giovedì 4 febbraio 2016

THE CACTUS BLOSSOMS - YOU'RE DREAMING



I Cactus Blossoms sono la novità a stelle e strisce di questo inizio 2016. Non solo per noi, che certa musica la conosciamo poco e se arriva, arriva d'importazione, per la fruizione esclusiva di circuiti assai ristretti, ma anche per gli americani, che dalla sera alla mattina, si sono ritrovati per le mani un gioiellino mica male. Jack Torrey e Page Burkum sono figli del Mid- West, arrivano da Minneapolis, per la precisione, e hanno iniziato a muoversi musicalmente nel circuito delle Twin Cities (la citata Minneapolis e Saint Paul). Questo disco esce per la prima volta nel 2012 (seguito poi da un live intitolato Live At The Turf Club), viene autoprodotto e raggiunge un discreto successo su Bandcamp. A furia di suonare in giro per l'America, la Redhouse Records si accorge finalmente di loro, li affianca a un pugno di sessionisti, e così You're Dreaming vede finalmente la luce in una veste nuova e più curata. Da un punto di vista formale, il primo paragone lanciato dalla stampa (qualcuno a proposito dei Cactus Blossoms ha già parlato di salvezza del country) è quello con Simon & Garfunkel (e con i più recenti Milk Carton Kids): Torrey è l'autore principale, entrambi hanno grandi voci e le trame dei loro brani sono il risultato di grandi intrecci vocali. Tuttavia, i Cactus Blossoms frequentano poco il folk e puntano semmai su una rilettura di quel suono old times che guarda agli Everly Brothers (mi pare il paragone più azzeccato) e a Hank Williams. Niente di particolarmente originale, è vero, ma il disco suona comunque fresco, intrigante e ricco di linee melodiche piacevolissime. Country, prevalentemente, ma anche puntate nel rock'n'roll delle origini (Clown Collector) e trasognati sguardi ai suoni di frontiera (Adios Maria che mi ha fatto pensare alla Nitty Gritty Dirt Dirt Band), il tutto impreziosito da un delicato mood nostalgico che, per gli amanti del genere, è una sorta di ritorno a casa, ai suoni tradizionali degli anni '50 e '60, da cui tutto deriva. Consigliatissimo a tutti i frequentatori dell'Americana, magari un po’ meno per tutti coloro che non masticano molto la materia.

VOTO: 7





Blackswan, giovedì 04/02/2016

2 commenti:

Marco Goi ha detto...

Mi sa che io e te Blackswan abbiamo un concetto di novità profondamente differente... :)

Blackswan ha detto...

@Marco: temo di si.