domenica 4 agosto 2013

ROOMFUL OF BLUES – 45 LIVE



In fatto di longevità i Roomful Of Blues potrebbero dare la paga quasi a chiunque (con più anzianità di servizio alle spalle mi vengono in mente solo i Rolling Stones). Fondati nel 1967 in quel di Westerly, Rhode Island, dal chitarrista Duke Robillard e dal pianista Al Copley, iniziano giovanissimi a suonare in piccoli locali della zona, creandosi una certa nomea fra gli appassionati del blues di Chicago. In poco tempo però iniziano a esplorare altri generi, aggiungono una sezione fiati alla line up e si trasformano in una revival (big) band di swing blues, genere tanto in voga negli anni ’40 e ’50. Sono talmente bravi che finiscono per essere notati da un’autentica leggenda del jazz, Count Basie, che si innamora della loro straordinaria potenza di suono e decide di portarseli in tour (“The hottest blues band I’ve ever heard”, così li defini il grande Basie) . Il primo album della band esce però solo tre anni più tardi, nel 1977, ottenendo un immediato successo commerciale. Da questo momento in poi per i Roomful of Blues (nella cui line up si alternano nel corso dei decenni più di quaranta musicisti) inizia un’incredibile avventura che li porta a rilasciare la bellezza di 20 dischi (di cui due dal vivo) e a ottenere un’incredibile serie di riconoscimenti,  tra cui cinque nominations ai Grammy Awards, sette ai Blues Music Awards oltre al titolo di Blues Band dell’anno nel 2005. Oggi, il gruppo nativo del Rhode Island, celebra i 45 anni di carriera con questo live registrato a marzo 2013, nel corso di tre esibizioni tenutesi al The Ocean Mist di Matunuk. La formazione, attualmente composta di otto elementi e capitanata da chitarrista Chris Vachon e dal sassofonista Rich Lataille, unico membro originario del gruppo, si esibisce in 14 brani che rappresentano il meglio di quasi mezzo secolo di storia. Alcune di queste canzoni sono autentiche gemme, perché in passato erano state suonate al fianco di personaggi del calibro di Joe Turner (Crawdad Hole), Eddie “Cleanhead” Vinson (Somebody’s Got To Go), and Earl King (It All Went Down The Drain), oppure perché mai più riproposte dal vivo da tempo (in scaletta compare anche per la prima volta dopo vent’anni un classico della band, Dressed Up To Get Messed Up). Cosa aspettarsi da questo live celebrativo ? Un’ora abbondante di divertimento assicurato, con una band spumeggiante, lontana da ogni forma di autoreferenzialità, capace di abbinare una pulizia tecnica inusitata (mamma mia, quanto sono bravi !) a un’energia e un trasporto che non hanno nulla da invidiare a quelle di una scatenata rock band. Echi di Count Basie, ovviamente, ma anche di Steve Ray Vaughn, Johnny Winter, Cab Calloway, R&B, blues di New Orleans e di Chicago, per un filotto di canzoni emozionanti, sincere e suonate da Dio. Un meritatissimo Oscar alla carriera in attesa del prossimo anniversario, che ricorrerà fra cinque anni. Standing ovation e tanti, tantissimi auguri. Grazie di tutto.

VOTO : 8 




Blackswan, domenica 04/08/2013

6 commenti:

gioia ha detto...

Tornato?? Alla grande direi! :)
Con una delle tue music-storie :)

Nella Crosiglia ha detto...

Ignorante come non mai..arrugginita da molto tempo....
Mai ascoltati Black...e ...felice del tuo gradito ritorno...++++++

Alligatore ha detto...

Bentornato killer!

Adriano Maini ha detto...

Mai sentiti. Ma li trovo bravi a perseguire un genere a me caro. Se non fossero così seri, li paragonerei ai Blues Brothers! :))))

mr.Hyde ha detto...

Come Adriano, stile suono molto vicino alla bande dei Blues Brothers con in più un chitarrista 'de paura!' ma sono tutti bravi...

Blackswan ha detto...

@ Gioia : tornato, ma già risucchiato nel vortice.Ahimè!

@ Nella : grazie mille, cara :)

@ Alli : Grazie. Fra qualche giorno spero anche di tornare "operativo" a tutti gli effetti.

@ Adri : i Blues Brothers erano forse più R&B,però tutto sommato il paragone ci può stare :)

@ Mr Hyde : Grande gruppo davvero, affiatatissimo e supertecnico.