorsi che talvolta la nostra memoria imbocca per riportare in vita un ricordo, Doug continuò  a ripensare a una ragazza, una vecchia fiamma del liceo, che gli fece letteralmente perdere la testa. Quella ragazza si chiamava Sharona Alperin, e, per la cronaca, è tuttora vivente ed è una nota agente immobiliare di Los Angeles. Sharona non si limitò però a essere solo la musa ispiratrice del testo ( che Fieger compose in quindici minuti ), ma si prestò anche come modella per la copertina del singolo, nella quale compare in tutto il suo ruvido splendore, tenendo sotto braccio la custodia di Get The Knack.
Chiamatelo rock, chiamatelo ( più correttamente ) power pop, chiamatelo come volete, ciò che conta è che My Sharona resta una canzona semplicemente perfetta, una di quelle che anche fra cent’anni continueranno a farci battere il cuore all’impazzata. Inizio di sola batteria, drumming in 4/4 selvaggio e pesissimo, basso a sostegno dopo sei secondi, chitarra ritmica e solista che entrano quasi all’unisono, la voce singhiozzante di Fieger che scimmiotta lo swing del grande Elvis, crescendo e ritornello con tanto di coretti. E mentre la ritmica incalza, la chitarra di Averre scalpita, tende i garretti, fa vibrare le corde con doppie pennate ( sentitelo in cuffia ), fino a quando non parte, dopo un rapido ponte, in un assolo velocissimo, quasi ansiogeno, eppure privo di sbavature, in un climax surriscaldato ma sempre sotto controllo. Ricordo che da ragazzino ero letteralmente impazzito per la canzone dei Knack. Mi alzavo la domenica prestissimo, e mi sintonizzavo su una delle prime tv private che trasmettevano video musicali. Il video di My Sharona, ovviamente, non era un granchè ( eravamo davvero in una fase germinale per quanto riguarda la musica in video ), eppure mi teneva incollato allo schermo,con la  bocca aperta e l’ orecchio tesissimo.


Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dal singolo, comprai anche l’album, che a parte quella canzone, conteneva poche altre cose di valore. Non erano dei geni i The Knack, e in seguito cercarono di ripetersi, ma senza alcuna fortuna : un’altra My Sharona non sarebbe più arrivata. Quando Fieger morì, fui uno dei pochi a ricordarmi della sua faccia da schiaffi e del suo sorriso sghembo. Uscii nella fredda mattinata invernale con Get The Knack a palla nell’ipod, guardai in alto, verso il cielo grigio e denso di nuvole, e una lacrima solitaria mi inumidì gli occhi  mentre promisi a Doug che prima o poi avrei scritto di lui. Ho impiegato più di due anni e mezzo a mantenere la promessa, e solo oggi gli restituisco ciò che mi donò con la sua My Sharona. Grazie di cuore, Doug.


Blackswan, venerdì 17 / 07 / 2012



13 commenti:

Elle ha detto...

Io questo Doug non l'avevo mai sentito nominare, mentre the Knack me li dovevo ricordare per forza, per trovarli nell'elenco di canzoni di qualsiasi karaokista che si rispetti (sotto la T o sotto la K a sorpresa), perché questa era una delle canzoni che io dovevo assolutamente cantare al karaoke - ed ero pronta ad attaccar briga se scoprivo che non era nell'elenco - invece non litigavo per chi dovesse cantarla perché la conoscevo solo io e questo rischio non l'ho mai corso ;)

m4ry ha detto...

:DDD Se te lo dico non ci credi !!Stamattina, per riprendermi dal coma di una nottata in bianco, mentre ero sotto la doccia, mi sono sparata a tutto volume my Sharona :D ..da non crederci :)
Inutile dirti che questo è un pezzo che riascolto a spot, quando mi sento spompa e ho bisogno di carburare..si, perchè questo pezzo ha il pregio di fare effetto immediatamente !
Buona serata Nick ! Bacio !

face ha detto...

te credo che era la sua musa ...con due tette cosi' ci credo!complimenti alla signora e hai knack

Evil Monkeys ha detto...

fantastico!

mr.Hyde ha detto...

Eh..commevente ricordo! grande post!

Vlad Tepes ha detto...

Coincidenza: proprio oggi ascoltavo una cover italiana di My Sharona fatta dai Mamma Non Piangere (album: Sempre avanti a testa bassa, 1980), un gruppo prog milanese non da sottovalutare ....

nella ha detto...

Dough può essere più che soddisfatto , anche dopo due anni, del tuo post... Sono sicura ti ha già ampiamente ringraziato... My Sharona ... e chi non l'ha ballata?

Adriano Maini ha detto...

Dovevo immaginarmelo che dietro quella bella canzone - che tuttora ben ricordo - c'era una trama intrigante come questa che hai narrato!

Alligatore ha detto...

Impeccabile il tuo ricordo, di "My Sharona" spesso coverizzata (anche da un gruppo underground intervistato sul mio blog, del quale ora mi sfugge il nome).

La firma cangiante ha detto...

Grandissimo post, come sempre :)

Irriverent Escapade ha detto...

Dei tanti vinili comprati sull'onda dell'entusiasmo della canzone traino, credo che questo sia l'unico "sopravvissuto", nel senso che degli altri e' sepolta anche la canzone che me li aveva fatti comprare. My Sharona resta e restera'.
The Knack per me erano ( e sono un unicum) ma ho trovato davvero emozionante il tuo ricordo in solitario di Doug.

Ezzelino da Romano ha detto...

Il grande vecchio Doug!
E' proprio vero, una sola canzone che però vale un ricordo da parte di tutti, al di là dei generi.
La sequenza batteria-basso-chitarra era veramente omicida, da film di tarantino o dei fratelli Coen ma con anni di anticipo.
Grandissimo pezzo.
A me piaceva anche perchè sulla Rai lo usavano come sigla di un ciclo di vecchi film horror degli anni 50-60, con attori come Vincent Price, Cristopher Lee, Bela Lugosi e Lon Chaney Jr.
E prima dei film, My Sharona a manetta con mia madre che sbraitava di abbassare qel cazzo di televisore e mio padre che le diceva "parla bene!".
Ma sì Doug, anche se magari non sei stato proprio una star, il tuo diritto a suonare un po' con i grandi morti del rock te lo sei guadagnato.

lozirion ha detto...

Grande, grandissimo pezzo! Di quelli che ti fanno sempre battere il tempo, un evergreen mostruoso.... ^_^