giovedì 2 maggio 2013

JOE R. LANSDALE – LA SOTTILE LINEA SCURA



Nell'afosa estate texana del 1958, il tredicenne Stanley Mitchell lavora nel drive-in del padre, e mette il naso in un segreto che doveva rimanere celato. E la «perdita dell'innocenza» di Stanley, in quell'estate in cui il mondo per lui cambia per sempre, coincide con il miracolo di una resurrezione davvero magica. In perfetta naturalezza, Lansdale ricrea le voci, il sapore, la vita, di un tempo scomparso del tutto, come non fosse mai esistito. La «sottile linea scura», che segna per Stanley la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale, diventa la parete trasparente da varcare per immergerci, stupiti e riconoscenti, in quegli anni Cinquanta lontani ormai come la preistoria.

Non so se sia ancora possibile parlare di romanzo di formazione in questi anni esasperati dalla tecnologia, dall’apprendimento in meno di un minuto, dal tutto e subito a portata di mouse. Tuttavia, qualora volessimo dare ancora credito alla letteratura come strumento di crescita e di conoscenza, La Sottile Linea Scura è uno di quei libri che letto a quattordici o quindici anni fa senz’altro la differenza in termini di consapevolezza. Non fraintendetemi : questo è un romanzo imperdibile anche per un adulto e vi innamorerete così tanto della storia di Stanley da cercare di protrarre il più a lungo possibile la lettura. D’altra parte, Lansdale, non sono certo io a scoprirlo, scrive divinamente e sa fondere con sapienza i ritmi del thriller e il fascino dell’avventura e del soprannaturale a una minuziosa ricostruzione storica e a una riflessione articolata sull’etica e la società. Eppure, sono convinto che per un ragazzino, questa storia di amicizia, di fantasmi e di vecchi delitti irrisolti, abbia la stessa potenza visiva di Stand By Me di Bob Reiner (pellicola con la quale il libro è strettamente imparentato) e lo stesso impatto emotivo di un classico senza tempo come le Avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain. Cambia la prospettiva, insomma, impone un nuovo sguardo. E non è solo per quella “perdita d’innocenza” di cui parla la quarta di copertina testè riportata. Stanley, in fin dei conti, resta innocente fino alla fine, non si macchia di peccati, scopre il mondo che lo circonda (la morte, il razzismo, la violenza sulle donne, il sesso) ma ciò avviene, a differenza dell’amico Richard, attraverso il filtro di un ambito familiare che lo protegge e lo ama. La vera rivelazione per Stanley è semmai la presa di consapevolezza del libero arbitrio, di una sottile linea scura sulla quale siamo tutti obbligati a camminare, una linea che divide i morti dai vivi, la giustizia dall’ingiustizia, la felicità dal dolore, l’ignoranza dalla conoscenza. Uscito dal guscio protettivo della famiglia, Stanley si troverà ad affrontare un percorso durissimo chiamato vita, che impone, ogni giorno, ogni singolo minuto, delle scelte, anche dolorose. Funziona così, prendere o lasciare. C’è una frase nel libro, pronunciata dal vecchio Buster, il proiezionista di colore che incarna l’esperienza e l’età adulta, e che riassume benissimo quanto fin qui affermato : “…Questa è la vita. Non sempre è una gran soddisfazione, infatti, ma quando c’è soddisfazione è proprio una gran cosa. L’unica cosa da tenere a mente è di godersela, la vita, perché carne e polvere, al tirar delle somme finiscono per rivelarsi la stessa cosa. Lo capisci questo? “. Sono le parole di Buster a spiegare a Stanley (e al lettore) che cosa significhi crescere : accettare la caducità, quell’essere carne e polvere al contempo, e scegliere la propria strada,  senza paura e al meglio che si può. Se Stanley ci riuscirà lo sapremo solo all’ultimo capitolo, quando il protagonista ormai invecchiato tirerà le somme della propria esistenza. Un finale spiazzante, con cui Lansdale ci coglie all’improvviso e ci riconsegna alla nostra realtà di adulti. Un finale che, soprattutto, ribalta la prospettiva dell’happy ending appena intravisto, adombra la storia di crepuscolare malinconia e, riga dopo riga, ci porta via un pezzo di cuore e ogni certezza. Lasciandoci solo la carne e la polvere. 

Blackswan, giovedì 02/05/2013

11 commenti:

Bartolo Federico ha detto...

scusami nick non c'entra nulla con il post. ma questa la dovevo condividere almeno con te.adesso che prendano i forconi gli elettori del pd-l, che facciano un atto di coraggio almeno questo.

Nel salotto di Porta a Porta Marina Sereni ha illustrato invece una teoria ai confini della realtà: il Pd voleva che il M5S votasse la fiducia al governo senza però che i 'grillini' facessero parte della maggioranza: un accordo capestro completamente senza senso. Dato che non l'ha fatto, sostiene la Sereni, è colpa del MoVimento se il partito di cui fa parte è tornato ad abbracciare il Cavaliere.

Persino il conduttore, uno che è riuscito a rimanere serio quando Berlusconi illustrava il progetto di collegare l'Italia all'Oceano Pacifico (era il 2001), ha sgranato gli occhi di fronte alle parole pronunciate dalla vicepresidente della Camera.


Adriano Maini ha detto...

Cerco di prenderti in parola. Sono rimasto affascinato dal primo Lansdale tradotto in Italia, ma in seguito ho trovato qualche sua opera alquanto artificiale...

kermitilrospo ha detto...

anche a me è piaciuta la trio
logia del drive in :D

Blackswan ha detto...

@ Bartolo : ma figurati. Questo è un salotto nel quale sei sempre il benvenuto qualunque cosa tu scriva :) non ho visto Porta a Porta, ma non stento a credere a ciò che mi dici.E l'effetto della demenza del PD è abbastanza evidente nel fatto che secondo gli ultimi sondaggi sono in caduta libera...

@ Adriano : Lansdale ha scritto tanti splendidi libri, altri sicuramente meno convincenti.Questo, che è di qualche anno fa, merita.

@ Kermit : la trilogia è inarrivabile :)

Ezzelino da Romano ha detto...

Ho letto Cielo di sabbia, che mi è stato regalato, e non l'ho trovato malvagio.
Nulla di innovativo ma ben scritto.
Voi che siete lansdaliani di più vecchia militanza come lo considerate?

Blackswan ha detto...

@ Ezzelino : Cielo di sabbia è fra le mie prossime letture, quindi non posso esprimere un giudizio. Ma questo e la trilogia del Drive-in a mio avviso sono libri imperdibile. Ottimo anche il penultimo, Acqua Buia.Sarà dura, ma se si apre uno spiraglio, appena Lansdale viene in Italia, cercheremo di portarlo a Bollate.

MrJamesFord ha detto...

Black, questo è uno dei pochi di Lansdale che mi manca, spero di recuperarlo a breve.
Comunque io metterei tra i migliori anche Hap e Leonard, e se doveste riuscire a portarlo a Bollate sarebbe un colpaccio, senza contare che lui è una persona davvero squisita - per lavoro ci passai un pomeriggio a stretto contatto un paio d'anni fa, quando presentò Devil Red -.
Mitico Joe!

Haldeyde ha detto...

Di Lansdale ho letto tutti i romanzi di Hap e Leonard e recentemente li ho riletti tutti! Per me è straordinario.

Ezzelino da Romano ha detto...

Per stare sul tema sollevato da Bartolo, andatevi a leggere sul Corriere di oggi l'intervento di Michele Salvati nel passaggio in cui parla della legge sul conflitto d'interessi.
Delirio allo stato puro!!!

Blackswan ha detto...

Mr James ford : Ti invidio ! Se lo portiamo, sei ovviamente invitato :) Di Hap & Leonard è uscito anche un nuovo libro. Miii...quanta arretrati ho da leggere...

@ haldeyde : lui è davvero uno scrittore incrdibile,tra le menti più belle del nuovo millennio.

@ Ezzelino . lo cerco on line. Perchè ormai sono anche che Corsera non lo leggo più.

Tonypop ha detto...

ciao
ottimo libro, anche per me uno dei migliori di landsdale insieme ad "in fondo alla Palude" e "tramonto e polvere" trovo divertenti anche i romanzi di hap e Leonard "bad chili" in particolare, ritengo però che ci sia stata ,come sempre accade, una overdose di landsdale, per sfruttare il momento d'oro sono usciti troppi romanzi ,anche qualcuno non memorabile come "la lunga strada della vendetta"...
ciao e complimenti