domenica 8 novembre 2015

NICKOLAS BUTLER – SHOTGUN LOVESONGS




Henry, Lee, Kip e Ronny sono cresciuti insieme a Little Wing, una cittadina rurale del Wisconsin. Amici fin dall'infanzia, hanno poi preso strade diverse. Henry è rimasto nella fattoria di famiglia e ha sposato il suo primo amore, mentre gli altri se ne sono andati altrove in cerca di fortuna. Ronny è diventato una star del rodeo, Kip ha fatto i soldi in città e il musicista Lee ha trovato la fama ma ha avuto il cuore spezzato. Ora tutti e quattro sono tornati in paese per un matrimonio. Ma vecchie rivalità si insinuano nel clima di festa e nella felicità del ritrovarsi, e il segreto di una moglie minaccia di distruggere un matrimonio e un'amicizia. "Shotgun Lovesongs" è un vibrante inno alle cose che contano davvero nella vita, l'amore e la lealtà, il potere della musica e la bellezza della natura.

Nickolas Butler ha una visione molto romantica e appassionata dell’amicizia e forse questo gli impedisce di essere crudele fino in fondo. Tuttavia, nell’economia di Shotgun Lovesongs, lo sguardo incantato del suo autore risulta, alla fine dei conti, più un merito che un difetto. Butler, infatti, costruisce una corale sull’amicizia (il romanzo si sviluppa in capitoli che riflettono il punto di vista dei vari protagonisti) che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina, inducendolo alternativamente al sorriso e alla commozione, ma, soprattutto, spingendolo con forza a misurarsi con il proprio passato, a tornare con la memoria agli amici di un tempo, a quelli che, prima che la vita o il destino ce li portassero via, rappresentavano per noi un coagulo inscindibile di affetto esperienze e condivisione. Quella raccontata da Butler è un’amicizia virile, idealizzata forse, ma alla fine estremamente concreta nelle dinamiche: i sogni mescolati a birre ghiacciate, la notte passata insieme ad attendere l’alba sul filo dell’orizzonte, le canzoni cantate a squarciagola, la gratuità del soccorso reciproco, una corsa nel gelo delle tenebre per salvare il proprio “fratello” in difficoltà. Quanti di noi possono dire di aver avuto amici così? Non molti, credo. Eppure, se mai questa amicizia sia esistita nelle nostre vite, è esattamente come Butler la descrive: epica, romantica, e (forse) inossidabile. Quattro vite diverse, tre matrimoni e il peso delle responsabilità che incombe inevitabilmente e che impone ai protagonisti (magnificamente tratteggiati i “minori” Kip e Ronny) un bilancio non più differibile. Sullo sfondo, due elementi che sono il motore trainante della storia e che, a ben vedere, più che l’intreccio narrativo stesso, rappresentano la vera forza della prosa di Butler. Da un lato, lo scorrere delle stagioni in Wisconsin: l’America vera e rurale, quella dei campi di mais a perdita d’occhio e dei silos, dei pick- up e degli sterrati, delle fattorie e delle verande dove godersi il fresco della sera, quella dei piccoli centri e delle main streets ove si condensa la socialità della provincia, quella dei pub e delle caraffe di birra, dei rituali della domenica e delle tradizioni immutabili. Dall’altro, la smisurata passione di Butler per la musica (lo scrittore è stato compagno di scuola di Bon Iver, a cui si ispira apertamente il personaggio di Lee), che, in Shotgun Lovesongs (è il titolo di un disco di Lee), non è solo patrimonio personale dei singoli personaggi, ma rappresenta semmai la voce di un intera nazione, capace di raccontarsi attraverso il morbido country di Garth Brooks o il rock incendiario dei Lynyrd Skynyrd. 
Un romanzo imperfetto ma bellissimo, sicuramente il più americano dei romanzi che abbia letto finora.


Blackswan, domenica 08/11/2015

6 commenti:

James Ford ha detto...

L'hai descritto alla grande, e l'abbiamo vissuto proprio allo stesso modo.

Bartolo Federico ha detto...

Sal E Nick, tutti e due sono fantasmi. i miei fantasmi.

Marco Goi ha detto...

Blackswan, questo post è la prova che sicuramente ne capisci più di libri che di musica eheh ;)

Blackswan ha detto...

@ Mr Ford: davvero un gran bel libro, di quelli che restano.

@ Bartolo: Qui i fantasmi abbondano, drovemmo farli conoscere :)

@ Marco: è probabile che capisca ben poco anche di libri :)

Tonypop ha detto...

letto appena uscito, bel libro bella storia e ottima recensione...vero incentrato su amicizia virile ,forse un po' alla john milius per certi riferimenti...e pieno di sconfitte e di sogni perduti, la rockstar infelice, l'ex campione di rodeo ridotto male, e dil manager senza amore...molto americano anche perchè forse l'unico vincitore è quello che rimane legato alle sue radici, ai campi e alla famiglia...

Blackswan ha detto...

@Tonypop: grazie per il commento e per le riflessioni. Pensare a Milius è un azzardo riuscito, che mi apre a ulteriori collegamenti.E devo dire che il riferimento alle radici e alla famiglia è il senso più profondo di questo romanzo, che ancora adesso non smette di emozionarmi.