martedì 5 agosto 2014

E' STATO LA MAFIA - MARCO TRAVAGLIO




È stato la Mafia è un volume, comprensivo di DVD, in cui Marco Travaglio, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano, racconta gli intrighi e le malefatte perpetrate negli anni dalla classe politica italiana. Il DVD e il volume sono tratti da uno spettacolo teatrale, proposto da Travaglio, che ha riscosso un notevole successo in tutta la penisola. Travaglio svela gli inganni, gli accordi segreti e le trattative che a partire dal 1992 sono state portate avanti tra lo Stato e Cosa Nostra. Si tratta di documenti resi pubblici che dimostrano come alcuni importanti esponenti politici di allora fossero invischiati in faccende poco limpide. Travaglio racconta tutto, senza peli sulla lingua. Racconta gli accordi e i vari tentativi di nascondere tutto sotto un velo di silenzio e di omertà, riporta i tentativi di delegittimare la Procura di Palermo compiuti da Stato e Cosa Nostra. Travaglio enuncia le telefonate dell’ex ministro Mancino, del presidente Napolitano e del suo consigliere giuridico che sono state depositate dai magistrati e quindi rese pubbliche. Il volume ripercorre la corsa degli eventi che ha caratterizzato oltre vent’anni di storia politica del nostro Paese. Ad accompagnarlo, Isabella Ferrari, la quale legge alcuni testi incentrati sulla parte buona della politica, brani di grandi italiani come Gaber, Pasolini, Calamandrei, Pertini e Flaiano. Marco Travaglio, con il volume dal titolo E’ stato la Mafia, racconta gli ignobili compromessi dello Stato con il malaffare e la criminalità organizzata.

Dal momento che incazzarsi pare faccia male alla salute, sconsiglio a tutti di intraprendere la lettura di questo libro. Il consiglio, ovviamente, vale solo per quelli che continuano a sperare in un Italia migliore, che sono stufi di governicchi non eletti e che puzzano di muffa lontano chilometri, che desidererebbero istituzioni forti, consapevoli e rispettose del dettato costituzionale, operose nel gestire la cosa pubblica per il bene dei cittadini. Per coloro, soprattutto, che pensano che la legalità sia un valore indisponibile, che non possa essere oggetto di mercimonio, patti (a proposito di legalità e patti, vi dice niente l'inciucio del Nazareno?), contrattazioni, compromessi. E' Stato La Mafia, ultima fatica del vice-direttore de Il Fatto Quotidiano, è infatti uno di quei libri che letto e compreso in tutte le sue implicazioni (politiche, istituzionali, criminogene e stragiste), fa venir voglia di scendere in piazza coi forconi e andare a prenderli uno per uno. Non fosse altro che per onorare la memoria di tutti quegli uomini, e ce ne sono stati, che hanno sacrificato la propria vita per la salvaguardia dello Stato e di tutti i cittadini per bene che nello Stato e nel Paese credono ancora (pleonastico accennare a Falcone e Borsellino). Fedele sceneggiatura dell'omonimo spettacolo teatrale che Marco Travaglio e Isabella Ferrari hanno portato in giro per l'Italia nel 2013 (il dvd con una serata dello spettacolo è allegato al libro), E' Stato La Mafia mette insieme in ordine cronologico tutti i tasselli che costituiscono quegli abominevoli abboccamenti, su cui oggi indagano (rectius: stanno giudicando) i magistrati palermitani, che prendono il nome di "trattativa Stato -Mafia". Nessuna illazione o ricostruzione fantascientifica, ma un excursus documentato di fatti, testimonianze e carte processuali che documentano il do ut des intercorso fra criminalità e istituzioni, in una escalation di doppigiochi, menzogne, ritrattazioni, ricatti e omissis che fa accapponare la pelle. Un crescendo rossiniano di misfatti che sfocia nel capitolo finale, intitolato esplicitamente "Romanzo Criminale", in cui emerge in tutto il suo squallore il ruolo giocato da Napolitano per cercare di salvare le terga proprie e dell'amico Mancino, ostacolando in modi, diciamo così, avulsi dalle prerogative presidenziali, il lavoro dei giudici di Palermo. Un quadro che lascia sgomenti, attoniti e decisamente incazzati. Quindi, se non volete rovinarvi le ferie, non leggetelo. Consigliatelo semmai a quanti hanno votato Renzi e ritengono Re Giorgio il baluardo della nostra democrazia. Magari gli fate cambiare idea.





Blackswan, 05/08/2014

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