giovedì 16 maggio 2013

SAVAGES - SILENCE YOURSELF


Partiamo dalla fine, da Marshal Dear, una livida murder ballad che fa pensare al Nick Cave più riflessivo e notturno. Se si partisse da qui, si potrebbe anche pensare che Silence Yourself sia un disco di languori crepuscolari, di struggenti malinconie in bianco e nero. Invece, Marshal Dear è una sorta di catarsi, quasi una liberazione o la fine di un viaggio spinto ai limiti della velocità, la chiosa inaspettata di un album urgente, rumoroso, graffiante. Il progetto Savages nasce a Londra dal connubio esplosivo fra quattro riot grrrls infatuate di post punk : la francese Camille Berthomier, aka Jehnny Beth, alla voce, Gemma Thompson alla chitarra, Ayse Hassan al basso e Fay Milton alla batteria. I riferimenti musicali di queste quattro ragazze sono chiarissimi, chiamano in causa i primi anni '80 ed evocano alla memoria il nome di gruppi come Joy Division, Bauhaus e The Sound. Fin qui nulla di nuovo, dal momento che il post punk revival ha già prodotto schiere di eccellenti interpreti, che hanno raggiunto peraltro un notevole successo commerciale (penso agli Editors e agli Interpol, in primis). Tuttavia, quello delle Savages è proprio un altro pianeta. Silence Yourself è infatti un convulso e violento assalto all'arma bianca, un'aggressione musicale che colpisce per ferire e uccidere. Non si fanno prigionieri, insomma. Tolta la citata Marshal Dear, non c'è infatti un attimo di tregua al furore, nessun compromesso, nessun tentativo di cercare una melodia che possa mitigare il tormento di canzoni risucchiate nel gorgo profondo della notte. In un mondo di suoni furbetti e patinati, le Savages hanno la forza iconoclasta di un anticristo che sputa sulla croce, sono scorbutiche, maleducate, vanno controcorrente e quando rallentano il passo è solo per seminare abrasive scorie noise (la struggente Waiting For A Sign). I riff claustrofobici della Thompson e gli accenti presbiteriani di una sezione ritmica che alterna cadenze marziali a slanci selvaggi, tessono  infatti una scabra trama di distorsioni su cui si muove la voce umorale della Beth. Che non è, ve ne renderete conto subito, una cantante qualsiasi, bensì una sorta di zelig gotico, capace di alternare un distonico baritono curtisiano alla irrequietezza metrica della Patti Smith più punk. Il disco si apre con Shut Up ed è come precipitare in un varco spazio-temporale, finendo fra le note di In The Flat Field dei Bauhaus (e sfido chiunque a non riconoscervi un gemellagggio eterozigote con Dark Entries) . Eppure, le distorsioni incalzanti del basso della Hassan e la chitarra martellante della Thompson non sembrano reperti di antiquariato, bensì le propaggini sanguigne di un suono quanto mai vitale. Tutto già sentito, ma tutto clamorosamente all'avanguardia. Se questo disco è sulla bocca di tutti già da qualche mese (ed è uscito il 6 maggio), un motivo ci sarà. Per scoprirlo, fate silenzio e ascoltate.
VOTO : 7,5
 
Blackswan, giovedì 16/05/2013

9 commenti:

The Mist ha detto...

Questo album domani sarà mio!

Femmina Gaudente ha detto...

Io le adoro sono strepitose inarrivabili magniFICHE
FG

Euterpe ha detto...

L'accostamento con Patti Smith è in effetti molto azzeccato.Penso che me lo procurerò.

Ernest ha detto...

:)

Adriano Maini ha detto...

Lasciami, in questa occasione, ribadire soltanto la mia ammirazione per la tua incalzante scrittura!

Marco Goi ha detto...

su questo disco siamo sorprendentemente d'accordo.
e questo fatto un po' mi inquieta ahah :)

Blackswan ha detto...

@ Mist . ben fatto !

@ FG : le sto adorando anche io :)

@ Euterpe : diciamo che è il cantato che talvolta fa pensare alla grande Patty. Il disco è molto dark.

@ Ernest : :)))

@ Adriano : sempre troppo gentile :)

@ Marco : effettivamente...anche perchè non ricordavo che tu ascoltassi musica rock :))

Marco Goi ha detto...

la ascolto, quando c'è qualcuno che ancora la fa in maniera decente...
cioè 2 o 3 gruppi circa, oggi come oggi.

Blackswan ha detto...

@ Marco :Sei un pò eccessivo. Gente che suona bene in giro se ne trova.Poi, se a te non piacciono certi suoni e preferisci la musica untz untz, non puoi farmene una colpa :)