sabato 13 aprile 2013

THE LAST BISON - INHERITANCE


E' un dato di fatto che negli ultimi anni vi è stata una vera e propria esplosione di string band. Non credo si tratti solo di una moda, o almeno non solamente. Mi sembra piuttosto che in ambito musicale stia emergendo un l'impellente desiderio di ritornare alla semplicità del passato e alla natura, e prenda piede una voglia di freschezza che aiuti ad affrontare il logorio della vita quotidiana. Insomma, la gente sembra essersi stufata delle pop-rock star costuite a tavolino, dei gruppettini indie che fanno robetta da supermercato a cui basta affibbiare l'etichetta alternative per guadagnarsi un briciolo di credibilità. Oggi, si sente forte l'esigenza di recuperare il folk, gli strumenti acustici, melodie semplici e dirette e un modo di stare sul palco e di condividere il rito della musica che sia soprattutto festa e condivisione di sentimenti puri. Oggi, gruppi come Mumford & Sons, Fleet Foxes, Avett Brothers, Chatam County Line, Of Monsters And Men, Punch Brothers, Old Crow Medicine Show, ognuno con il proprio stile, stanno riscuotendo un successo incredibile, piacciono molto e piacciono in modo trasversale: rappresentano cioè una scoperta per i giovani e una sorta di recupero delle radici per coloro che tanto giovani non sono più. In questo filone si inseriscono i The Last Bison, americani provenienti da Chesapeake, Virginia, in circolazione dal 2010, e con un album già all'attivo (Quill del 2011). La particolarità di questa band è quella di essersi formata in famiglia, fra le mura domestiche: fratelli e amici che hanno sempre suonato insieme per divertimento e che un bel giorno hanno pensato di dare una continuità a quell'estemporanea passione. Il leader è Ben Hardesty (voce e chitarra), affiancato dai fratelli Dan (mandolino, banjo e chitarra) e Annah (voce e percussioni), dalla famiglia Benfante (i fratelli Andrew, organo, e Jay, batteria) e da due amici, Teresa Totheroth al violino e Amos Housworth al cello. Un gruppo affiatato, quindi, in cui le consolidate relazioni affettive si riverberano in modo magico, e non potrebbe essere diversamente, sulla musica suonata. Vi accorgerete infatti ascoltando questo Inheritance quanto non solo sia solido l'impianto compositivo delle canzoni, ma soprattutto quanto i brani, siano essi lenti o più accelerati, vengano pervasi da un entusiasmo contagioso e ingenuo (uso il termine nella sua accezione più nobile). C'è voglia di suonare insieme e piacere nel farlo, voglia di scrivere canzoni con cui si possa far festa e divertirsi, oppure che sappiano toccare il cuore e commuovere. Ascoltare questa musica è come ricevere un abbraccio : si percepisce un sincero affetto e un genuino trasporto. Il disco, poi, cresce di ascolto in ascolto, si fa scoprire lentamente e dalla superficie del primo acchito emergono suoni e sfaccettature compositive con cui i The Last Bison dimostrano di non essere proprio un gruppo di spovveduti alle prime armi. Se la base del progetto sono le radici folk, è altrettanto vero infatti che Ben Hardesty e soci arricchiscono la proposta plasmando il suono e riempiendolo di sfumature pop, improvvisi stacchi, repentine accelerazioni e inaspettati inserti d'archi dal sapore cameristico. Canzoni del livello Switzerland e Dark Am I sono di un nitore accecante, superano i canoni del genere e proiettano i The Last Bison verso un futuro da grande band. Come degli Arcade Fire, ma meno pretenziosi, come dei Decemberist, ma meno prolissi, come dei Mumford & Sons, ma meno adolescenziali.
VOTO : 7,5



Blackswan, sabato 12/04/2013

4 commenti:

Femmina Gaudente ha detto...

I like it so much
FG

Elle ha detto...

Finche' non saranno troppe anche queste band e stuferanno.. comunque con 'string band' pensavo intendessi un gruppo stringato, invece sono in tanti! La copertina e' bellissima, un quadro per l'ingresso :)

nella ha detto...

Una gradevole scoperta caro Nick , anche se non trovo gli Arcade pretenziosi e cosi' adolescienziali i Mumford...
Ottima musica e ottimo video..
Grazie infinite , come sempre d'altronde!

Blackswan ha detto...

@ FG : :)))

@ Elle : Argh ! la copertina è orrenda...un quadro così non lo metterei nemmeno in bagno :)

@ Nella. Questione di gusti, cara Nella. Un abbraccio forte :)