sabato 2 novembre 2013

KING CRIMSON – USA (40th ANNIVERSARY EDITION)




Per comprendere il livello tecnico delle performance live dei King Crimson senza ascoltare un loro disco, non servono poi molte parole. Basterebbe la frase di un certo Jimi Hendrix, che dopo aver assistito a un concerto di Robert Fripp & co., entusiasta, grida : “ Siete la miglior band del mondo !! “. Ora, a prescindere da ogni altra valutazione che inevitabilmente ha a che fare coi gusti di ciascuno, è indiscutibile che Fripp, autentico genio della sei corde, si sia attorniato sempre di grandissimi musicisti. Se la formazione degli inizi era da urlo (Greg Lake, basso e voce, Michael Giles, batteria, Ian Mc Donald, fiati e tastiere, Pete Sinfield, testi), la line up del gruppo che suona in USA è forse addirittura superiore. Dietro le pelli, infatti, si siede un tal Bill Bruford, ex Yes e probabilmente il miglior batterista rock del momento, al basso e alla voce c’è l’ex Family John Wetton che quattro anni più tardi andrà a formare gli UK, mentre al violino, novità assoluta, c’è David Cross. Ripulito, rimasterizzato, remixato, in questa edizione presente anche in versione Stereo 2.0, il live di USA (1975) fotografa una band in stato di grazia che si cimenta con un repertorio tratto prevalentemente dai tre album in studio che lo precedono. Sto parlando di Lark’s Tongues In Aspic (1973), che insieme a In The Court Of Crimson King rappresenta il vertice della creatività frippiana, e degli ottimi Starless & Bible Black (1974) e Red (1974), tutte autentiche pietre miliari nella storia del prog inglese. In scaletta, quindi è possibile ascoltare, oltre a un paio di improvvisazioni, veri gioielli quali Easy Money, Lament, Exiles, Starless, l’immensa Lark’s Tongues In Aspic (Part II), i cui riff geometrici anticipano di anni il post hardcore,  e ovviamente, la conclusiva aggressione visionaria di 21st Century Schizoid Man, biglietto da visita di un’intera, superlativa carriera. Inutile dire che la rimasterizzazione e soprattutto il nuovo missaggio restituiscono brillantezza ai suoni ed esaltano le capacità tecniche di musicisti straordinari (Bruford non tiene un tempo pari nemmeno a sparagli), rendendo giustizia finalmente anche a David Cross, che l’esuberanza dei compagni di viaggio, nella versione originale del disco, aveva relegato in un angolo. Una curiosità : in fondo alle note di copertina compare, in piccolo, la scritta R.I.P, Requiescant In Pace. Con questo album infatti Fripp chiude la prima parte di vita dei King Crimson, per dedicarsi a prestigiose collaborazioni (Heroes di Bowie, Fripp & Eno). La band tornerà più vitale che mai nel 1981 con un altro capolavoro, Discipline, e con una formazione di extraterrestri (Bill Bruford alla batteria, Tony Levin al basso e, soprattutto, Adrian Belew alla chitarra). Ma questa è un’altra storia.

VOTO : 8 





Blackswan, sabato 02/11/2013

3 commenti:

Harley Quinn ha detto...

Son stata a sentire Levin - uno di quelli a cui devo il mio basso - con gli Stick Men Trio, insieme a quei mostri di talento di Pat Mastelotto e Marcus Reuter, al Borderline a Pisa. Che esperienza favolosa. Anche perché hanno riproposto diversi pezzi del "Re Cremisi".
Musicisti a tutto tondo.

mr.Hyde ha detto...

Eh, questi sono grandi. Freep genio visionario e innovatore, uno dei miei preferiti. A Young Person's guide to King Crimson, album doppio che raccoglie il meglio fino al 1976.

Cirano ha detto...

cio black ben ritrovato...ho aggiornato i feed e fatto un pò del solito casino per recuperare i blog preferiti.