martedì 19 marzo 2013

THE VIRGINMARYS - KING OF CONFLICT


Macclesfield, cittadina della contea del Cheshire situata a Nord Ovest dell'Inghilterra, è uno di quei posti che dicono poco o nulla a chi non mastica la geografia e la storia del rock. Eppure, dando un'occhiata in giro per il web, si scoprirà che il luogo è rinomato non solo per la manifattura della seta e per parecchi angoli assai pittoreschi, ma soprattutto per aver dato i natali a vere e proprie icone della storia del rock, quali John Mayall e Ian Curtis (Joy Division). I Virginmarys, che icone certo non sono e che di strada devono percorrerne ancora molta, arrivano proprio da lì, anche se, a differenza dei due personaggi sopra citati, sposano un'idea di rock che ha ben poco a che vedere con il british blues e il post-punk. Ally Dickaty (voce e chitarra), Chris Birdsall (basso e cori) e Danny Dolan (batteria), questi i nomi dei tre membri del gruppo, picchiano come fabbri e questo è quanto basta. In circolazione dal 2006, un pugno di Ep e Mini Lp all'attivo, il palco condiviso con Slash, Skunk Anansie e Ash, i Virginmarys escono dall'anonimato alla distanza e pubblicano finalmente il loro primo full lenght di rock ad alto contenuto energetico. Gli stereotipi di genere ci sono proprio tutti e così anche i modelli di riferimento di queste canzoni potenti, ma tutte invariabilmente derivative : fin dal primo ascolto, viene da pensare soprattutto ai Foo Fighters, ai Danko Jones e ai Green Day. Chi cerca suoni più sofisticati e modaioli si terrà ben lontano da King Of Conflict, su questo non ci piove. Coloro che invece hanno pretese di più basso profilo e pensano che il rock sia prevalentemente headbanging e divertimento troveranno in questo disco pane per i propri denti. Anche perchè, tutto sommato, le buone canzoni non mancano. Il riff dell'iniziale Dead Man's Shoes, ad esempio, è una bella botta di adrenalina che non si smaltisce tanto facilmente e pretende ripetuti ascolti, mentre Dressed My Kill e Bang Bang Bang sono inni da stadio per saltare in libertà, dita puntate verso il cielo e cori cantati a squarciagola. Riffoni pesanti, accelerazioni improvvise, sporcizia quanto basta, entusiasmo post adolescenziale e qualche bella melodia da canticchiare sotto la doccia sono la proposta grezza ma sincera servita dai Virginmarys. Insomma, il minimo sindacale per una sufficienza, che diventa piena e soddisfacente solo allo svelarsi di Ends Don't Mend, abrasiva ghost track che salta fuori dal nulla dopo cinque minuti dalla fine del disco.
 
VOTO : 6,5
 
 
 
 
 
Blackswan, martedì 19/03/2013
 

8 commenti:

nella ha detto...

Purtroppo caro Nick , non li conosco...
Una capatina per venirti a salutare....

Irriverent Escapade ha detto...

Picchiano come fabbri e a me questo basta....
a me no, effettivamente. Il fatto che all'ascolto ricordino i FooFighters mi basta per pensare di inserirli nella TapisRoulant compilation.
Ma adesso ti bacchetto. Suoni sofisticati, non sono necessariamente modaioli, daiiii :-P

Elle ha detto...

A me piace la storia della ghost track: geniale!
L'inizio di Dead Man's Shoes mi piace, aspetto ad ascoltare il resto ;)

Euterpe ha detto...

A prescindere dalla mancanza di originalità, il pezzo che hai postato mi ha pigliato.Thumb up

Blackswan ha detto...

@ Nella : Ciao cara Nella :)

@ Irriverent : "...e questo è quanto basta." Era una constatazione non un giudizio di valore. Sofisticati e modaioli...non ho mai inteso un'assimilazione fra i due termini.
I foo fighters sono da sempre il carburante nobile delle mie ore di sport :)

@ Elle : vedrai che ti piacerà anche il resto. Il disco suona tutto così.

@ Euterpe : ben tornato ! :) Il pezzo prende molto anche a me. Tutto il disco, a dire il vero. La mia natura musicale è rozza e primordiale, debbo farmene una ragione :)

Sandra M. ha detto...

Totalmente nuovi per me.
Che ritmo!

Adriano Maini ha detto...

Al momento giusto mi piaciono quelli "che picchiano come fabbri"! :)

Blackswan ha detto...

@ Sandra : come dicono i ggiovani : Spaccano ! :)

@ Adri : Grande !!!! :)