martedì 5 luglio 2016

MARCUS WILLIS: ANCHE IL TENNIS HA LA SUA FAVOLA




Dopo il trionfo in Premier League del Leicester e la bella avventura della nazionale Islandese agli Europei di calcio ecco un’altra vicenda sportiva che ha dell’incredibile. Questa storia ha come protagonista l’inglese Marcus Willis, tennista venticinquenne di Slough, una carriera passata nei circuiti minori con qualche sporadica vittoria nei tornei Future, la serie C del tennis professionistico. Ranking: 772 al mondo. Guadagni nel 2016: 258 sterline. Lavoro vero: maestro di tennis al Wawrick Boat Club di Birmingham. Willis non sarà un genio di questo sport ma è simpatico e anticonformista, c’è un video (cliccatissimo in questi giorni) che ci fa conoscere il personaggio meglio d’altre parole. Lo si vede bere Pepsi e mangiare cioccolata ad un cambio campo, pancetta prominente (10/15 kg in sovrappiù) e atteggiamento da inguaribile impertinente. Anche per queste abitudini, non proprio da atleta, gli amici lo hanno soprannominato “Cartman”, come il bambino grassottello della serie a cartoni animati South Park.
E’ nel febbraio scorso che tutto cambierà, senza che Willis possa ancora minimamente ipotizzarlo, e prenderà il via la sua straordinaria corsa ad ostacoli che lo condurrà fino al secondo turno dei “Championships”, il torneo di Wimbledon, il più prestigioso al mondo, dove si troverà faccia a faccia con Roger Federer, il più grande giocatore di tutti i tempi per milioni di appassionati.
Ma, andiamo per gradi.
Willis partecipa ad uno dei tanti tornei regionali che danno diritto d’accesso alle pre-quali (le qualificazioni delle qualificazioni) dello Slam londinese e vince. Niente di strano, il livello è tutt’altro che impossibile, la mano è ancora buona e gli permette di portare a casa il risultato. E’ in questi stessi giorni che si fidanza con una graziosa ragazza americana, la dentista Jenny Bate, che risulterà determinante nel prosieguo di questa storia. E’ lei infatti che fa promettere a Willis di mollare bibite e cioccolata e provarci seriamente ancora per qualche mese: partecipare al torneo di Wimbledon è o non è il sogno che qualsiasi tennista vorrebbe coronare fin da piccolo? Si sa, l’amore smuove le montagne e, anche nel caso del procace Willis, funziona. Mette da parte i propositi di ritiro dall’attività agonistica e ci dà dentro con estenuanti allenamenti in palestra recuperando una condizione fisica accettabile giusto in tempo per iscriversi al primo torneo di qualificazione.
Da qui in avanti sarà la volontà e la tigna di un ragazzo che vuole compiacere la fidanzata nuova di zecca di cui è innamoratissimo che farà la differenza contro gli avversari (sempre più competitivi ad ogni ulteriore step) e contro il pronostico (che lo vedranno sempre come sicuro perdente). I risultati si avvicendano a qualche colpo di fortuna, vince le prime due partite e passa il turno decisivo perché il suo avversario non si presenta, a quanto pare s’era smarrito in un aeroporto turco! Comunque la si racconti, è già un grande risultato, Willis è dentro alle qualificazioni di Wimbledon, quelle che contano e che cominciano a distribuire anche dei bei soldini, il che non guasta affatto. Prendono parte al torneo tennisti fortissimi che lo precedono in classifica di 500/600 posizioni. Una follia solo a pensarci, un divario tecnico praticamente insormontabile. E’ a questo punto che Willis inizia a dare forma al capolavoro sportivo e il suo bel faccione pasciuto comincia a fare capolino sui tabloid d’oltremanica. Con la complicità di chissà quale divinità del tennis, elimina in veloce sequenza: il giapponese Sugita (top 100), Andrey Rublev (diciottenne russo tra i più promettenti al mondo) e, infine, in un combattutissimo match, Daniil Medvedev (altro giovane russo di belle speranze). Il sogno è servito, Marcus Willis è già nella storia del tennis. Il giocatore con la classifica peggiore di sempre ad aver conquistato un posto nel tabellone principale di Wimbledon.
Ad attenderlo al primo turno il fortissimo lituano Ricardas Berankis, n. 54 al mondo, il classico match chiuso per manifesta inferiorità che prevede un finale diverso solo nei film strappalacrime. E infatti Willis piange, ma di gioia, perché vince anche questa partita. Non solo, è quasi una passeggiata di salute: 63 63 64! Ora, mentre in una sceneggiatura anche il più sciatto degli scrittori si fermerebbe, la realtà non ne vuol sapere e al secondo turno offre in sorte a Willis il Re del tennis. Giocherà contro Roger Federer!
Sui giornali inglesi non si parla d’altro, Brexit e sconfitta della nazionale inglese di calcio vengono dopo. In prima pagina c’è lui, Marcus Willis che con le sue imprese tennistiche lenisce tutti i dolori politici e sportivi d’Inghilterra.
Tutti sanno com’è finito il match, ha vinto facilmente Federer con il punteggio di 60 63 64. Per una volta però il protagonista non è stato lui, a calamitare interesse e simpatia solo Willis che, privo di sponsor tecnico, s’è presentato in campo indossando una polo griffata sulla manica con il marchio RF. Una delle divise che Federer commercializza per finanziare gli scopi benefici della sua fondazione. Basterebbe solo questa trovata per fare di Marcus Willis un personaggio indimenticabile. Sulle tribune si è sorriso, urlato (Jenny più di tutti) e fatto finta di tifare (ad ogni punto dell’inglese i suoi amici si levavano le scarpe!) come mai era successo sul Centrale di Wimbledon, il Tempio del tennis, la cui sacralità oramai secolare ha per una volta lasciato spazio a quella che è sembrata più una festa ben riuscita che un secondo turno del più tradizionale degli Slam.
E’ stata la divertita e divertente esibizione di due fenomeni. Da una parte della rete, il genio indiscusso del tennis, Roger Federer. Dall’altra Marcus “Cartman” Willis, n. 772 al mondo, che ha realizzato il suo sogno e presto partirà per Philadelphia dove l’amatissima Jenny gli ha nel frattempo procurato un buon contratto di lavoro per insegnare il tennis ai bambini e a chiunque altro voglia, tra un palleggio e una volée, ascoltare una volta di più la sua avventura tennistica, una delle più inverosimili e coinvolgenti della storia. C’mon Marcus!


Porter Stout, martedì 05/07/2016

1 commento:

Bill Lee ha detto...

Io non sapevo niente di sta roba ed è pazzesca.

Cosa non si fa per la figa.