mercoledì 12 febbraio 2014

SO LONG FREAK E GRAZIE

Apprendo con immenso dolore e tristezza della morte di Roberto Freak Antoni, cantante degli SKIANTOS e di getto scrivo.....

Relegati nella sub-sub categoria di rock demenziale, molto limitante, cui io personalmente ci lascerei solo Elio e le storie tese, per me, invece, gruppo punk rock estremamente intelligente e tecnicamente ineccepibile. Primo vero gruppo punk di casa nostra.  Freak ci lascia dopo una lunga malattia. Non per overdose come era piu' facile immaginarsi (almeno la malattia mi ha allontanato dalle droghe aveva dichiarato). Iniziai ad ascoltarli fine anni ottanta, quando il ribellismo intrinseco di quegli anni adolescenti mi avvicino' a sonorita' piu' dure ("venivo" dal cantautorato italiano per intenderci). Amavo la loro musica, puro rock senza troppi barocchismi, e soprattutto lui ed i suoi testi. Una ironia intelligente ed un sarcasmo senza uguali che mi appassionarono ed innamorarono all'istante. Blues degli orti metropolitani, Karrabbigniere blues e Sono un ribelle mamma le canzoni che mi avvicinarono curioso e divertito. Li vidi live al Leoncavallo solo anni dopo, nel 1995, e fu uno dei concerti piu' belli della mia vita.  Possedevo le cassette rosse di tutti gli album (Kinotto, Pesissimo, MonoTono etc) comprate usate per 2000 lire l'una nelle bancarelle della Fiera di Senigallia di Milano durante quei sabati pomeriggio meneghini ed uggiosi alla ricerca di bootleg rarissimi e deca di fumo. Tutte perse nei vari traslochi e rese obsolete da CD prima e musica digitale dopo, mi sono rifatto l'intera discografia su iTunes includendo album di rarities. Li adoravo, li riascolto e li adoro ancora. Attualissimi nel modo di fare classic rock senza fronzoli, con ironica ed irriverente, ma mai banale, visione di tutto e tutti: della nostra italietta (Italiano terrone che amo), del pubblico di merda che si lascia ingannare, cui puoi dare di tutto e tutto ingurgita (Largo all'avanguardia), dei giovani adolescenti ribelli e viziati al tempo stesso (Sono un ribelle mamma), del pericolo delle droghe delle quali loro stessi abusano (Vacci piano, Ailaik tutti fatti, Eptadone, Non voglio piu'), delle tensioni sessuali pseudo-adolescenziali (Mi piaccion le sbarbine), del non-sense totale (Kakkole, Sono veloce, Io ti amo da matti), della violenza gratutita e bullismo (Ti rullo di cartoni, Pesto duro), dell'essere contro tutto ma fondatamente (Sono contro), del karma personale (Sono Buono). Potrei andare avanti cosi per molte canzoni ma non voglio tediare. Freak era un vero artista. Autore di un libro che rispolverero' volentieri (Non c'e' gusto in Italia ad essere intelligenti - Feltrinelli 1991) lo ricordero' sempre come colui che mi regalava adrenalina e sorrisi a go-go. Viaggi in macchina, vacanze estive, caffe' Milano-Genova,  hanno loro, gli Skiantos, come colonna sonora  indimenticabile.

So long Freak e grazie.

Vi lascio con due delle mie canzoni favorite.

X Agosto (il testo e' la omonima poesia di Giovanni Pascoli)




Sono Contro (falso live registrato in studio.....chi si fida dei Ramazzotti o Jovannotti?)

http://www.youtube.com/watch?v=WJVrt6h1GS8

Offhegoes, giovedì 12/2/14

4 commenti:

Ezzelino da Romano ha detto...

L'ho saputo poco fa da Blackswan e mi sento quasi come se avessi perso un mio compagno di classe del liceo.
Grande, grandissimo Freak.
Io ti spakko la faccia la sento sempre a manetta in macchina, ancora adesso con mio figlio.
Andrea Pazienza per il disegno, gli Skiantos per la musica, tracce di una fase di enorme creatività e talento.
Una generazione bruciata, secondo alcuni, e in effetti di roba pesante ne girava parecchia da quelle parti.
Ma quelle sono questioni personali, ognuno ha i propri demoni ed ognuno li affronta come meglio crede.
Di certo posso dire che gli Skiantos li sento sempre volentieri, forse oggi anche più di prima, e Pazienza lo rileggo senza posa.
Non muore colui il cui nome non è dimenticato.
Fai buon viaggio, fratello.

cristiana2011-2 ha detto...

Apprendo da te e mi rattrista.
Piacevano anche a me, mi mettevano allegria.
Cristiana

Blackswan ha detto...

Aggiungo poche parole a quanto già scritto dall'amico Offhegoes.
Conobbi gli Skiantos durante gli anni del liceo, quando la mia professoressa di italiano fece un suggestivo accostamento fra la scapigliatura milanese e il rock demenziale. Da quel momento in poi alcune delle loro canzoni sono diventate per me piccoli inni quotidiani. Tra tutte, mi piace molto Sono Contro e credo che riascoltarla oggi sia il modo migliore per ricordare un uomo che ha vissuto contro il sistema, ma sempre avendo al proprio arco, quale arma migliore, la freccia acuminata dell'ironia. Come quando intitolò un album con quella frase che descrive perfettamente lo stato di afasia intelletuale e culturale che vive il nostro paese: non c'è gusto in Italia a essere intelligenti. Ciao Freak, non ti scorderò.

Offhegoes ha detto...

@ Ezzelino: proprio come dici tu, come perdere un compagno di classe del liceo. E Paz...un genio.

@Cristiana: esatto...allegria ed....ENTUSIASMOOOOO!! :)

@Blackswan: so chi e' la tua prof del liceo e l'accostamento e' senz'altro molto suggestivo ;)) suo figlio era un grandissimo fan degli Skiantos peraltro