sabato 6 febbraio 2016

SIMO – LET LOVE SHOW THE WAY



Uscito a fine 2015 negli States, l’esordio bomba dei Simo (in realtà c’è anche album precedente prodotto su bassa scala) è arrivato da noi prima come eco, poi, finalmente, a fine gennaio, in versione cd e vinile, trasformandosi fin da subito nell’oggetto del desiderio degli amanti del rock blues targato seventies. La storia legata al gruppo è una consueta storia di gavetta, di centinaia di concerti in giro per piccoli locali, di una partecipazione come seconde linee a un paio di grossi festival, e del colpo di culo di essere notati e messi sotto contratto dalla Provogue. JD Simo, cantante, chitarrista e leader in pectore della band (che porta il suo nome) è cresciuto come tanti ragazzini ascoltando i dischi del papà e cimentandosi precocemente alla chitarra, strumento che fin dall’età di dieci anni già suonava discretamente. Il blues nel cuore, una prima band e un Ep dal vivo a distribuzione limitata, la vita vagabonda del musicista, l’attività di sessionista intrapresa per sbarcare il lunario, le canzoni tenute nel cassetto, l’incontro con il batterista Adam Abrashoff e il bassista Frank Swart (ora sostituito da Elan Shapiro), la nascita dei Simo, sudore e passione, girovagare senza meta fra pub e music hall e finalmente il successo con Let Love Show The Way. Un disco che nasce già con le stigmate della leggenda, visto che è stato registrato a Macon, Georgia, nella Big House in cui vissero per un po’ di tempo gli Allman Brothers Band, e visto che Simo, durante le sessioni di registrazione, ha potuto imbracciare e suonare la mitica Gibson Les Paul datata 1957 di Duane Allman. La copertina clamorosamente psichedelica e vintage, allude in modo esplicito al contenuto dell’album: rock blues tagliato hard con spezie retrò anni ’70. Niente di nuovo, ovviamente, e anzi una scrittura smaccatamente derivativa che si ispira alla potenza dei grandi power trio del passato (Cream, Jimi Hendrix Experience, James Gang e i primi Gov’t Mule), e cita anche hard blues anglosassone (Led Zeppelin, Edgar Broughton Band) e southern (gli Allman e i Black Crowes). Tuttavia, nonostante i Simo rimastichino veramente tutto lo scibile del genere, piacciono da morire per il furore che ci mettono, per quel fuoco sacro che accende il cuore dell’ascoltatore quando gli strumenti partono al galoppo e non è chiaro fin dove possano arrivare. A volte anche lontanissimo, come nei quasi dieci minuti di I’d Rather Die In Vain o nella chilometrica Ain’t Doin’ Nothin’, un quarto d’ora che esprime al meglio il senso dei Simo per la jam; altre volte, un po’ più vicino, come nella fulminante cover di Stranger’s Blues di Ellmore James, standard blues da cui sono nate tutte le Break On Through di questa terra. C’è anche il tempo per tirare un po’ il fiato con Today I’m Here, un brano country che omaggia gli Allman e ci porta in casa tutti i profumi della Georgia. Disco verace, sudatissimo, dai suoni grassi e gli arrangiamenti essenziali, Let Love Show The Way regala settanta minuti di passione pura che vi costringeranno a imbracciare la vostra air guitar, fino a consumarvi la cuffia dei rotatori.


VOTO: 7,5





Blackswan, sabato 06/02/2016


2 commenti:

Porter Stout ha detto...

Band meravigliosa, grazie Nick di avermela fatta conoscere!

Blackswan ha detto...

@ Porter: ne sono felice :)