martedì 16 febbraio 2016

LE PRIME QUINDICI VITE DI HARRY AUGUST - CLAIRE NORTH



Ogni volta che muore, Harry August rinasce esattamente nello stesso tempo e nello stesso posto. Un talento, un potere o una condanna, che lonesto e leale Harry affronta vivendo vite sempre diverse, così da fuggire a unesistenza prevedibile e cercare la sua strada. Non sa perché succeda né che ci sono altri come lui. Finché una bambina si avvicina al suo capezzale. "Il mondo sta finendo," dice. " Questo messaggio sta passando di generazione in generazione da centinaia di anni. La fine del mondo sta arrivando e tocca a te scongiurarla." Le prime quindici vite è la storia di quello che Harry August fa dopo questo messaggio e di come prova a salvare il mondo e se stesso. In un intrigo internazionale che si dipana come scatole cinesi, Harry attraversa la storia del Novecento, dalle guerre mondiali al boom economico fino ai giorni nostri. Una storia damicizia e tradimento, di amore e solitudine, di gioia, politica, religione, lealtà e dello scorrere inesorabile del tempo. In occasione delluscita del libro è stata lanciata la campagna virale "Lascia un messaggio a "harryaugust" che ha coinvolto librai e lettori.

Il consiglio spassionato è di leggere Le Prime Quindici Vite Di Harry August per quello che non è (o che non è completamente), e cioè un romanzo di fantascienza con palpitanti inserti thriller. Quindi, abbandonatevi al fluire dei colpi di scena, alle suggestioni dei viaggi del protagonista ai quattro angoli della terra, all’ambiguità morale dei personaggi che s’incontrano, all'aura di mistero che avvolge il Cronus Club, senza farvi troppe domande. Perchè, diversamente, si va in paranoia. Provate a ricostruire l'alternarsi delle vite di Harry August, a dare un senso logico al monumentale intreccio narrativo, a stanare le incongruenze di questa trama complessissima, e vi rovinerete il piacere della lettura. Ma soprattutto, date retta a me, state lontano da tutte le riflessioni etiche ed esistenziali che il racconto sottende, perchè diversamente ne rimarrete scottati. Harry August, non è un Highlander, è destinato sempre a morire, ma vive la condanna (o la benedizione) della rinascita. Ed è inevitabile, quindi, arrivare a porsi la domanda che si ponevano i Queen in quella splendida canzone: Who Wants To Live Forever? Chi davvero vorrebbe vivere per sempre? Meglio lasciar perdere. Perché poi le domande arrivano in loop. Cosa si prova ad accumulare centinaia di anni di vita, di esperienza e di cultura, conoscere lo scibile umano, il senso del tutto, col rischio concreto però di perdere amori e affetti, che rimangono nella memoria, ma probabilmente non potranno più essere vissuti? E ripetere il corso dell'esistenza, senza soluzione di continuità, non finirebbe per togliere valore al bene più prezioso (il protagonista, a ogni rinascita, è infatti costantemente infastidito dal dover rivivere i giorni “noiosi” dell'infanzia e dell’adolescenza)? Oppure, questo bene è davvero prezioso solo perchè è impossibile perderlo, perché dura e ci consente di migliorarci, di imparare, di essere ciò che non potremmo essere se il tempo fosse limitato? Potremmo farci queste domande per tutta la durata del libro, riflettere su cosa siamo, dove andiamo, se Dio, in fin dei conti, non è una suprema entità di creazione, ma è solo tempo che passa. In questo modo, Le Prime Quindici Vite Di Harry August sarebbe ciò che è in realtà: un romanzo filosofico, con qualche falla, certo, ma gravido di molte suggestioni. Un testo, soprattutto, che letto in profondità, ci pervade di una tristezza infinita, restituendoci, pagina dopo pagina, il senso deprimente della nostra finitezza. Non è un caso, infatti, che il tema ricorrente del romanzo, nonostante le centinaia di anni di vita narrate, sia la morte. Una morte che torna sempre a ricordarci quanto siamo caduchi e quanto la fantasia della North, se non è tenuta sotto controllo dal lettore, finisca per produrre un avvilente senso di smarrimento; una morte invasiva e feroce, raccontata attraverso malattie, torture e suicidi, la cui insostenibile crudeltà non fa sconti e ci mette dinnanzi alla visione del nostro futuro. Per cui, fidatevi: leggete il libro, ne vale davvero la pena, ma restate in superficie. Se si inizia a scavare, ci si fa del male.


Blackswan, martedì 16/02/2016

2 commenti:

Michele Borgogni ha detto...

Lo cercherò, sembra una lettura interessante!

Blackswan ha detto...

@ Michele: molto e sicuramente anche molto " diversa ".