martedì 28 maggio 2013

THE NATIONAL - TROUBLE WILL FIND ME


Quando acquisto un disco dei The National, lo faccio rigorosamente a scatola chiusa, tanto so già cosa aspettarmi e so che non resterò deluso.E' una bella sensazione, una sorta di benedizione per le mie orecchie e il mio portafoglio. Metto nel lettore Trouble Will Find Me e ascolto esattamente ciò che volevo ascoltare. Sembra un pò come tornare a casa dopo un lungo viaggio, e riscoprire il piacere di muoversi fra oggetti famigliari, sentire antichi profumi, tornare a misurarsi con i sapori di sempre. Possano piacere o meno, il dato obiettivo e inequivocabile è che il gruppo di Matt Berninger, in dodici anni di attività, non ha sbagliato un disco che sia uno, nemmeno a farlo apposta. Certo, il gruppo ha vissuto una lenta ma costante evoluzione da quel Sad Songs For Dirty Lovers che, nel 2003, ci aveva commosso con la sua disarmante urgenza espressiva. Oggi, il suono dei The National è diventato più curato e stratificato, vive anche nelle minuzie e nei particolari, e molte canzoni, che mantengono però intatto lo stesso fascino di quelle contenute in dischi come Alligator (2005) e Boxer (2007), possiedono un appeal superiore, in grado cioè di raggiungere un pubblico più numeroso (ascoltate I Need My Girl e capirete cosa intendo). Anche la voce di Berninger è cambiata, dal momento che, come raccontano le cronache, ha smesso di fumare da un paio di anni. Il timbro da crooner c'è ancora, ovviamente, ma il cantato si è fatto meno scorbutico, più morbido, addirittura luminoso in certi passaggi che tempo fa sarebbero risultati irrimediabilmente ruvidi. Eppure, nonostante questi piccoli, ma niente affatto risibili cambiamenti, un disco dei The National, come dicevo all'inizio, è qualcosa che ti aspetti e che sei felice di ritrovare così come te lo immaginavi. La sensazione è un pò come quella che si prova quando si incontra un vecchio amico, con il quale, nonostante il tempo trascorso dall'ultima volta, si ricrea subito la medesima confidenza di allora, le stesse dinamiche di coppia. Trouble Will Find Me, infatti, ci conduce nuovamente là, dove i suoi predecessori ci avevano lasciati : nelle terre di un romanticismo minimale e di un crepuscolo narrato con toni dimessi e colloquiali, in cui tutto suona pacatamente sincero. Ed è curioso constatare come, se il primo ascolto del disco ci lascia ancora, come sempre, tiepidi, i successivi crescono invece inesorabilmente dentro di noi, portando alla luce la diafana bellezza di gioielli come Pink Rabbits, Fireproof e Don't Swallow The Cap. Insomma, Trouble Will Find Me è il solito, grande disco, dei The National. Una band, una certezza.
VOTO : 7,5




Blackswan, martedì 28/05/2013

8 commenti:

The Mist ha detto...

Ammetto, in effetti, che il primo ascolto mi ha lasciata tiepida.

Vedrò di metabolizzare e riascoltarlo più volte, per vedere che cosa cambia :)

Lucien ha detto...

Verissimo! Io ho incominciato ad amarlo dal terzo ascolto in poi: alla distanza escono sempre alla grande e con classe.
Lo preferisco ad High Violet.

gioia ha detto...

Una di quelle voci che mi piacciono...

Badit ha detto...

mi piacciono,musica e voce

Anonimo ha detto...

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Adriano Maini ha detto...

Un timbro da crooner ci sta bene ogni tanto, dai!

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