lunedì 10 dicembre 2012

STEVIE RAY VAUGHAN – THE FIRE MEETS THE FURY




E’ la fine di novembre del 1989. Due icone del chitarrismo rock blues, Steve Ray Vaughan e Jeff Beck, condividono il palco per un tour che è epico fin dal titolo : The Fire Meets The Fury Tour. Nove mesi più tardi, il 27 agosto del 1990, all’età di soli 35 anni, Vaughan perirà in un incidente aereo : l’elicottero che  dovrebbe trasportare il chitarrista dal Wisconsin a Chicago, precipita subito dopo il decollo a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Il valore di questo cd è pertanto intrinseco, dal momento che raccoglie materiale derivante da due degli ultimi concerti del grande artista texano: una prima parte registrata il 28 novembre al Tingley Coliseum di Albuquerque, New Mexico, in cui Vaughan presenta prevalentemente le canzoni di quello che sarà il suo ultimo disco in studio, In Step ; una seconda parte, registrata la sera successiva al McNichols Arena di Denver, Colorado, in cui il chitarrista alterna classici del proprio repertorio (Cold Shot e una chilometrica Life Without You) a riletture incendiarie di due evergreen della letteratura rock : Superstition di Stevie Wonder e Voodoo Chile di Jimi Hendrix. Il titolo di questa raccolta è assai esplicativo del contenuto del cd : un’ondata di sferragliante rock blues in cui la magica chitarra di Stevie Ray Vaughan è protagonista assoluta per settanta minuti di perfetto live act. The Fire Meets The Fury (ma recuperate anche lo straordinario Live Alive del 1986)  testimonia lo spirito e l’energia che animava la musica del grande chitarrista, qui colto nel momento di massima gloria : blues texano, assoli interminabili e pirotecnici ( nella conclusiva Voodoo Chile lo scarto con Hendrix è ridotto al minimo) e il marchio di fabbrica, costituito dall’inconfondibile swing di fraseggi adrenalinici e ritmica indemoniata. Un suono, quello di Vaughan, che ha formato schiere di alunni (Eric Sardinas e Kenny Wayne Sheperd su tutti), ma che resta unico, grazie a quella Fender Stratocaster “ taroccata “, montando sul manico corde di dimensioni ben più grandi della norma. Per chi volesse conoscere un po’ più da vicino Vaughan, The Fire Meets The Fury è il disco perfetto ; per coloro che, come il sottoscritto, possiedono già l’intera ( e corposa ) discografia live, questo cd altro non è se non la riprova della grandezza di un mito.

VOTO : 9  



Blackswan, lunedì 10/12/2012

18 commenti:

Irriverent Escapade ha detto...

I casi della vita. O della morte. Conoscevo SteveRay Vaughan ma per ascolti che definirei "sporadici e casuali" . Ho approfondito chiedendo in prestito ad un amico i suoi vinili, proprio in occasione della sua morte...

PS non so perchè ma ero certa che tu ne possedessi la discografia completa ;-)

Blackswan ha detto...

@ Irriverent : penso dipenda dal fatto che sono un impenitente rockettaro ;)

SazioZero ha detto...

Una leggenda tra i chitarristi.

Massi ha detto...

Anche se ormai ho smesso di somigliare a qualcun altro da un pò, il suo modo di suonare mi influenza ancora parecchio.C'ho provato a suonare come lui e con lo stesso set, ma è stata na faticata non da poco

gioia ha detto...

Anche queste sono storie...e io amo le storie...

Blackswan ha detto...

@Saziozero: uno tra i piu' grandi di sempre.

@ Massi : non oso nemmeno immaginare il casino...

Blackswan ha detto...

@ Gioia : mi fa piacere che le mie storie ti piacciano :)

Bartolo Federico ha detto...

uno sconosciuto Stevie Ray venne a Messina per un festival jazz.nessuno sapeva chi fosse quel tizio strampalato e solitario, se non qualche adetto ai lavori. a quel tempo lavoravo(gratis) per una radio locale. quando dietro le quinte vidi questo tizio che beveva come una spugna con una chitarra in mano, non potei fare a meno di avvicimnarmi e parlottare con lui nel mio stentato inglese.ha suonato dei blues mentre bevevamo birra a go-go. finii ciucco come non mai.per me un re del blues ciao stevie mi manchi.grazie black, per averlo ricordato.

Evil Monkeys ha detto...

Vidi la chitarra di SRV ad una mostra a Bologna anni fa: solo lei era già uno spettacolo. Nella teca di fianco c'era una Fender candida di Jeff Beck. Altro spettacolo.
Un CD sicuramente dirompente!
PS: bella Fede, ubriaco con SVR!!

Blackswan ha detto...

@ bartolo : Bellissma storia. Sbronzarsi con SRV ! io che mi sbronzo volentieri con chiunque, avrei toccato il cielo con un dito ( meglio, con un gomito ):)

@ Evil Monkeys : un binomio che farebbe venir voglia di rubare. Altro che Gioconda :)

Bartolo Federico ha detto...

mi hai fatto ridere alla grandissima.
ma ancora non mi hai detto se la compri questa benedetta chitarra. io ti consiglio una fender telecaster.(quella di Bruce)

evil, so che non si fa. ma se potevi le avresti rubate quelle chitarre? io si ciao

I E ha detto...

@Black. Ovvero assolutamente irrecuperabile!
XXX

Massi ha detto...

@Blackswan: Il problema non è tanto suonare nello stile di,ma renderlo credibile senza essere SRV perchè non è solo questione di corde e chitarre

Blackswan ha detto...

@Bartolo: a me piace tanto il suono della gibson les paul. Ma devo aspettare di concludere la carriera di allenatore prima di iniziare a suonare. Il tempo e' poco, ahime...

@ Irriverent : Temo tu abbia ragione :)

@Massi : ineccepibile considerazione :)

I E ha detto...

@ Black: I know it...:-)

Massi ha detto...

@Blackswan:Ecco perchè ho deciso di avere un mio stile,troppo faticoso copiare gli altri

El_Gae ha detto...

L'ho scoperto, casualmente (il primo anno di università avevo trovato a Padova un negozio che vendeva dei bootleg fantastici) su un Live comprato a 2000 lire.
Mi ha stregato il suo modo di usare la chitarra. Ho studiato anche a fondo il suo stile ma non ce n'è: dare eleganza ad una mano che picchia duro è affare per i grandi.

Evil Monkeys ha detto...

Le foto fanno un po' pena, ma spero rendano l'idea...
Foto
Non vorrei dire castronerie ma penso che pezzi del genere vengano da collezioni private di gente come Red Ronnie e/o Dodi Battaglia...