sabato 16 novembre 2013

TINDERSTICKS – ACROSS SIX LEAP YEARS




Pubblicato a inizio 2012 un disco convincente come The Something Rain, i Tindersticks tornano a sorpresa con un nuovo album per celebrare i vent’anni di attività. Across Six Leap Years non è un disco di brani inediti, ma nemmeno un greatist hits, come l’occasione farebbe pensare. Si tratta piuttosto del recupero di dieci canzoni appartenenti al passato più o meno recente della band, canzoni rare o che erano scivolate nel dimenticatoio, riproposte però con un vestito tutto nuovo. L’iniziale Friday Night, ad esempio, compare nel primo disco solista del cantante Stuart A. Staples, Lucky Dog (2005), She’s Gone, A Night In e Sleepy Song risalgono addirittura al secondo album dei Tindersticks, datato 1994, mentre What Are You Fighting For?  è la più recente del lotto, essendo stata concepita originariamente nel 2006. Comunque sia, ciò che prima di ogni altra cosa balza all’occhio, è il livello qualitativo dell’operazione: non siamo di fronte infatti a un disco di scarti ma a piccole pietre preziose, a cui i nuovi arrangiamenti hanno tolto la polvere, facendole rifulgere della loro intrinseca bellezza. A testimonianza della maturità di una band in continua crescita, che non ha mai voluto tradire un modo di concepire la musica lontano anni luce dalle rotte commerciali, preferendo invece coltivare con affetto il proprio pubblico di sinceri appassionati. Across Six Leap Years è la consueta raccolta di canzoni pop da camera, da ascoltare in cuffia con il cuore propenso ad accogliere i languidi richiami di una malinconia rarefatta e notturna. In primo piano, come sempre, emerge la voce particolarissima e sofferta di Staples, che si muove attraverso un impianto musicale scarno ed elegante, costruito sull’intervento di pochi strumenti e di arrangimenti soffusi, in cui la ritmica compare come un’eco lontana. Coeso in ogni sua parte, nonostante il reciclo di materiale pescato da epoche diverse fra loro, lirico e malinconico, questo nuovo lavoro dei Tindersticks si propone come una delle migliori uscite del 2013. Non solo una chicca per completisti, ma un album che farà la gioia di quanti amano struggersi con la musica dei The National, Leonard Cohen, Spain, Blue Nile e Red House Painters, tanto per citare alla rinfusa alcuni cantori dell’intimismo. Bello e struggente.

VOTO : 8,5





Blackswan, sabato 16/11/2013

2 commenti:

Roberto Paglia ha detto...

Ottimo, grazie per averne parlato!

Blackswan ha detto...

@ Roberto : è stato un piacere :)