mercoledì 11 luglio 2012

PAOLO ROSSI ERA UN RAGAZZO COME NOI


Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani. Una formazione di calcio ? No, amici, questa è una filastrocca rock'n'roll, un'indimenticabile Glory Days bearzottiana, musica pedatoria per l'impresa calcistica più bella di sempre. Riff potenti, ritmica tribale e epica per invincibili. Spagna 1982 : Campioni del Mondo contro ogni pronostico, Campioni contro tutto e contro tutti, Campioni quando il calcio si declamava in versi, poesia della fatica e del genio. C'erano i due punti, i numeri dieci che illuminavano anche se si giocava al buio, le ammonizioni solo se fratturavi una tibia e gli avversari erano leggende in pantaloncini :la Germania Ovest di Rummenigge e Kaltz, il Brasile di Zico e Falcao, l'Argentina di Maradona, la Francia di Platini, la Polonia di Boniek. Non il calcio livellato e muscolare di oggi, tutto tattica e tavolino, popolato da artisti circensi specializzati in tuffi plateali alla prima scoreggetta avversaria, ma uno sport per uomini veri, o così almeno sembrava ai miei occhi di ragazzino. Tra tanti squadroni imbattibili, c'eravamo anche noi, l'Italia, un grande punto di domanda senza risposta a chiosare un recente racconto di calcio scommesse ed esclusioni eccellenti ( Pruzzo e Beccalossi ). Più o meno la stessa squadra del ''78, blocco Juve, e quel Paolo Rossi a cui Bearzot non volle rinunciare, nonostante fosse reduce da due anni di squalifica per aver scommesso su più di una partita di campionato combinata ad arte. Ma cosa andiamo a fare in Spagna ?, ci chiedevamo tutti, cosa ? Parte il primo girone, e le paure e le incertezze diventano realtà. Sfidiamo Polonia, Perù e Camerun, e cioè una formazione forte e due compagini molto folkloristiche e non certo irresistibili. Risultato ? Tre pareggi per il rotto della cuffia e un gioco di merda che più di merda non si può.Ci salvano una rete di Bruno Conti ( che De Gregori renderà immortale in La Leva Calcistica del 1968 ) e una di Ciccio Graziani, bomber noto ai più per il mitico stop a seguire, contraddizione in termini dell'abbecedario calcistico. 

Andiamo avanti a fatica, tra i lazzi della stampa specializzata, le pernacchie degli avversari e quel Paolo Rossi che non vede la porta nemmeno a farlo giocare con il binocolo al collo. Quel che accadrà dopo, però, ha dell'incredibile, è fantascienza, è il romanzo folle e stralunato di un visionario del calcio, una scheggia impazzita di imprevidibilità pedatoria nel corso già scritto di una storia sportiva il cui finale avrebbe dovuto essere noto e cristallino. Ma la vita, si sa, non è un lungo fiume tranquillo, piuttosto scorre tortuosa e schiumante come un ruscello di montagna che l'alveo trattiene a stento. Ci becchiamo Brasile e Argentina, mini girone all'italiana, passa la prima, ed è un pò come se a tutta la nazione avessero infilato un cactus nelle mutande: comunque tu ti muova, fai danni. C'è chi parte per il mare e chi rimette nel cassetto il tricolore. E' finita, dai, pensiamo alle ferie. Invece al Sarrià di Barcellona si compie il primo miracolo, altro che moltiplicazione dei pani e dei pesci. Giochiamo contro l'Argentina e nella metà campo avversaria ci sono i campioni in carica, ci sono Passarella ( dai Daniel Daniel Daniel, tira la bomba, tira la bomba ! ), Ardiles, Bertoni e l'extraterrestre Diego Armando Maradona.Fronti imperlate di sudore, respiri affannati, gambe che tremano, ma quando mai vinciamo contro questi? Ci pensa Claudio Gentile, italiano delle colonie, sguardo ruvido da camionista e piede rigido come il porfido. El Pibe De Oro non vede biglia: Gentile gli si aggrappa alla maglietta, gliela strappa, lavora di anca e di gomiti, gli resta appiccicato anche nell'intervallo, tra bicchieri di integratore salino e una fugace pisciata. Se quello prova a partire in dribbling volano calcioni sulle caviglie che rimbombano nel tubo catodico. Si gioca anche così in quegli anni : il genio fa il genio e l'operaio ci mette cuore e cattiveria. Segnano Tardelli e Cabrini, rintuzza Passarella nel finale, ma è vinta. L'Italia torna a respirare, tutti insieme, all'unisono, riempiamo le piazze della nostra gioia troppo trattenuta. 



Si pensa al Brasile e ci crediamo un pò di più: è dura, durissima, ma possiamo farcela. Al Sarrià affrontiamo i verdeoro che hanno appena battuto l'Argentina e che sono una compagine di fenomeni, gente che nel Barcellona di oggi manderebbe Messi in panchina o a lucidare le scarpette : Zico, Junior, Socrates, Falcao, Eder. Hanno una pippa in porta ( Valdir Peres ) e un gatto di marmo davanti ( Serghino ), ma gli altri nove stanno al calcio come Giotto alla pittura. Chi non ha visto la partita non potrà mai capire cosa significhi palpitare veramente. Non un match ma un thriller alla Hitchcock, cuore in gola e chiappe strettissime.Giocano bene, ma noi ancora meglio: Pablito si scatena e ne fa tre, Zoff vola ovunque, Antognoni sembra più brasiliano dei brasiliani, Conti non lo fermi nemmeno se gli spari. Si combatte colpo su colpo : Rossi, Socrates, Rossi, Falcao, Rossi, 1 a 0, 1 a 1, 2 a 1, 2 a 2, 3 a 2. Partono parecchie coronarie e a fine partita sono pochi coloro che possono dire di avere le mutande intonse. Andiamo a festeggiare in strada, di nuovo tutti insieme, perchè è semifinale e ci tocca la Polonia di Boniek, che ha eliminato Urrs e Belgio. Ma ormai siamo rilassati, in fondo al cuore lo sappiamo che si va a Madrid, che la finale è nostra. E infatti, in una partita che sembra non avere pathos, Paolo Rossi, che ormai segna di coscia, di culo, di anca, di stinco,di petto e anche di ascella, ne fa due e ci prende per mano fino al Bernabeu.




E' la sera della finale e ce la giochiamo con l'immortale Germania, una squadra che non molla mai un centimetro di campo, una palla, un minuto di gioco. Non è il Brasile, ma comunque è fortissima. Da loro, in attacco, c'è Karl Heinz Rummenigge, il giocatore che ho più amato nella mia vita. Non è ancora venuto all'Inter ( ci arriverà due anni più tardi ) e quindi è un "nemico " come gli altri. L'Italia però si veste un pò più di nerazzurro, questa volta : Lele Oriali, zio Beppe Bergomi, diciotto anni e due mustacchi da sergente d'artigleria, Spillo Altobelli, l'analfabeta del goal, che segnerà la terza rete, quella dell'apoteosi. Quell' 11luglio 1982 ero in vacanza a Villasimius, in Sardegna. Nonostante fossi piccolino, ricordo benissimo ogni secondo della partita, la gioia, i palpiti, il tricolore stretto stretto al petto.Sarà l'emozione sportiva più intensa della mia vita, superiore anche alla Champions vinta dall'Inter dopo 45 anni e a Baldini che domina la maratona ad Atene nel 2004, entrando da solo nello stadio Olimpico. La voce del grande Nando Martellini, l'arbitro Coehlo ( cazzo, questo è brasiliano e ci inculerà ) il rigore sbagliato da Cabrini a fine primo tempo ( e il bestemmione che fece impallidire mia madre ), Rossi che la butta dentro, per la sesta volta, al 56° della ripresa, l'urlo liberatorio di Tardelli e di sessanta milioni di italiani, Sandro Pertini che esulta in tribuna, Dino Zoff che alza la coppa, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo !, il golfo di Cagliari illuminato a giorno dai fuochi d'artificio, io che abbraccio tutti e mi tuffo in mare vestito, cinque chilometri a piedi all'alba per comprare la Gazzetta dello Sport, senza trovarla. Accecanti bagliori di un ricordo che oggi, a trent'anni di distanza, mi riempie il cuore di quella ingenua e fanciullesca felicità, che solo il calcio, e lo sport in genere, riescono a donarmi. Come a Madrid, l'11 luglio del 1982, ancora campioni.





Blackswan, mercoledì 11/07/2012

26 commenti:

Harley Quinn ha detto...

Ora piango! Scirea! Dentro a quel nome c'è un sacco di roba da brividi, della mia infanzia :')
Bellissimo post, Nick!

MrJamesFord ha detto...

Gran bel post, Black.
Gran bel post davvero.
Mi hai fatto rivivere quelle emozioni come se non avessi avuto tre anni e dunque ora non ricordi più una beneamata mazza.
Bravissimo.

m4ry ha detto...

E per questo post : applausi a scena aperta :))) Grande post ! Ma ci credi che mi sono commossa ??
In effetti, emozioni così forti e intense credo anche io di non averle più provate per il calcio e per lo sport in generale. Certo, ci sono stati altri momenti importanti, per la nazionale e per la nostra Inter, ma questo resterà per sempre memorabile e forse ineguagliabile. Amavo indistintamente tutti i giocatori della nazionale dell’82, anche quelli che non appartenevano alla mia squadra del cuore.
Ricordo tutto, perfettamente, e sono fermamente convinta che il mio attaccamento al calcio sia proprio la conseguenza di quei mondiali indimenticabili :)

Granduca di Moletania ha detto...

Amico mio,
ti confido che la finale l'ho vista con una "amica" tedesca in un bar sulla spiaggia frequentato al 50% da tedeschi; e quando Cabrini ha sbagliato il rigore ho scavato una fossa proprio dietro il banco dei gelati, per seppellirmici dentro.
Ma per fortuna poi è arrivato tutto il resto e quella notte non fummo noi ad affogare i dispiaceri nella birra.
P.S.: tra tutti quelli che hai citato, il ragazzo che più mi manca è quello con la pipa, di nome Sandro. Era il più in forma e il più in gamba di tutti, anche se quella sera era seduto in tribuna.
P.S. 2 : l'amica tedesca non l'ha presa benissimo.

Ti abbraccio.
Mi hai fatto venire i brividi per il ricordo (ancora vivissimo) di quella sera.

Lucien ha detto...

Che gioia e che uomini!

A Milano Marittima diversi tedeschi, ubriachi fradici, si fecero contagiare dai festeggiamenti gettandosi nella fontana con gli italiani.

Sandra M. ha detto...

Mamma mia che ricordi.Ero in città,. Allora abitavo al terzo e ultimo piano di una palazzina su una strada stretta e abbastanza centrale ....ricordo l'uscita sul terrazzo del mio dirimpettaio: era in mutande, ascellari di tipo fantozziano.....che ridere....

Lara ha detto...

L'etichetta è esatta, caro Black.
Nostalgia: per una come me, mai stata appassionata di sport, ma con un padre tifoso, quello che riporti è un pezzo di vita.
Ciao!

Elle ha detto...

Ti direi di aver capito solo tre parole di tutto il post, se non avessi scelto anche verbi di uso comune.
Io una volta ho visto Italia-Scozia circondata da tifosi inglesi, e mi sono trovata perfettamente a mio agio con loro: fissavano lo schermo serissimi, non muovevano nemmeno un muscolo all'infuori di un leggero tremolio delle labbra che, ad uno sguardo più attento, era risultato essere una risatina, e conseguente tremolio delle spalle. Se non avessi sentito l'inno all'inizio non avrei capito, dalla loro reazione, che era una partita di calcio, in ogni caso non li biasimo, io ho reagito peggio: nemmeno la risatina mi è scappata!
I tuoi post nostalgici mi piacciono sempre molto, e se alcuni non mi prendono non è colpa tua, d'altronde io nell'82 avevo altro a cui pensare, avevo appena passato un anno di merda e devo dire che la prima parziale metamorfosi in Spirito avvenne proprio allora.

Domenico ha detto...

Sono passato immediatamente per leggerti. Ho rivissuto le emozioni di allora (avevo nove anni, quasi dieci), quando per la gioia mi catapultai fuori dal bar dopo il 3-2 al brasile e rimasi impiccato alla tenda!! Portai fino alla finale i segni sul collo e le ginocchia sbucciate...
Conservo come due cimeli risorgimentali la gazzetta dello sport del 12 luglio e il numero speciale dell'Intrepido Sport con il racconto fotografico del mondiale

El_Gae ha detto...

Mi ricordo che stavo giocando a pallone in strada con il cancello come porta. Ad un certo punto la via risuona: pa parapà prapà parapapapà! All'unisono tutti ad ascoltare Mameli. "Gaetano! Inizia, 'ndemo". Mio padre che ci chiamava. Iniziava la finale.

Costantino ha detto...

QuelMundial di trent'anni fa lo ricordo minuto per minuto.
Il migliore di tutti ? Pablito,
o forse il cocciuto ma saggio e vincente Enzo Bearzoto pochi., un grand'uomo come se ne vedono pochi.

Cirano ha detto...

era un'altro calcio, per me è finito tutto con Platini....85-86 mi sembra.

Adriano Maini ha detto...

Ricordo punto per punto come ho visto le partite dell'Italia, da quella contro l'Argentina alla finale. Per una strana combinazione, almeno due in compagnie occasionali rimediate in ufficio...

francesca ha detto...

Mamma mia che ricordi.
Quella era la squadra, quello era il calcio.
Quelli eravamo noi, giovani, belli e spensierati.
Ho visto la partita a Torino, mi trovavo li per il concerto dei Rolling Stones ...ricordo ancora i festeggiamenti in una città tutta da scoprire...
Che emozioni!!

nella ha detto...

Indelebile nel tempo e nello spazio... Siam tutti figli di Bearzot!!!

Ezzelino da Romano ha detto...

Io non commento neppure, sospiro e basta.
Ho dato l'orale della maturità nel giorno della semifinale con la Polonia, pensate voi come stavo messo quando abbiamo vinto.
Comunque il calcio è davvero magico.
A distanza di quasi trent'anni, nel maggio 2010, quando la mia Inter ha vinto la Champions, mi è successa una cosa che a me non capita mai.
E quando dico mai, lo dico nel senso letterale del termine.
Mi sono uscite un paio di lacrime.
Possano gli dei conservarmi ancora a lungo caviglie e ginocchia, perchè io so che quando dovrò smettere di giocare per me saranno guai seri.
Un abbraccio a tutti, compresi i non interisti, in fondo non è colpa vostra.

Slowhand78 ha detto...

Quel calcio era poesia, nulla a che vedere con quello attuale che è solo business

Blackswan ha detto...

@ Harley Queen : nonostante sia tifoso interista, ho provato una vera adorazione per Scirea,un giocatore di una classe immensa e un vero signore.

@ MrJamesFord : grazie per le belle parole. effettivamente a tre anni si è un pò troppo piccolini per ricordare.Io ne avevo quindici ed ero già impallatissimo per il calcio :)

@ Mary : in assoluto la mia emozione sportiva più grande, anche non è stata male nemmeno la champions del 2010.

@ Granduca : il ragazzo con la pipa manca moltissimo anche a me.Oggi, servirebbe davvero uno come lui. Spero, poi, che tu abbia potuto consolare l'amica tedesca :)

@ Lucien : potere del calcio, che se rimane gioco unisce invece che dividere.:)

@ Sandra : mitici mutandoni ascellari ! Li protava sempre anche mio nonno.E quando ero piccolo, mia mamma li comprava anche a me :)

@ Lara : ci sono ricordi che è piacevolissimo riesumare :)

@ Elle : ma i tifosi inglesi per chi tifavano ? Per l'Italia immagino :) Calcio e 1982 non sono un granchè come abbinata, mi par di capie.ne terrò conto per il prossimo :)

@ Domenico : mannaggia,io la Gazza del 12 luglio non ce l'ho.Uscìì prestissimo per comprarla, ma ero in un posto sperduto e quando arrivai dal giornalaio,la quattro o cinque copie a disposizione erano già state vendute.Fu un vero cruccio.Anche perchè tutte le altre gazzette storiche le conservo.

@ El Gae : un bel flash back che abbina calcio giocato a calcio in tv.Il senso massimo dell'esistenza :)

@ Costantino : Bearzot un grandissimo uomo,quanti ne vorrei di gente così nel calcio !

@ Cirano : da interista, lo dico sinceramente, avevo una passionaccia per Michel, giocatore meraviglioso e uomo di grande intelligenza.

@ Adriano : a volte ci si arrabatta con compagnie tirate su all'ultimo minuto ( a me è successo un sacco di volte ) e magari ci si diverte molto di più :)

@ Francesca : Rolling Stones e mondiale ! Il giorno più bello della tua vita, più o meno :)

@ Nella : Tutti figli di quella mitica nazionale :)

@ Ezzelino : quando zanna ha alzato la Champions due lacrimucce sono scese anche a me :)

@ Slowhand : e oltre a essere businness, si vede una partita divertente ogni morte di papa...

...Domani è comunque un altro giorno ha detto...

Ehi era talmente avvincente anche se: 1)nell'82 non ero nemmeno un'ipotesi 2)di calcio me ne freghi ben poco
che l'ho letto tutto d'un fiato ;)

Elle ha detto...

Riprova con calcio e 2006. Al 2006 son legati ricordi così belli che per un attimo ho accettato l'esistenza.. anzi il concetto stesso di nazionale di calcio :)

Irriverent Escapade ha detto...

oh oh, io mi ricordo anche di Argentina 78...
Ma l'82 è stato il Mondiale. Un mio amico francese mi scriveva (una lettera, cartacea, spedita alla posta...) "mi spiace per l'Italia che non andrà molto avanti in questo campionato..".
La finale l'ho vista a Londra, non mi ricordo più quanti gesti dell'ombrello ho fatto all'indirizzo del caro Didier, abbacchiato oltreManica.
E il bagno notturno nella fontana e il presentarmi a scuola, l'indomani con un introvabile paio di clark verdi (le conservo ancora, gosh), pantaloni bianchi e tee shirt rossa: inguardabile ma campione del mondo, campione del mondo, campione del mondo.....

lozirion ha detto...

Heila bro! Ogni tanto risorgo pure io....

Ecco, io nell'82 ero ancora soltanto un'idea nella testa dei miei genitori, e nonostante anche io abbia visto l'Italia sul tetto del mondo 6 anni fa ho sempre avuto la sensazione che quell'Italia, quella di Madrid, fosse qualcosa di diverso, qualcosa di più (Se mi chiedi la formazione che ha vinto nel 2006 non credo di sapertela ripetere, quella dell'82 dopo 30 anni la gente ancora non l'ha dimenticata).... Ho visto e rivisto quella finale nelle videocassette un numero imprecisato di volte, e l'idea che ho dello sport è tutta racchiusa lì, cuore, passione e niente fronzoli, niente atteggiamenti fighetti o altre cazzate dello sport di oggi e del calcio in particolare, e poi Pertini che si alza in piedi per esultare, e che nel viaggio di ritorno gioca a carte sull'aereo, un risvolto umano che a pensarci bene è simbolico non poco....

Un mio vecchio compagno di squadra di quando giocavo a basket quando vedeva che non ci mettevamo abbastanza grinta in partita ci ripeteva "si vede che siete nati dopo l'11 luglio dell'82", e probabilmente aveva ragione....

Blackswan ha detto...

@ Domani : felice di essere riuscito ad abbattere i due ostacoli insormontabili :)

@ Elle : quello del 2006 è stato un mondiale che non mi ha dato alcuna felicità.forse perchè quell'anno non è stato un granchè per me.:)

@ Irriverent : ricordo anche quelli del '78.Mia madre mi svegliava nel cuore della notte per vedere le partite.Io mi mettevo davanti al televisre e lei tornava a dormire.Grande mondiale anche quello :)

@ Lozirion : bella ( e vera ) la battuta del tuo amico.Ma credo che dipenda dal fatto che la vostra generazione abbia visto più divano e televisione della nostra :)

Elle ha detto...

Allora non ho altre date utili, rinuncio al calcio, ho deciso :D

Irriverent Escapade ha detto...

Uhm, la mamma che ti sveglia nel cuore della notte per vedere le partite tornandosene poi a letto...sembra una punizione, ah ah .
Io me li ricordo anche perche' segnarono il mio primo incontro da collezionista con le mitiche figu panini dei calciatori..

Ernest ha detto...

mamma mia
quante volte ho provato a imitare Tardelli, quell'urlo fa venire ancora i brividi ogni volta che lo vedo