venerdì 15 novembre 2013

EARTHLESS - FROM THE AGES





Se siete affezionati allo schema tradizionale della canzone e non amate particolarmente la chitarra elettrica, questa recensione non fa per voi. Ma se invece siete aperti a esperienze musicali estreme, o quanto meno inusitate, e portate sempre con voi una air guitar, questo disco potrebbe riservarvi parecchie soddisfazioni. Loro si chiamano Earthless, sono un side project del chitarrista degli Howlin Rain, Isaiah Mitchell, e hanno all'attivo solo quattro album, tra cui un travolgente disco dal vivo dal titolo Live At Roadburn (2008). Oltre a Mitchell, a comporre questo power trio originario di San Diego, ci sono anche Mike Eginton al basso e Mario Rubalcaba alla batteria, che qualcuno forse ricorderà per la sua militanza nei Rocket From The Cript. Un terzetto che richiama subito alla memoria la composizione della Jimi Hendrix Experience, la band del mitico chitarrista di Seattle, al cui sound in qualche modo gli Earthless si rifanno. Anche perchè il gruppo guidato da Mitchell si muove proprio per i territori dell'hard rock blues più duro, strafatto però (e il termine strafatto è quello che rende meglio) da tonnellate di acidi. A voler trovare altri nobili riferimenti, si può affermare, senza tema, che la musica degli Earthless si ispira anche ai Grand Funk Railroad e ai Black Sabbath, anche se poi se ne discosta per un'ortodossia espressiva quasi monolitica e per per la propensione esagerata alla lunghezza dei brani, tutti chilometrici. Se si aggiunge poi che gli album della band californiana sono interamente strumentali, avrete il quadro completo del perchè, a inizio recensione, parlavo di esperienza musicale estrema. Il disco, infatti, dura un'ora abbondante ed è composto da quattro canzoni (il termine canzone, a dire il vero, ha poco senso). Un brano centrale, Equus October, che fa da spartiacque lisergico ai due blocchi in cui è suddiviso il disco : la prima parte, composta da due brani di quindici minuti ciascuno, Violence Of The Red Sea e Uluru Rock, e la seconda parte, una vera e propria maratona, composta da un unico brano, la title track, che supera la mezz'ora di durata. In buona sostanza siamo di fronte a una jam session straripante, a un'esondazione di suoni che travolge tutto e tutti con le sue acque limacciose e un carico infinito di detriti noise. Basso e batteria martellanti, riff di sabbathiana memoria e un assolo via l'altro per un impatto sonoro che porta sempre al limite la resistenza dell'ascoltatore. Non è un caso se gli Earthless siano stati definiti da qualcuno "la band più rumorosa della California" : se accendete lo stereo, alzate il volume e passate From The Ages dall'inizio alla fine, è probabile che il vicino di casa vi faccia un esposto alla Procura della Repubblica per killeraggio sonoro. Ma credetemi, se un certo tipo di rock vi piace, una volta conosciuti gli Earthless non li mollerete più. Violenti, deliranti, eccessivi. In una parola : definitivi.

Voto : 7






Blackswan, venerdì 15/11/2013

Nessun commento: