martedì 15 marzo 2016

WYNONNA & THE BIG NOISE - WYNONNA & THE BIG NOISE



Questa è una recensione da scrivere in piedi, con inchino e baciamano, visto che quando si parla di Wynonna Judd si parla di una vera e propria istituzione della musica country. Massimo rispetto, dunque, per un'artista che nella sua carriera ormai più che trentennale (la signora compirà a breve cinquantadue anni) ha snocciolato numeri da capogiro. In coppia con la madre, Naomi, nel 1983, Wynonna fondò, infatti , le Judds, un duo che in poco più di un lustro di attività si mangiò letteralmente le classifiche americane di genere. Ventitre singoli piazzati nella Billboard Hot Country, di cui quattordici al primo posto, venti milioni di dischi venduti, otto Academy, cinque Grammy Award, nove Country Music Association, e un numero imprecisato di altri riconoscimenti, sono il pedegree del duo country economicamente più rilevante di sempre, in condominio con Brooks & Dunn (che però presero piede nel decennio successivo). Quando Naomi, per una grave forma di epatite, molla il colpo, Wynonna, abbandona il cognome che l'ha resa celebre (per inciso la sorella è l'attrice Ashley Judd), e inizia una carriera solista dal successo non sempre esaltante, soprattutto per quegli episodi che la vedono allontanarsi dal country pop, alla ricerca di altre forme espressive più contigue al rock e alla soul music. Personaggio a tutto tondo dello star system americano, Wynonna, nell'ultimo decennio, ha mollato lo studio di registrazione, limitandosi a svariate collaborazioni, e dedicandosi soprattutto alla televisione e a concerti per scopi benefici. L'ultimo album in studio, What The World Needs Now Is Love, risale infatti al 2003, la bellezza di dodici anni da questo attesissimo ritorno sulle scene, per il quale Wynonna, ha voluto fare le cose in grande. In primo luogo, ha messo in piedi i Big Noise, band di apprezzati sessionisti, tra cui il batterista Cactus Moser, anche produttore dell'album e già membro degli Highway 101; in secondo luogo, si è avvalsa di alcune prestigiose ospitate, tra cui Derek Trucks e Susanne Tedeschi, Jason Isbell e Timothy B. Schmit (leggasi Poco e Eagles). Il risultato è un disco vario e gustoso, suonato meravigliosamente da tutti i musicisti chiamati in causa, e cantato anche meglio da Wynonna, la cui voce duttile e soul riesce a giocare con diversi registri, a seconda delle necessità. In scaletta, dodici canzoni, di cui solo una a firma della Judd, che si muovono con leggerezza fra country e pop, blues e soul, tenendo un occhio alle charts e uno alla qualità del prodotto. Così, anche nei momenti maggiormente radio friendly (Jesus And The Jukebox, You Are So Beautiful, Cool Ya), la proposta rimane di livello e non perde di credibilità. Poi, ci sono anche gran belle canzoni, come il r'n'b sanguigno che apre l'album, Ain't No Thing, a firma Chris Stapleton e suonata in duetto con la Tedeschi, il country morbido di Things That I Lean, che vede il contributo di Jason Isbell, e la splendida Keeps Me Alive, con una prova magistrale (ma va?) di Derek Trucks alla chitarra. Un ritorno sulle scene in grande stile, dunque, per un'artista capace di far convivere, dentro le sue canzoni, l'anima nera e quella bianca della musica a stelle e strisce. Con sguardo divertito e mestiere da vendere.

VOTO: 7





Blackswan, martedì 15/03/2016

2 commenti:

Alessandro Raggi ha detto...

tempo fa mi dicevo, chissà se riuscirò in giro a trovare una recensione di questo disco che mi incuriosisce molto? Ecco qua, dove non trovarla se non qui. perfetto come sempre

Blackswan ha detto...

@ Alessandro: Grazie a te come sempre. Questi sono dischi che, come ben sai, non hanno molto mercato da noi.