venerdì 2 novembre 2012

COVERLAND




AC/DCIF YOU WANT BLOODMARK KOZELEK

All’inizio degli anni ’90, il mondo del rock è concentrato sul suono di Seattle e il grunge imperversa in tutto il mondo, grazie a gruppi leggendari come Nirvana, Pearl Jam e Alice In Chains. C’è però anche un’altra realtà musicale che sta prendendo forma e va sotto la definizione assai evocativa di slowcore o sadcore. Alfieri di questo nuovo suono, sono gli American Music Club e, soprattutto, i Red House Painters, capitanati da un giovane dal passato turbolento, chiamato Mark Kozelek ( che in seguito diventerà un’icona della scena alternativa grazie al nom de plume di  Sun Kill Moon ). Il primo disco dei Red House Painters, Down Colorful Hill, non solo è un capolavoro assoluto ma rappresenta il vero e proprio manifesto artistico dello slowcore : musica depressa e colloquiale, languori folk da camera, elogio della lentezza e del sonnambulismo.




Non una musica per tutti, difficile da afferrare ( nonostante alcuni richiami a Nick Drake e Leonard Cohen ) perchè troppo intimista, ma estremamente suggestiva. Kozelek è un poeta malato di malinconia, il suo rock è una cantilena affabulante in cui accordi e parole inchiodano l’ascoltatore al fascino di un dolore che sembra non avere eguali. Quando i Red House Painters, dieci anni più tardi, sono ormai alla fine del loro percorso artistico ( l’ultimo album datato 2001 si intitola Old Ramon ) e prima di dare vita al progetto Sun Kill Moon, Kozelek si prende una pausa solitaria e registra What’ Next To The Moon, un album tributo agli Ac/Dc di Bon Scott, composto da dieci covers di canzoni prese dai primi dischi del gruppo australiano. Un disco strano e controverso ( la critica si divise tra detrattori ed entusiasti  ), ma di sicuro molto originale, dal momento che le canzoni degli Ac/ Dc vengono spogliate di qualsivoglia palpito elettrico, e acquistano una veste intimista a dir poco inaspettata. La più affascinante fra tutte queste covers è la reinterpretazione di  If You Want Blood, in cui Kozelek trasforma un selvaggio e sudatissimo rock’n’roll in una preghiera sussurrata al confessionale.  In memoria di Bon Scott.



Blackswan, venerdì 02/11/2012
 

8 commenti:

Bartolo Federico ha detto...

alla memoria di un vero rock'n'roll heart.

Evil Monkeys ha detto...

Sicuramente una delle canzoni più riuscite dell'album, anzi direi la migliore.

Elle ha detto...

Nick Drake mi piace :) sì sì, qui c'è solo un richiamo, cioè in questo nuovo genere, voglio dire nuovo per quei tempi.
Fa impressione sentire due versioni così diverse della stessa canzone, e questo Kozelec l'ha resa completamente diversa (per le mie orecchie, chissà se l'avrei riconosciuta senza saperlo).
Bon Scott è uno famoso che dovrei conoscere? No? Bene, infatti non lo conosco.

Irriverent Escapade ha detto...

Altra operazione di straordinario coraggio. Se Elle non conosce Bon Scott, acciripicchia, io non sapevo chi fosse Kozelec (prima della mutazione...). Comunque sia, uno con un fegato cosí (vedi il gesto?) per osare mettere le mani nei sacri martellamenti elettrici degli AC/DC.
Qui poi si va su uno dei terreni che amo visto che If you want blood è il mantra di apertura nella mia personale battaglia contro il tapis roulant.
Quindi "in guerra" continuano a vincere gli AC/DC ma per la quiete dopo la tempesta, ho voglia di andare a cercare questo What:s next to the moon...

Irriverent Escapade ha detto...

Recuperato e ascoltato gli AC DC ri letti da Kozelec....lodevole lavoro, incredibile trasformazione....ma alla lunga rischio "l'effetto-Fay" ;-)

Evil Monkeys ha detto...

Lo ha già giustamente detto il killer, ma mi sento di ribadirlo per l'ammirazione che provo verso l'autore: chi non conosce Kozelek non si fermi a What's next to the moon (che di fatto è un divertissement curioso e assai personale) ma si butti a corpo morto sui Red House Painters!!! (dimenticando completamente il sempre grande Bon Scott e la sua Gang)

Irriverent Escapade ha detto...

Consiglio prezioso...ma curiosando in cerca di What's next...ho scoperto anche i Red House Painters: devo solo decidere se buttarmici a corpo morto o prenderli a piccole dosi ;-)

Blackswan ha detto...

@ Bartolo : Bon Scott era pazzo e selvaggio, ma cantava da Dio :)

@ Evil Monkeys : concordo, ovviamente :)

@ Elle : Si, Bon Scott è uno famoso e dovresti conoscerlo : è il primo cantante degli Ac/Dc, poi sostituito ( bene ) da Brian Johnson.:)))

@ Irriverent e Evil Monkey : Le covers degli Ac/Dc sono un'operazione interessante, che si ascolta molto volentieri e che in qualche misura dimostra come è bello giocare con le note quando si ha fantasia. Ma come suggerito dal buon Evil, i red House Painters erano tutta un'altra cosa. Non perderti Down Colorful Hill: è un capolavoro imprescindibile :)