domenica 19 marzo 2017

SUNDAY MORNING MUSIC



 

Flamin’ Groovies – Teenage Head

Dopo lungo girovagare e svariati cambi di formazione i californiani Flamin’ Groovies arrivano a New York nel 1970 dove, ottenuto un contratto con la Kama Sutra (la stessa etichetta dei Lovin’ Spoonful), rimarranno per realizzare due dei loro migliori lavori, Flamingo e Teenage Head dell’anno successivo. Sono album in cui mettono a fuoco un’esaltante miscela di R’n’R e Rock/Blues, debitrice in egual maniera al suono sporco dei Rolling Stones di Beggars Banquet e all’energia primigenia degli Stooges. E’ soprattutto con Teenage Head che i Groovies costruiranno il loro capolavoro contribuendo a rendere fertile il terreno su cui germoglierà il Punk di lì a qualche anno. L’insuccesso commerciale del disco, destinato comunque a rimanere tra i più elettrizzanti di tutto il decennio, causerà la fuoriuscita dalla band del cantante Roy Loney che in seguito si segnalerà per l’importante ruolo di talent scout per la ABC Records. A lui si devono i primi successi dei Ramones e di Tom Petty and The Heartbreakers. 





Soggy Bottom Boys – Man Of Constant Sorrow

Tutti conosciamo la passione di Quentin Tarantino per il recupero di oscure perle musicali dei decenni scorsi con cui sottolinea le fasi salienti dei suoi film. Non succede altrettanto con i fratelli Coen. Eppure anche nel loro cinema molte delle trovate più esilaranti vengono innescate dalle canzoni in sottofondo. E’ Hotel California a far imbestialire Drugo in una mitica scena de Il Grande Lebowski e per questo cacciato di peso dal tassista fan degli Eagles, lo sberleffo dei Fugs CIA Man in A Prova di Spia oppure Man Of Costant Sorrow eseguita dallo sgangherato combo sudista Soggy Bottom Boys che diventa centrale nella trama di Fratello, dove sei? Il pezzo, un traditional dei primi del 900, ha avuto altre versioni prestigiose, Dylan, Jerry Garcia, gli Stones, ma questa interpretata da George Clooney, John Turturro, Tim Blake Nelson e Chris Thomas King non ha eguali (naturalmente non sono loro ad eseguirla, si dice che Clooney sia stonatissimo, ma poco importa). La canzone ha persino vinto un Grammy, categoria: “miglior collaborazione country con coro”. Anche quella, una scena tutta da ridere.





Sparklehorse - Rainmaker 

Sparklehorse è il nickname dietro il quale si cela il cantante polistrumentista americano Mark Linkous. Originario della Virginia, esordisce nel 1996 con Vivadixiesubmarinetransmissionplot, disco dal titolo impossibile che arriva dopo un lungo e difficile periodo caratterizzato dalla disintossicazione dall’eroina. L’album vede la luce grazie all’intervento del suo amico e mentore David Lowery (già leader dei Camper Van Beethoven) e sotto la dichiarata influenza dei lavori di Tom Waits della prima metà degli anni 80. Nel decennio seguente Linkous si farà apprezzare per altri tre album ed alcune collaborazioni di assoluto rilevo: PJ Harvey, Nina Persson, Radiohead e lo stesso Tom Waits. Inoltre da segnalare il tour con i R.E.M. nel 2003 e lo strettissimo legame che intrattiene con Daniel Johnston per il quale produce un paio di album e cura la bellissima raccolta di cover Discovered Covered: The Late Great Daniel Johnston che vede la partecipazione di artisti del calibro di Vic Chesnutt, Beck, Flaming Lips, Bright Eyes e ancora Waits. Nonostante i successi ottenuti Linkous non riuscirà mai ad emanciparsi dall’abuso di droghe e alcol e nel 2005, in preda ad una fortissima depressione, si suicida all’età di 47 anni. Gli Sparklehorse rimangono fonte d’ispirazione preziosa per decine di musicisti in ambito Indie e Alt/Country.







Porter Stout, domenica 19/03/2017

2 commenti:

ReAnto R ha detto...

Belli i Flamin' Groovies

giuseppe ha detto...

Mark Linkous.....immenso -