martedì 3 dicembre 2013

SWEET SUMMER SUN - THE ROLLING STONES



La musica, ne converrete, è una forma d’arte in perenne movimento. Se la bellezza di un dipinto, di un film o di un romanzo viene per sempre cristallizzata nel momento stesso in cui è concepita, una canzone, una sinfonia o una sonata crescono nel tempo, si modificano, assumono nuove forme e nuovi contenuti. Quel rituale che chiamiamo “concerto”, infatti, fa si che l’originario concepimento artistico fissato su spartito, vinile o cd viva centinaia di vite diverse a seconda del numero di esecuzioni di cui è fatto oggetto. In definitiva: ogni volta che la si suona, una canzone non è più la stessa di prima e non è mai uguale a se stessa. Se diamo per buono questo assunto iniziale, allora ha un senso anche Sweet Summer Sun, dvd e doppio cd live celebrativo della band più longeva dell’universo. Contenente materiale estrapolato da due esibizioni tenutesi il 6 e il 13 luglio all’Hyde Park di Londra, questo ricco cofanetto racconta cinquant’anni di storia del rock, riportando Jagger & Co. nello stesso identico scenario in cui il 5 luglio del 1969 gli Stones salutarono il grande Brian Jones, morto solo tre giorni prima (recuperate se potete The Stones In Park, film che immortala quell’evento). In scaletta, le stesse canzoni di sempre, quelle che ci hanno tenuto compagnia in tutti questi anni, ma, come si diceva, in una forma diversa e suonate per una ricorrenza a dir poco memorabile. Sul palco, peraltro, sale anche Mick Taylor, che hai tempi aveva sostituito proprio Jones e che nell’occasione si ricongiunge alla band dando vita a una versione micidiale di Midnight Rambler. A dar manforte ai nostri quattro, Darryl Jones al basso (praticamente il quinto Stones, già con Miles Davis), Chuck Leavell alle tastiere (Allman Brothers Band) e Lisa Fisher ai cori, che ci da dentro, e alla grandissima, in Gimme Shelter. Se qualcosa non è proprio memorabile (Ruby Tuesday, ad esempio, è parecchio moscia rispetto ai consueti standard) Sweet Summer Sun celebra però un gruppo di tenaci vecchietti (qualcuno mi spieghi come fa Mick Jagger, che ha quasi settant’anni, a zompare come un ragazzino di venti) che quando salgono sul palco mettono in riga, nonostante l’età, folte schiere di pallidi imitatori. Tanto che, quando parte la già citata Midnight Rambler, e la linea di fuoco Richards – Wood – Taylor copre le spalle a un indemoniato Jagger, il tempo si scolora, presente e passato si intrecciano, la musica rimbalza come una pallina impazzita dal 2013 al 1969, avanti e indietro, senza soluzione di continuità. E’ il rituale del rock ‘n’ roll che rende ogni canzone diversa da se stessa e giustifica l’acquisto dell’ennesimo disco live dei vecchi, immarcescibili, dinosauri.

VOTO: 7 

 

 

 Blackswan, martedì 03/12/2013


6 commenti:

Marco Goi ha detto...

bah, a me sembra la solita trovata commerciale per fare tanti bei soldoni...
e poi vieni a dire miley cyrus... ;)

mr.Hyde ha detto...

Arrivassi a settantanni ad avere metà di quella vitalità, metterei la firma..
Però ho già dato..

Blackswan ha detto...

@ Marco : probabilmente. Però, in ogni caso, qui la differenza la fanno le canzoni e la storia. Altro che Miley. :)

@ Mr Hyde : A quell'età io auspico solamente di poter andare in bagno senza essere accompagnato :)

Anonimo ha detto...

oramai patetici. sempre la stessa zuppa. evoluzione zero. auto-citazione all'infinito. solo un'industria. eddai. a sto punto è più onesto persino richard benson.

Berica ha detto...

le immagini del pubblico sono uno spunto interessante per un'analisi sociologica sui vecchi, immarcescibili, aggiungo amatissimi, dinosauri

Blackswan ha detto...

@ Anonimo : vero, e mi pare di averlo anche scritto nel post. Però: restano dei cannibali del palcoscenico, le canzoni non sono malaccio e rispetto al recente panorama mainstream è tutto grasso che cola.
Minchia, Richard Benson ! ma non aveva partecipato a Quelli della Notte ?

@ Berica : Che dire di più ? Dal mio punto di vista, ti do pienamente ragione.