domenica 10 febbraio 2013

MUDDY WATERS & ROLLING STONES – CHECKERBOARD LOUNGE: LIVE CHICAGO 1981

E’ il 22 novembre del 1981. Al Checkerboard Lounge, locale di proprietà di Muddy Waters, il padre del Chicago blues e la sua band stanno suonando da circa mezz’ora. Sul palco, insieme al grande bluesman, si esibiscono autentici fuoriclasse : John Primer alla chitarra, Lovie Lee al piano e George “Mojo” Buford all’armonica. A un tratto, in sala, si avverte un certo scompiglio, la gente rumoreggia, partono degli applausi in direzione di un gruppo di nuovi avventori. Perchè quelli che stanno entrando in questo momento al Checkerboard Lounge non sono persone comuni ma musicisti. E non sono solo dei bravi musicisti, sono i migliori di tutti. Mick Jagger, Ron Wood e Keith Richards, accompagnati da amici, si siedono ai tavoli e ordinano da bere. Waters se ne accorge e uno dopo l’altro li invita sul palco a suonare. Nasce così, all’improvviso e un po’ per caso, una delle più divertenti, sudate ed energiche jam session che la storia ricordi. Tutti stretti su un palco minuscolo, in un’atmosfera fumosa e goliardica, a suonare standard del blues. La meraviglia però non si esaurisce qui. Nel locale affluiscono altra gente e altri musicisti. Ecco allora che sul palco salgono anche Lefty Dizz, Ian Steward e un funambolo della chitarra che porta il nome di Buddy Guy. Le canzoni si succedono, una più bella dell’altra : ciò che conta è divertirsi e divertire, poco importano le imperfezioni di un suono che più improvvisato non si può. Protagonista è la musica del diavolo, il gusto di andare a braccio e allungare all’inverosimile classici come Baby Please Don’t Go e Mannish Boy, il piacere di condividerla, i padri ( Waters) coi figli ( gli Stones), e di gioire insieme. Perché, come cantava Muddy Waters : “ The blues had a baby and they named it rock ‘n’ roll!”. Nel 2012, dopo oltre trent’anni, il video originale del concerto è stato restaurato e l’audio mixato e masterizzato da Bob Clairmountain. Così, con una ventina di euro ci si può portare a casa una pagina di storia tra le più emozionanti di sempre: il dvd della serata e il cd con le sole tracce audio. Imperdibile. 





Blackswan, domenica 10/02/2013

9 commenti:

Bartolo Federico ha detto...

ROTALANDO NEL FANGO DEL MISSISSIPPI SI TROVANO MERAVIGLIE.

...Domani è comunque un altro giorno ha detto...

come scrivi bene :')

Adriano Maini ha detto...

Esaltante questo incontro tra padri e figli, che in questo caso conosco benissimo. Non così per la felice occasione, né per gli altri partecipanti.

mr.Hyde ha detto...

Semplicemente grandiosi. I live improvvisati fanno parte dei concerti blues e jazz che si tenevano in cantinee localacci. I duelli fra musicisti erano entusiasmanti e occasione di scambi di idee e tecniche..Oggi c'è ben poco.Tutto studiato a tavolino!

gioia ha detto...

Che atmosfera...

valeria fusco ha detto...

Ti immagini... trovarsi seduti in un locale e assistere ad un momento che si ricorderà nella storia.

George ha detto...

Mitico pezzo Black!

Irriverent Escapade ha detto...

Eeeeh miracoli della musica del diavolo...

Mio ha detto...

Articolo scritto benissimo, che invoglia all'aquisto del DVD, che difatti farò al più presto. Ma che nn si sottrae ad una piccolissima critica; L'enfasi destinata all'ingresso nel locale delle tre "pietre". I dico che dopo la morte di Brian Jones gli Stones nn hanno più azzeccato un disco buono, se si salva Sticky Finger, che godeva ancora appieno della influenza del fondatore del gruppo, misteriosamente morto (ucciso?) nella piscina della sua villa. E circa quel grosso bluff di Ron Wood, vorrei puntualizzare che se nn fosse morto Jones, che dava alla band una impronta marcatamente blues, quel parruccone pop di stampo Stewartiano nn avrebbe mai potuto ambire a tanto ruolo. Ma forse per Jagger l'impronta che voleva dare al nuovo gruppo, necessitava delle paillettes dell'ex Faces, necessitava delle sue cotonature e del suo look glam e un pochino burino. Detto ciò, considerare a pieno titolo il nasuto neosposo di una ventenne come membro effettivo dei Rolling Stones a me procura sempre un pò di tristezza. Non ci sono più i Brian Jones di una volta. Ma nemmeno i Ry Cooder o i Mick Taylor, primi sostituti alla chitarra ritmica, prima di Wood