mercoledì 25 dicembre 2013

2013: LE SCELTE DEL KILLER. DALLA n° 25 ALLA n° 21








25) GOV’T MULE – SHOUT !
Ma le cose migliori i Gov’t le fanno quando si cimentano con la ballata. Così sulle prime piazze del podio vanno a finire Capture, un lentone blues che avrebbe comodamente trovato spazio in un disco di David Crosby, e la conclusiva Bring On The Music, undici minuti giocati sul contrappunto fra organo e chitarrra, che è di sicuro una delle migliori canzoni mai scritte da Haynes (i cui assoli, poffarbacco, fanno accartocciare la pelle per i brividi). In definitiva, Shout ! è un grande disco di rock blues, che gli amanti del genere adoreranno. Ma ciò che davvero vale è il primo cd, le cui canzoni sono belle proprio perchè suonate dai Gov’t Mule, mentre in mano altrui perdono molto del loro naturale fascino.


24) BLACK JOE LEWIS – ELECTRIC SLAVE
Soul, R&B e funky sono ancora presenti, certo, ma vivono come collante di una materia composta principalmente di rock e di blues, oppure fluttuano a mezz'aria, quasi fossero scorie rimasticate da un tritatutto garage punk di devastante potenza. Aprono il disco le distorsioni di Skulldiggin, e sembra di ascoltare il nuovo singolo dei Dead Weathers, quasi che quel riffone pesantissimo uscisse dalle dita di Mr. Jack White. Con Dar Es Salaam, invece, Black Joe riesce nell'intento di far suonare James Brown dai Led Zeppelin, mentre My Blood Ain't Runnin' Right evoca lo spirito dell'iguana Iggy Pop in un torrenziale finale che fonde proto punk e R&B. Tra le altre canzoni in scaletta, emerge anche, forse più convenzionale, ma decisamente trascinante, la funky disco di Come To My Party, che ricorda un pezzo dei Meters dalla frequenza cardiaca accelerata. C'è ovviamente molto di più in Electric Slave e questi sono solo alcuni degli episodi più riusciti di un disco anarcoide, sporco, violento e vibrante, che strapazza la musica nera e regala agli appassionati (non puristi) un nuovo eroe in cui credere. Uno degli allbum più adrenalinici del 2013 e sicuramente il migliore della già preziosa discografia di Black Joe.






23) SIGUR ROSKVEIKUR
Eppure, all’interno di involucri mai banali e perfettamente equilibrati, la novità vive in fascinazioni che possono definirsi (quasi) pop. Così, ad esempio, la terza traccia, Isjaki, a dispetto di una ritmica austera, deflagra in mille colori grazie a un ritornello che resta appiccicato alle orecchie fin dal primo ascolto, e Blapraour, con le dovute proporzioni, potrebbe quasi sembrare un pezzo dei Coldplay, qualora il gruppo di Chris Martin riuscisse ogni tanto a scrivere musica senza sbrodolarsi di miele. Agli estremi opposti di una scaletta che risulta fruibile anche ad ascoltatori occasionali della band capitanata da Jonsi, si attestano l’iniziale Brennestein, che sprofonda nella vertigine elettronica di un abisso cupo e malevolo, e la conclusiva Var, sorretta da un’esile trama di rarefazioni e pianoforte che avrebbe trovato la sua naturale collocazione in Valtari. Non siamo ai livelli di ( ) o di Takk, e men che meno di Agaetis Byrjun, ma Kveikur è un disco perfettamente riuscito, il lavoro di una band in continuo movimento, che sa mantenere fede a se stessa e al proprio credo artistico, modificando però con intelligenza il linguaggio musicale. Cosa sarà in futuro, se il nuovo verbo, finalmente comprensibile ai più, tornerà a vivere o se è solo il figlio di una necessità estemporanea, non è dato sapere. Per il momento, meglio limitarsi ad assaporare le atmosfere di questo inaspettato Kveikur e godere, senza remore, della musica di una delle band più intelligenti, e realmente alternative, del nuovo millennio.

22) KING KRULE – 6 FEET BENEATH THE MOON
Venendo al disco, il repertorio in scaletta è ricco anche se non particolarmente innovativo : dubstep, elettronica, schegge hip hop, digressioni ambient, inaspettati echi di soul-jazz. Il ragazzo però sfoggia uno stile e una personalità notevolissimi, evita con pertinacia sconcertante il mainstream preferendo alla melodia ostiche dissonanze, ricama atmosfere claustrofobiche, rifugge gli spartiti convenzionali della composizione. Se non tutto è centrato, se si vivono momenti ad alto tasso di indigeribilità, è anche vero che Archy ha dalla sua un'urgenza espressiva tanto rabbiosa e scorbutica che è impossibile non restarne affascinati. Sarà il tempo, come sempre, a dirci se abbiamo assistito ai primi passi di un genio o se 6 Feet Beneath The Moon è solo l'estemporaneo esordio full lenght di una new sensation che scomparirà senza lasciare tracce di sè. Meglio non farsi troppe domande, allora, e concentrarsi su questo disco sorprendentemente sincero.

21) TRUTH & SALVAGE CO. – PICK ME UP
Eppure, i Truth & Salvage co. hanno una marcia in più : il suono è fresco, moderno, pervaso da un’energia solare a tratti debordante, e le canzoni si sviluppano in un caleidoscopio di soluzioni melodiche assolutamente inusitate per il genere. L’album si apre con una micro ballata pianistica di un minuto e venti, The Bad Times, che trasuda gospel e riferimenti southern. Un inizio spiazzante, un azzardo che si può permettere solo chi ha in mano un giro di carte vincenti. L’ascoltatore viene messo subito fuori strada, e quando parte la seconda canzone, Silver Lining, capisce di essere caduto vittima di un tranello, tradito da un gioco di specchi che rivela ben presto una realtà musicale di tutt’altre fattezze. Ispirata a Orange Crush dei REM, per stessa ammissione del chitarrista Scott Kinnebrew, Silver Lining ripropone le sonorità del college rock anni ’80 che avevano reso celebre il gruppo guidato da Michael Stipe…Un disco come Pick Me Up è qui a dimostrarcelo : vario, senza però apparire disomogeneo, brillante nella ricercatezza di suoni che tuttavia possiedono anche un malizioso appeal radiofonico, ricco di canzoni che il tempo galantuomo collocherà nel novero degli ever green a stelle e strisce…




Blackswan, mercoledì 25/12/2013

6 commenti:

Harmonica ha detto...

Pace, amore e serenità... Buon Natale Blackswan

Holyriver ha detto...

Tanti auguri di Buon Natale:

Alligatore ha detto...

Buone rock-feste!

George ha detto...

Ottime scelte,me le segno ... e ancora Happy Christmarx!

Marco Goi ha detto...

il disco di king krule sospetto sarà l'unico davvero degno di nota della tua lista. ma va bene così, per quest'anno posso considerarmi già più che soddisfatto! ;)

i sigur ros in ripresa rispetto al precedente, ma i livelli dei capolavori passati sono ancora lontani...

il resto sei sicuro sia del 2013 e non, che so?, del 1913? ahah

Evil Monkeys ha detto...

Divertiamoci, che sto 2013 sta x finire!!!
Auguriiiiii