lunedì 25 marzo 2013

THE MILK CARTON KIDS - THE ASH & CLAY


Ci sono dischi con i quali si entra immediatamente  in sintonia : basta ascoltarli una volta e ti piacciono così tanto che finisci per non levarli più dallo stereo. Inizia così una liaison musicale che, a prescindere da come andrà a finire, ti lascerà nel cuore dolcissime suggestioni, ricordi che riemergeranno ogni volta che sentirai pronunciare quel nome o riascolterai quella particolare canzone. Il preambolo serve a spiegare quello che più o meno mi sta succedendo con il nuovo disco dei The Milk Carton Kids: da tre giorni non ascolto quasi altro, stregato da dodici canzoni delicate, intense e piacevolmente zuccherine, in grado di evocare un songwriting dal sapore antico. Dal passato emergono infatti nomi importanti, nomi di gente che ha scritto pagine bellissime di un folk pop che è diventato leggenda. Viene immediatamente da pensare ai Simon & Garfunkel (l'iniziale Hope Of A Lifetime potrebbe tranquillamente trovare posto nella scaletta di Bookends) e agli Everly Brothers (quelli di All I Have to Do Is Dream, ricordate ?), oppure, per non andare troppo in là con gli anni, agli inglesi Turin Brakes. Sarebbe però assai riduttivo limitarsi ad accostamenti, per quanto lusinghieri, con altri grandi gruppi del passato. La musica dei The Milk Carton Kids è certamente derivativa, ma loro non sono la solita band di giovinastri che scopiazza a destra e a manca per mancanza di idee. 
 
 
 
 
 
 
Kenneth Pattengale e Joey Ryan (questi i nomi dei due componenti della band) hanno all'attivo già due album (Prologue del 2011 è stato messo in download gratuito sul loro sito e ha ottenuto più di 130.000 scarichi), hanno suonato con due band di cui in passato ho parlato spesso su questa pagina (gli Old Crow Medicine Show e i Punch Brothers) e hanno due sponsor d'eccezione, il regista Gus Van Sant, che ha voluto tre loro canzoni nella colonna sonora del suo ultimo lungometraggio, The Promised Land, e Joe Henry, straordinario cantautore (Scar, Tiny Voices, Civilians) e produttore dalla vista lunga (Mose Allison, Solomon Burke, Meshell Ndegeoshello, Lisa Hanningam, Ani Di Franco, etc), che stravede per loro. Non è ovviamente un caso. Kenneth e Joey non si limitano infatti a scrivere canzoni bellissime (la title track, The Promised Land, Hear Them Loud, Snake Eyes, Years Gone By e Memphis sono addirittura da brividi) ma hanno qualità tecniche eccelse: da un lato, l'uso sapiente delle voci, che si inseguono e si sovrappongono con raffinato equilibrio (non possono a questo punto non tornare in mente anche i CS&N di Helplessly Hoping), e dall'altro un picking chitarristico che lascia a bocca aperta per varietà di soluzioni, leggerezza e proprietà di linguaggio.
The Ash & Clay è un discone, uno di quelli che si tengono a portata di mano, il più vicino possibile, per combattere il grigiore e il logorio della vita. Quindi segnatevi il nome dei The Milk Carton Kids e andate alla ricerca dell'album: anche se la primavera tarda ad arrivare e la pioggia non cessa di cadere, queste canzoni vi riempiranno le ore del profumo dei fiori e vi scalderanno il cuore con un raggio di sole. Se il 2013 finisse oggi, avremmo di sicuro il disco più bello dell'anno.
 
VOTO : 8,5
 
 
 
 
Blackswan, lunedì 25/03/2013
 

6 commenti:

nella ha detto...

Veramente molto simili al duo Simon & Garfunkel...
Straordinariamente dolci..
Come sempre seguo il tuo consiglio e li vado a cercare...
Grazie di tutto , amico mio unico!

Badit ha detto...

Veramente simili al duo ..ogni tanto un po di musica "zuccherina" ci vuole.Grazie per la seconda giovinezza musicale che mi aiuti a vivere..:)

Elle ha detto...

Carinissimi (mi riferisco comunque alla musica, non alla loro faccia) e davvero simongarfunkeliani. Solo che a me sembrano invernali, quindi adattissimi alla neve attuale (ma ognuno ci trova il suo, che te lo dico a fa')..

Femmina Gaudente ha detto...

Deliziosi.
FG

Blackswan ha detto...

@ Nella : credo sia davvero un bel disco. Felice di essere stato utile.

@ Badit : forever young, no ? quindi ci saranno altre vagonate di giovinezze musicali...:)

@ Elle : secondo me li puoi sentire tranquillamente anche al freddo. Personalmente, li ho accostati alla primavera...diverse sensazioni

@ FG : :))

Adriano Maini ha detto...

Un genere che mi piace. Bravi!