domenica 7 febbraio 2016

FOXBORO HOT TUBS - STOP DROP AND ROLL !!! (2008, Jingle Town Records)



Prima di parlare del disco vorrei ringraziare pubblicamente Nick per l’ospitalità e gli incoraggiamenti. Il Rock è una delle grandi passioni della mia vita ma non ne avevo mai scritto. Quindi da dilettante chiedo clemenza ogni qualvolta mi sfuggano imprecisioni o sciocchezze. L’unico obiettivo è condividere, con tutti gli amici di Come Un Killer Sotto Il Sole, le mie piccole e grandi “perversioni” musicali. Grazie ancora Nick e a tutti coloro che avranno la voglia e la pazienza di leggermi.


Togliamoci subito il dente. I bellimbusti che danno corpo e wattaggio ai Foxboro Hot Tubs altri non sono che Billie Joe Armstrong, Tré Cool e Mike Dirnt. Già, proprio loro, i Gree Day. Decine di milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti,  Grammy, dischi d’oro e di platino come piovesse. Insomma, i Punk più detestati dai Punk.

Perché dovrebbe quindi interessarci il progetto parallelo di delle band più popolari e criticate d’America?
Perché perdere del tempo a parlare di questi miliardari californiani campioni, ancora in carica, nella categoria Pop Punk Under 16?
Ma perché Stop Drop and Roll!!! è un miracolo. Fidatevi, questa è un operazione che ha dell’incredibile.

Il camuffamento inizia dalla facciata, si danno nomi di fantasia come Reverend Strychnine Twitch o Frosco Lee e si auto-producono inventandosi di sana pianta la fantomatica Jingle Town Records. Etichetta “one-shot” per eccellenza. Grafica di copertina in perfetto stile Merseybeat con five girls monocromatiche che si dimenano cotonatissime nel club londinese più alla moda del 1966. Strillone d’ordinanza che rimanda all’immaginaria hit Mother Mary.

I 12  brani scorrono via che è un piacere, la carrellata di potenziali singoli è impressionante. Si inizia con l’assalto all’arma bianca della title track e ci siamo già scordati i Green Day, Mother Mary mantiene le promesse urlate in copertina facendo il verso agli Strokes. She's a Saint Not, a Celebrity è un dichiarato omaggio a Eddie Cochran e alla sua immortale Summertime Blues mentre, The Pedestrian, sembra uscita dalla stagione migliore degli Hoodoo Gurus. 27th Ave. Shuffle invece è una possibile versione di My Generation degli anni zero.  Ultimo pezzo in scaletta Pieces Of Truth che da solo vale l’acquisto del disco. Intro devastante alla Fleshtones, riff che più bastardo di così non ce n'è e il sax di Jason Freese a rendere il brano, se possibile, ancora più appiccicoso. Due, tre ascolti e sei fregato. Lo sbatti in tutte le playlist dell’anno, vantandoti della scoperta, in posizione podio. Centinaia gli altri rimandi possibili, per farla breve: Sonics, Kinks, Iggy Pop e più recentemente (International) Noise Conspiracy, Vines e i Black Lips delle ultime uscite.




In definitiva,  un “miracolo”, e di quelli assolutamente inaspettati. Come se, Fabio Volo, di punto in bianco, venisse fuori con un nuovo libro, un bel libro, firmandolo con uno pseudonimo scemo, vendesse la miseria di 10000 copie e fosse promosso da poche ma entusiastiche recensioni. Impossibile? Appunto, un miracolo!

Un bravo recensore a questo punto dovrebbe puntualizzare che, anche se il disco è “maledettamente divertente”, bla bla bla, non c’è niente di nuovo e potrà fare proseliti soprattutto fra gli incanutiti reduci della stagione Garage Revival. Cazzate! Questo potrebbe essere un disco formidabile, per chiunque ami il Rock’n’Roll da Big Joe Turner in poi, anche nel 2032. I FHT sono da custodire gelosamente dentro al mobiletto del pronto soccorso musicale per ogni evenienza. Esempio pratico, quell’anno, era il 2008, la palma di “nex big thing” andò ai Fleet Foxes, a mio modestissimo parere, uno dei gruppi più rovinapalle della storia recente. Di quei gruppi ai quali John Belushi avrebbe sicuramente spaccato sulle teste tutto il set di chitarrine acustiche. Di quelle robe che mentre le ascolti ti si blocca la mascella durante l’ennesimo sbadiglio. Ecco allora che la musical farmacy di casa ha la sua bella utilità. Si tirano fuori i Foxboro o altri ragazzacci come loro e tutto torna a posto. Mascella compresa.

In un mondo migliore, praticamente al contrario, il papà di Renzi farebbe il presidente di una bocciofila e lui concorrenza a Landini per la leadership nella FIOM mentre, i Foxboro Hot Tubs, rispettatissima Garage band, sarebbero responsabili di un side-project con velleità mainstream targato Green Day che non destò particolare interesse. 





Porter Stout, domenica 07/02/2016

2 commenti:

Offhegoes ha detto...

interessante! bravo...
ottima collaborazione!

ciao

Porter Stout ha detto...

Offhegoes: Ti ringazio :)