giovedì 8 agosto 2013

I RE DEL MONDO – DON WINSLOW



Ben e Chon, gli eroi de "Le belve", hanno avviato da non molto il loro business: coltivare e diffondere ad ampio raggio la miglior marijuana di tutta la California. Ma qualcuno non è disposto a lasciar loro mano libera, senza mantenere il controllo e incassare una percentuale sui loro traffici. Finché si tratta di combattere con gli sbirri corrotti che si sono fatti avanti per riscuotere la tangente, Ben e Chon possono anche cavarsela con pochi danni. Ma il gioco dietro il ricatto è molto più ampio, e coinvolge nomi insospettabili: un'intera cricca di surfisti e hippy che si sono stancati di predicare pace e amore e hanno deciso di accumulare denaro nel modo più efficace e rapido che esista al mondo: il traffico di stupefacenti. Una cricca in affari da più di trent'anni, di cui fanno parte anche i genitori di Ben e Chon, e che ha per capo Doc Halliday, re del surf, convertito alla cocaina e legato a doppio filo con i narcos messicani...

Quando nel 2011 Le Belve uscì nelle librerie, i fans di Don Winslow si divisero in due schieramenti contrapposti. Da un lato, coloro, tra i quali il sottoscritto, che accettarono di buon grado che la prosa dal sapore cinematografico, da sempre caratterizzante i libri dello scrittore americano, vestisse in modo definitivo i panni essenziali del romanzo-sceneggiatura; dall’altro, per converso, quanti rimasero sconcertati da quei ritmi frenetici, dalla punteggiatura “creativa” e dagli elementi descrittivi ridotti all’osso. Appare quindi inevitabile che anche quest’ultima fatica finisca per diventare, se mi si passa un termine molto in voga in questo periodo, un romanzo “divisivo”, dal momento che I Re Del Mondo altro non è se non il fratellino minore de Le Belve. Non solo perché ne rappresenta il prequel (in queste trecento pagine si spiegano gli antefatti del romanzo precedente), e quindi ricorrono i medesimi personaggi e la stessa ambientazione, ma soprattutto perchè la cifra stilistica della prosa di Winslow viene riproposta in una versione ancora più adrenalinica che nel precedente. Capitoli composti da un’unica frase o parola, digressioni poetiche strutturate come haiku, note a margine, spot filosofici, dialoghi al fulmicotone e personaggi tratteggiati in un lampo sono l’essenza di una scrittura che talvolta tradisce un certo compiacimento artistico, quasi che Winslow si rimirasse allo specchio, applaudendosi per essere riuscito a scrivere un romanzo di trecento pagine a colpi di tweet. Eppure, nonostante questa iniziale sensazione fastidiosa, I Re Del Mondo regge brillantemente alla distanza il paragone con Le Belve, grazie a una buona dose di graffiante ironia, e a un’analisi, icastica e centrata, sulla nascita e il declino della controcultura hippie, i cui sogni colorati di peace & love si perdono lentamente nella logica del businnes e in quintali di cocaina. Winslow poi rimane un maestro nel gestire con sapienza il ritmo frenetico e i numerosi colpi di scena, e sa dare il giusto equilibrio allo sfasamento temporale delle due narrazioni parallele, quella che si svolge sul finire degli anni ’70  e quella, invece, relativa al 2005, quando Ben, Chon e O iniziano la loro carriera criminale. In definitiva, I Re Del Mondo è un libro che si legge in un fiato e che diverte, ma che non aggiunge o toglie nulla alla grandezza di uno scrittore che, per quanto brillante, sembra essere giunto a pochi metri dal fatidico momento del raschio del barile. Tanto da farci auspicare una svolta drastica che lo porti a percorrere nuove strade espressive e che gli consenta di non cadere nella trappola frustrante di ripetere se stesso all’interno di un canovaccio redditizio ma ormai un po’ logoro.

Blackswan, giovedì 08/08/2013

3 commenti:

Nico Donvito ha detto...

Ho preferito di gran lunga Le Belve, a questo darei una sufficienza :)

MrJamesFord ha detto...

Io fui tra i detrattori de Le belve, questo invece mi è piaciuto molto di più!

Nella Crosiglia ha detto...

Si, la difficoltà è la ripetitività..anche se la sua scrittura mi piace , così secca , concisa e spesso provocatoria..
Tutto sommato è un libro che si legge facile, quindi perchè non consigliarlo?
Magica serata , dolcezza!