giovedì 3 maggio 2018

BETH HART - LIVE FROM NEW YORK FRONT AND CENTER (Provogue, 2018)

Per celebrare lo straordinario momento di forma e di creatività che sta vivendo, Beth Hart ha pubblicato un nuovo album dal vivo, a distanza di ben tredici anni dal precedente e bellissimo Live At Paradiso. Questa volta, però, Beth balla da sola, senza cioè il suo ultimo pigmalione artistico, Joe Bonamassa, e si fa accompagnare dalla propria backing band, composta dall’ottimo chitarrista Jon Nichols, dal bassista Bob Marinelli e dal batterista Bill Ramson.
Registrato la sera del 7 marzo 2017, presso l’Iridium Jazz Club di New York, Front And Center contiene prevalentemente brani tratti dal nuovo album Fire On The Floor oltre ad alcuni classici estrapolati dalla corposa discografia della cantante losangelina.
Il disco, che suona decisamente meno rock del suo predecessore, offre una performance più variegata, in cui la Hart sfodera tutto il suo repertorio vocale, toccando generi diversi (blues, soul, rock) e alternando brani acustici ad altri decisamente più sferzanti. Se è vero che il recente Fire On The Flood suonava come il disco della definitiva maturità artistica e si poteva annoverare come il miglior full lenght in studio pubblicato fin dai tempi del leggendario Immortal, con questo live la Hart conferma di aver ulteriormente migliorato la propria caratura di interprete, avendo sgravato in buona parte la voce da quel timbro da urlatrice seriale che talvolta suonava come un limite tecnico di un’ugola diversamente capace di grande versatilità.
Ecco, allora, che in scaletta si alternano momenti assai intimi ed introspettivi, come la struggente chiosa lasciata alla bellissima No Place Like Home, la dolcezza pianistica vagamente jazzy di As Long As I Have A Song o le malinconie notturne di una coinvolgente e ed emozionante Leave The Light On, forse la miglior performance vocale della serata, ad altri brani decisamente più robusti.
Il rock blues muscolare di Delicious Surprise (grande assolo alla chitarra di Nichols), ad esempio, fotografa tutta la potenza e l’estensione di una voce che gioca anche al call and response con il pubblico pagante, in un siparietto dal sapore decisamente seventies, così come nell’incandescente finale, che vede l’ospitata di Sonny Landreth in due brani, Beth sfodera zampate e ringhi da autentica rocker, infiammando il rock’n’roll dispiegato in favore di slide di Can’t Let Go o il riff hard rock della nerboruta For My Friends. Fra i quindici brani del lotto, la Beth ripesca dal lontanissimo passato di Immortal (1996) la splendida Isolation, di cui offre una suntuosa versione acustica, e propone anche quello che a mio avviso è uno dei suoi brani più belli di sempre, la dolente, notturna e jazzata Love Gangster, tratta da No Place Like Home.
Front And Center, nella cui confezione trovate anche il dvd del live act, conferma Beth Hart come una delle voci più appassionate del panorama rock blues in quota rosa (e questo già lo sapevamo), ma dimostra anche che la songwriter losangelina ha trovato una propria definitiva dimensione anche lontana dal fortunato pigmalione artistico con Bonamassa. La celebrazione di una definitiva rinascita, dunque, che reindirizza verso picchi di qualità una carriera, soprattutto nella prima parte, non sempre all’altezza dell’indubbio talento della sanguigna Beth. 

VOTO: 7,5





Blackswan, giovedì, 03/05/2018

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