mercoledì 24 ottobre 2012

22/11/63 - STEPHEN KING



Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spazio temporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia. 
Confesso di non aver letto molto di Stephen King : non sono mai stato attirato dal genere e ho sempre avuto l'impressione che dietro il celebre narratore si celassero uno o più ghost writers ( cosa che a mio avviso è molto probabile quando si supera una certa soglia di best-sellers venduti in poco tempo ). Ciò nonostante, non sono riuscito a resistere al richiamo di questo 22/11/63 :ero troppo interessato agli avvenimenti che fecero da cornice all'omicidio di JFK ed ero troppo invogliato dalle numerose critiche positive lette in proposito. E devo dire che, questa volta, lo scrittore di Portland mi ha davvero convinto: il nuovo romanzo di Stephen King è infatti un capolavoro della letteratura d'intrattenimento. Non stiamo ovviamente parlando di un libro di Tolstoij o di Hemingway, di quelli cioè che fomano e decidono, ma di un romanzo talmente appassionante da indurre, una volta finito, a quella strana e amara sensazione di perdita che si prova ogni volta terminata una lettura che ci ha fatto compagnia, divertendoci e coinvolgendoci. La bellezza di 22/11/63 risiede nel fatto che le 780 pagine del libro ( tradotte magnificamente da Wu Ming 1 ) spaziano tra una pluralità di generi senza che l'intelaiatura della narrazione perda la propria omogeneità ed efficacia. Potrei infatti dirvi che 22/11/63 è un thriller al cardiopalma e i numerosi ( e ben dosati ) colpi di scena mi darebbero senz'altro ragione; oppure, potrei parlare di 22/11/63 come di un romanzo storico, tanto è meticolosa e accurata la ricostruzione che King fa dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy e degli anni ( dal 1958 al 1963 ) in cui la vicenda si svolge; o perchè no, senza il rischio di incorrere in errore, potrei semplicemente inquadrare questo romanzo nel genere fantascentifico, visto che il prius logico della vicenda è un varco spazio temporale che richiama alla mente del lettore Zemeckis e il suo Ritorno al Futuro ; e per concludere, non sarebbe poi tanto peregrino nemmeno cogliere l'essenza della narrazione nell'appassionata storia d'amore che lega il protagonista, Jake Epping, alla bionda e tormentata Sadie. In 22/11/63 c'è tutto questo e qualcosa in più. Ma forse, a prescindere dai generi citati, il romanzo di King consta soprattutto in una riflessione etica e filosofica su un'umanità perennemente in balia delle logiche incomprensibili del bene e del male, e sulla Storia, intesa come un meccanismo di eventi (ir)ripetibili, i cui ben oliati, ma fragili, ingranaggi legano passato e futuro in un disegno, la cui natura ( forse ) è divina. Nonostante la ponderosa lunghezza, 22/11/63 è una lettura veloce e avvincente, ricca di emozioni fino all'ultima pagina, quando, dopo tanto palpitare, riserva al lettore un finale agro-dolce al "rallenty" in grado di commuovere fino alle lacrime.
La trasposizione cinematografica del libro è prevista a fine 2013 per la regia di Jonathan Demme.
 
Blackswan, mercoledì 24/10/2012

16 commenti:

Nico Donvito ha detto...

Non è il mio genere. Cominciai a leggere Cell, ma dopo un pò di mostri cambiai libro:)
P.s. naturalmente non per la paura, ma per la mancanza di un minimo di realtà...

Lorenzo ha detto...

Certo che nel Maine ne accadono di cose strane. Se io potessi tornare al 1958 andrei dai miei genitori e li convincerei che un figlio è più che sufficiente. Sono del '59.

La firma cangiante ha detto...

Io di King ho letto parecchio e trovo che lo scrittore del Maine abbia un talento gigantesco. I suoi successi si sono alternati con prove a dir poco fiacche (leggi anche gran cagate), però le opere riuscite, a prescindere dai generi, sono letture impagabili.

Per la questione del ghost writer l'idea è venuta più o meno a tutti credo, la verità probabilmente non la sapremo mai.

E ora giù a perorare la solita e meritevolissima causa. Ti interessa il periodo storico? Ti affascina la vicenda Kennedy con tutti i suoi retroscena?

Bene, IMPERATIVO leggere American Tabloid di James Ellroy. Se l'hai già letto puoi sempre rileggerlo altrimenti DEVE essere la tua prossima lettura.

Ne riparliamo tra un mesetto, massimo due (sono buono, ti sto dando parecchio tempo). :)

:) :) :)

Adriano Maini ha detto...

American Tabloid mi ha affascinato. Spero che tu abbia ragione per questo libro di King.

cristiana2011 ha detto...

Letto tutto.Sono una fan.
Ovviamente, come dice 'La firma cangiante', neanche le sue ciambelle sono riuscite tutte col buco, ma alcune sono una delizia.
Non credo abbia un ghost writer, il 'parolaio' è lui : ha una facilità estrema di scrivere, ho fatto dei confronti e il suo stile è inconfondibile. Se ti capita leggi le sue raccolte di racconti.
Non è di Portland, è di Bangor e posso assicurartelo, perchè sono stata fino a casa sua.
Ci ho fatto anche un argomento.
Grazie per questo post.
Buonanotte
Cristiana

Zio Scriba ha detto...

Non mi considero un kinghiano in senso stretto, ma provo una certa, sincera, ammirazione. E non dimentico che da due suoi racconti e da un suo romanzo sono stati tratti tre film (diversissimi fra loro) che considero meravigliosi: Stand by me, Misery e Le ali della libertà.

Beatrix Kiddo ha detto...

King (come Woody al cinema) ha spaziato da capolavori ha sonore boiate, l'ultimo "Cell". Questo l'ho regalato ad un paio di amici che me ne hanno parlato molto bene deovo dire, ma io non l'ho ancora letto, però mi incuriosisce molto, vedrò di recuperare.

Ernest ha detto...

non l'ho letto ma mi attira...

metiu (casalingo disperato) ha detto...

non sapevo di questo libro e mi hai fatto venire voglia di leggerlo. peraltro demme è un bravo regista, quindi si può sperare anche in una buona trasposizione.
ciao black :)

piesse: se ti va un'altra divagazione nelle terre di stephen king ti consiglio "le notti di salem"

Ezzelino da Romano ha detto...

King è un grande, la triade citata da Zio Scriba fa di lui uno scrittore senza dubbio non limitato ad un genere.
Comunque, nel suo genere primario, che è l'horror-fantasy, per me il suo capolavoro è It.

Elle ha detto...

Uno dei miei primi amori, King, e le sue capacità, a quanto pare, si son riunite in questo libro di cui non sapevo nulla. Non ho mai pensato che qualcun'altro scrivesse per lui, semmai che scrive benissimo, e l'ho capito dal fatto che il genere fantasy e horror non mi hanno mai attratta, eppure certe storie, raccontate da lui, sono verosimilissime. Ha scritto anche un libro sul mestiere di scrivere, ma è sempre irreperibile perciò non ti posso ancora dire quale sia il suo segreto ;)
Forse questo 22/11/63 è una buona occasione per tornare a lui e farmi perdonare l'assenza. Segnato :)

Blackswan ha detto...

@ Nico : nemmeno a me piacciono mostri e fantasy.Però, nello specifico è solo lo spunto a essere fantascentifico,mentre lo svolgimento del romanzo è assolutamente credibile e reale :)

@ Lorenzo : la battuta è formidabile :) Anche io ho una sorella che è figlia unica :) C'è un bel disco dei Gaslight Anthem dedicato al '59 : The '59 Sound.Può interessare ? :)

@ Firma : pensa che me lo ha consigliato un amico proprio l'altra sera quando gli ho parlato del libro di King.Non l'ho letto e, ovviamente, sarà il mio prossimo acquisto in libreria.:)

@ Adriano : non pretendo di avere ragione.Ma secondo me, se lo leggessi, ne resteresti affascinato :)

@ Cris : mi ha fregato wikipedia.Sono andato a cercare il luogo di nascita di King e mi hanno venduto Portland.'Tacci loro! :)

@ Zio : tre bei film, non c'è dubbio.Io ho una vera predilezione per Stand By Me, che ho visto almeno tre volte. Il mio film preferito tratto dai suoi libri resta però la Zona Morta.

@ Beatrix : fattelo prestare, perchè davvero molto bello :)

@ Ernest : se hai un pò di tempo a disposizione, la lettura merita assolutamente.

@ Metiu : Demme è un grandissimo.Sto aspettando di beccare da qualche parte il suo documentario su Avitabile uscito quest'anno. se mi dovesse capitare di ritornare su King, terrò buon conto del tuo consiglio :)

@ Ezzelino : non ho mai letto IT, ma me ne hanno parlato bene in molti. Quando andrò in pensione, mi leggerò tutta la sua bibliografia :)

@ Elle : sono superconvinto che non te ne pentirai :) per quanti riguarda i ghost writers io continuo ad avere dei dubbi :)

La firma cangiante ha detto...

Grande Black!

nella ha detto...

King , un contrasto vivente, tanto da credere a più ghost writers.
Ma forse è appunto questo contrasto di temi trattati , che lo scrittore affascina, ma spesso delude.
Si passa da un capolavoro( Stand by me in primis film compreso...), a futili racconti dell'orrore.
Ma un pregio lo ha sempre , quello di farci andare avanti velocemente nella lettura per scoprire la pagina seguente.
E anche in questo sta la sua grandezza!
Come sempre ,ottimo post ...
Smack!!!!!

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

jonathan demme alle prese con stephen king?
potrebbe essere un eventone cinematografico del prossimo anno!

Luciano Larosa ha detto...

Come altri che hanno qui commentato non sono un seguace di King.Non amo il genere horror, tantomeno in un adattamento fantasy. Ma ogni tanto l'autore sa entrare nella sua personale "buca del coniglio" ed estrarne qualche capolavoro. Come i romanzi da cui sono tratti Le ali della libertà o Il miglio verde. E questa opera appartiene a quel genere. Bello, entusiasmente, intrigante, commovente. Assolutamente consigliabile. Forse solo leggermente prolisso nella sua parte centrale, riesce però a tenere incollato il lettore alle sue pagine. Leggetelo!