martedì 12 luglio 2016

SARA WATKINS - YOUNG IN ALL THE WRONG WAYS



Non sono molti trentacinque anni, eppure Sara Watkins ha dietro alle spalle una carriera importantissima, per numeri e collaborazioni. Lei è, infatti, la violinista del gruppo progressive bluegrass dei Nickel Creeck, band in cui milita con il fratello Sean e con quel geniaccio di Chris Thile, mandolinista anche leader dei The Punch Brothers. Sei album in studio, un paio di compilation e un pugno di singoli che hanno stazionato nei posti più alti delle classifiche americane di genere sono il resoconto di più di quindici anni di militanza. E questo è solo un aspetto di un carnet artistico densissimo. La Watkins, infatti, è stata anche membro del supergruppo W.P.A. insieme a Benmont Tench e Greg Leisz, ha scritto musica per documentari, è andata in tour con i The Decemberists, ha suonato con Jackson Browne, Tift Merritt, Fiona Aplle e John Paul Jones. E poi, a partire dal 2009, ha dato vita a una parallela carriera solista, di cui Young In All Wrong Ways è il terzo capitolo. Chi si aspetta che Sara Watkins porti in solitaria la sua esperienza con i Nickel Creek probabilmente resterà completamente spiazzato fin dal primo ascolto del disco. A partire dai suoi due precedenti album, la Watkins ha infatti accantonato il passato improntato alle sue mountain music roots, per abbracciare, invece, un songwriting pervaso da un'attitudine indie folk più in linea con sonorità moderne. 





Anche il fatto che abbia scelto una piccola etichetta (i primi due album erano prodotto dalla Nonesuch Records) e abbia fatto a meno di un manager, testimonia di un forte desiderio di libertà che si era solo intuito nei precedenti lavori e che invece permea le dieci tracce dell'album. A cominciare dalla title track, che apre la scaletta con un graffio chitarristico, con cui la Watkins imbocca un'inusuale deriva rock e declama versi consapevoli e dolenti sui tormenti di una vita non proprio semplice. O come nella ballata crepuscolare, Invisible, in cui la Watkins canta con disillusa rassegnazione: "So I’ll continue down this way though I can’t say where it will lead". Anche l'altro singolo, Move Me, o l'intensa Say So si muovono lontano dai consueti lidi, tanto che, alla resa dei conti, le concessioni al passato sono davvero poche, e si risolvono principalmente in The Truth Won't Set Us Free, triste storia di un matrimonio finito, che suona decisamente country e in cui la Watkins, finalmente, riprende in mano il violino. Un disco, dunque, diverso da quello che ci saremmo aspettati, in cui il songwriting cambia natura, anche se il talento e la classe restano immutati. Fuori dai Nickel Creeck, però, la Watkins è proprio un'altra cosa e questo Young In All The Wrong Ways rappresenta la compiuta realizzazione di un'autonoma visione musicale e delle proprie personali ambizioni.

VOTO: 7





Blackswan, martedì 12/07/2016

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