domenica 6 gennaio 2013

CAN’T FIND MY WAY HOME – BLIND FAITH



Due geni (Eric Clapton e Steve Winwood), un solo disco, sei mesi di vita. La storia di uno dei più noti supergruppi della storia potrebbe essere riassunta più o meno così. Se non fosse che l’unico album rilasciato dalla band è tanto bello da essere entrato nella leggenda. Un merito, questo, che va attribuito non solo a un filotto di canzoni strabilianti, ma anche a una infuocata querelle a proposito della copertina originale del disco. Veniamo ai fatti. E’ il 1969. Clapton molla i Cream e Winwood da l’addio  ai Traffic. I due si stimano e decidono di collaborare. Entrano negli studi Morgan di Londra, e insieme a Ginger Baker (batterista dei disciolti Cream) e Rick Grech (bassista dei Family), iniziano a provare nuovi pezzi, dando vita peraltro a lunghe ed emozionanti jam (le jam di quelle sedute di registrazione le trovate nella versione deluxe dell’album, uscita nel 2001). Dopo un paio di mesi di tournè, a settembre del 1969 esce l’album, e a dicembre, un Clapton sempre più svogliato e già pronto per nuove avventure, saluta tutti e abbandona il progetto, decretando ufficialmente la fine della band. Tra le cose migliori del disco (le canzoni a dire il vero sono una più bella dell’altra), meritano una menzione Precence Of The Lord , partorita da Slowhand e senza dubbio una delle sue composizioni più riuscite di sempre, e soprattutto, Can’t Find My Way Home, classico intramontabile a firma Winwood. Quest’ultima è una ballata acustica dagli accenti quasi country, impreziosita dal drumming inusuale di Baker e dalla voce morbida di Winwood  intrecciata magicamente con gli arpeggi acustici di Clapton (nell’ edizione deluxe del 2001 è presente anche una versione elettrica del brano). 

Stupisce, quindi, che di fronte a un livello compositivo così alto (Can’t Find My Way Home nel corso degli anni è entrata nell’immaginario collettivo ed è stata reinterpretata con devozione da decine di artisti, tra cui- addirittura- i Black Label Society) il primo e unico album dei Blind Faith sia divenuto celebre anche,e forse soprattutto, a causa della copertina. Quando esce l’album, infatti, si grida immediatamente allo scandalo : la cover del vinile raffigura una ragazzina a seno nudo che tiene in mano un modellino di aereoplano di forma chiaramente fallica. Si sprecano le accuse di pedofilia nei confronti della band e la copertina è censurata tanto in America che in Inghilterra. La scelta di una cover tanto scandalosa aveva ovviamente solo fini commerciali e nacque da un’intuizione del fotografo Bob Seidelman, che convinse una studentessa di undici anni (previo consenso dei genitori) a posare nuda in cambio di un pony. Tuttavia, come spesso succede in questi casi, la letteratura rock si arricchì di numerose leggende, alcune delle quali davvero astruse. Come quella, ad esempio, che la giovinetta ritratta sull’album fosse una groupie dei Blind Faith ridotta in schiavitù dai membri della band.





Blackswan, domenica 06/01/2013

17 commenti:

Evil Monkeys ha detto...

Epoche da Supergruppi!
Tanta classe, a volte poca spontaneità; però questo disco è niente male!

Badit ha detto...

Avevo (quasi)dimenticato la bellezza di CAN’T FIND MY WAY HOME...un tuffo nel passato, ogni tanto ,non fa male :)

Irriverent Escapade ha detto...

Steve Winwood. Una sola parola: LOVE.
Ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con Clapton ma Steve...potrebbe rifare Old McDonald e io so che sarebbe grandioso.
Grazie Grazie Grazie....vado e ascolto in religioso silenzio.
Grande domenica, Black :-)

m4ry ha detto...

Wow ! Can’t Find My Way Home ...pezzo SPLENDIDO ! Cerco subito il disco..
p.s. diciamo che in realtà, tutti gli aerei hanno una forma fallica..la malizia è negli occhi di chi guarda..quella copertina poteva racchiudere tanti significati..poteva rappresentare, per esempio, lo sguardo verso il futuro..o uno di quei giochi che si facevano da piccoli con gli aeroplanini di carta..ovviamente sono le prime cose che mi sono venute in mente. Come poteva anche non avere altro fine se non quello di destare scandalo e scalpore...cosa che effettivamente è avvenuta :)
Buona domenica mr. Black :)

gioia ha detto...

La chicca finale dei tuoi post...fra leggenda e diceria. Mi piace sempre un sacco...

Alligatore ha detto...

Uno dei miglioi Clapton ... da ragazzetto avevo preso una compi con 6 dischi (profumati vinili) di Clapton, e questo è tra i suoi periodi più belli.

Granduca di Moletania ha detto...

Se a quei tempi sui muri scrivevano "Eric is God" ci sarà pure un motivo, vero Black?
Tu si che te ne intendi e sai come raccontare le "buone novelle".
Un abbraccio post-natalizio, con enorme tristezza pensando al lavoro che domani attende.

Haldeyde ha detto...

Ottima segnalazione. Grazie.

George ha detto...

Una canzone una Storia, dice bene il tuo etichetta ;)

Enly ha detto...

Grande Gruppo, Tu ne sai davvero tanto di Rock... Ma a proposito di intellettuali e di grandi uomini,... Che fine ha fatto il grande Enzo Biagi? Sembra finito nel dimenticatoio della storia.

mr.Hyde ha detto...

Davvero un bell'album: Clapton e Winwood avrebbero potuto continuare ancora nella loro produzione perchè avevano altro da dire.
Il brano che proponi è fantastico, mi ricorda John Baleycorn..

Euterpe ha detto...

Grande pezzo da un album fantastico!
Auguri di buon anno

El_Gae ha detto...

Conosco l'album e la storia ma ignoravo la cooperatina (all'epoca ci si scambiava le audiocassette).
E Can't find my way home è l'ultima cosa decente che ho suonato dal vivo (ormai un anno fa) :(

Blackswan ha detto...

@ Evil : concordo. Ma il disco dei Blind Faith, nonostante sia stata un'opera estemporanea, mi pare contenga canzoni splendide.

@ Badit : da queste parti nel passato oltre a tuffarcisi, ci si sguazza :)

@ Irriverent : un grandissimo. I dischi dei Traffic continuo a consumarli :)

@ Mary : lo scopo era quello dello scandalo a fini commerciali. Ma guardare bene quell'aereo, dubbi non ce ne sono molti a proposito della forma :)

@ Gioia :è la bellezza del rock, che si nutre di belle canzoni, ma anche di letteratura :)

@ Alli : decisamente, caro Alligatore. Anche se, per quanto mi riguarda, l'esperienza coi Derk & The Dominos ci ha regalato le cose migliori di Slowhand.

@ Granduca : vero ! Anche se il Dio della chitarra aveva la pelle nera :) Un abbraccione !

@ Haldeyde : non c'è di che :)

@ George : è il paicere di scoprire le storie che rendono immortali le canzoni :)

@ Enly : vedrai che si tornerà a parlare anche di lui, prima o poi.

@ Mr. Hyde :Credo che Winwood avrebbe continuato volentieri.Era Clapton ad essere un pò inquieto. Fra le prossime canzoni arriverà anche John Barleycorn :)

@ Euterpe : ben tornato e buon anno a te :)

@ El gae : consolati. Io non ho mai suonato una cosa decente.Anzi: non ho mai suonato proprio :)

Adriano Maini ha detto...

Erano proprio altri tempi!

Massi ha detto...

Oggi nessuno direbbe nulla davanti ad una copertina così,anzi la ragazzina finirebbe in tv

Blackswan ha detto...

@ Adriano : decisamente :)

@ Massi : oppure si riempirebbero la bocca con la consueta iprocrisia da baciapile...