giovedì 18 maggio 2017

FEEL ON BLACK DAYS





E’ stato come perdere un amico. Non trovo altre parole per commentare la morte improvvisa di Chris Cornell, leader dei Soundgarden, voce degli Audioslave, ideatore di quel progetto estemporaneo e leggendario che furono i Temple Of The Dog. Inutile commentarne l’altalenante carriera, fatta di dischi imprescindibili (Badmotorfinger su tutti) e di sprofondi creativi inascoltabili (la svolta elettronica di Scream, album solista del 2009). Quel che resta e che vale la pena ricordare, invece, è ciò che Cornell ha rappresentato per la mia generazione, quella generazione cresciuta col cuore e con le orecchie a Seattle, e di cui Chris ha saputo raccontare le speranze, le inquietudini e i sogni, al pari di Kurt Cobain, Andrew Wood e Layne Staley. Con lui se ne vanno uno degli ultimi grandi testimoni di una stagione breve e infuocata e una voce dall’estensione straordinaria, tanto potente da spingere le ottave fin lassù, in cielo, dove Chris ora riposa.





Blackswan, giovedì 18/05/2017

4 commenti:

James Ford ha detto...

Grande voce, grandi dischi.
Una scomparsa improvvisa ed inaspettata.

melonstone ha detto...

non ho parole. non le ho più.

Ezzelino da Romano ha detto...

Ma poi, suicidio?
Ma perchè?

Marco Goi ha detto...

Ovviamente per ricordarlo hai scelto il suo progetto musicale a cui sono meno legato, ma va bene anche così.
Grande Chris, ci mancherà.