martedì 18 dicembre 2012

JAN GARBAREK & THE HILLIARD ENSEMBLE - OFFICIUM



Officium è uno di quei dischi che, purtroppo, vivono relegati nell'ambito elitario e difficilmente accessibile della musica colta. E ciò, nonostante sia a tutt'oggi il titolo più venduto del catalogo ECM, casa discografica specializzata in musica classica e jazz d'avanguardia. Un vero peccato, perchè il frutto della collaborazione fra il grande sassofonista norvegese, sperimentatore onnivoro fra jazz, classica e folk, e l'Hilliard Ensemble, quartetto vocale britannico in attività dai primi anni '70, è considerato dalla critica uno dei massimi capolavori del secolo scorso. Officium ( pubblicato nel 1994 ) non è un'opera di facile assimilazione, e su questo non ci piove, dal momento che plasma, attraverso l'improvvisazione jazz, una materia antica, che è quella dei canti liturgici in latino, risalenti nello specifico a un'epoca che va dall' XI al XIV secolo. Una musica (vengono recuperati brani di Magister Perotinus, Christobal De Morales, Pierre De La Rue, oltre a canti gregoriani e composizioni anonime) che noi, ascoltatori moderni, siamo soliti assimilare alle atmosfere cupe e catacombali del medioevo, e ad anni in cui l'arte era sottoposta al giogo del pregiudizio, della superstizione e dell'oscurantismo cristiano. L'accuratissimo studio filologico che sta alla base del disco (nitido è il delinearsi del percorso storico intrapreso dalla polifonia vocale nei secoli presi in considerazione) e le improvvisazioni di Garbarek, architettura perfetta di pause, silenzi, toni acuti e note lunghissime, liberano invece la musica sacra dalla pesantezza dei paludamenti gotici e consentono alle note un'ascensione spirituale che avvolge l'ascoltatore di una beatitudine sonora privata di ogni inquietudine religiosa. La fascinazione che nasce dall'ascolto non è mai univoca o prevedibile. Il sax di Garbarek ( tenore e soprano ) e le quattro voci dell'Hilliard Ensemble ( due tenori, un baritono e un controtenore ) si inseguono, si cercano, si incontrano, si amalgamano stratificandosi e sovrapponendosi, e talvolta si contrappongono, in un gioco di rimandi e immedesimazioni, ora vestendo i panni di una profana sensualità, ora quelli di una sacralità pura e incontaminata. Sta proprio nelle numerose dicotomie presenti nel disco la meraviglia di un'opera che attinge dagli opposti per creare un unicum svincolato da ogni precisione temporale. Tutto in Officium sembra confliggere : l'approcio laico e storico del musicista moderno e brani radicatissimi, per indole e destinazione, in un passato religioso e antico; il rigore matematico della composizione e la sbrigliata fantasia dell'improvvisazione; l'incontro fra la tradizione orale della polifonia medievale e una realtà jazz, relativamente recente, nata dopo che la musica ha assunto definitiva forma scritta. Le contraddizioni sono però solo apparenti e l'amalgama è di una perfezione sublime. In ogni brano, incanta il respiro salvifico del sax di Garbarek : sinuoso, visionario, intenso, eppure sempre misurato, virtuoso, mai eccessivo o ingombrante. E l'ascoltatore fluttua a mezz'aria, trasportato in un universo parallelo, ove tutto è mistero, incanto, trascendenza.




Blackswan, martedì 18/12/2012

9 commenti:

face ha detto...

artista unico.mi ricordo un concerto 16 17 anni fa visto con mio padre...grandioso

Silvano Bottaro ha detto...

Grande disco, grande musicista, grande uomo. :)

Evil Monkeys ha detto...

Bella segnalazione. Grazie!

gioia ha detto...

Invita al pensiero...alle riflessioni...

Viktor ha detto...

Ho provato ad ascoltarlo una decina di anni fa, ma il risultato non è stato molto positivo. Dovrei riprovarci.

mr.Hyde ha detto...

Garbarek è un grande musicista! Segnalo anche, questa volta con Jarret e la String Orchestra di Stoccarda,' Arbour Zena', anche questo album di grande intensità.

giacy.nta ha detto...

La musica è una sorta di internazionale del pensiero: tutto vi confluisce e i confini perdono il loro senso. L'aspirazione a liberarsi della prigionia del limite è religiosa e laica, è di tutti. :)
Ciao!

Blackswan ha detto...

@ Face: non male come esperienza...

@ Silvano: Tutto vero...e questo disco e' fantastico.

@ Evil: E' un piacere!

@ Gioia : aiuta a divagare :)

@ Viktor: con gli anni i gusti cambiano. A me per un Po' di tempo non è piaciuto Aqualung dei JT. Ora mi piace un botto.

@ Mr. Hyde : me lo segno, di sicuro.

@Giacy.nta : internazionale del pensiero... mi segno anche questa :)

Massi ha detto...

Gran disco!!! Ho avuto modo di ascoltarlo grazie ad un mio amico e mi ha folgorato!!